La Casa di Carta: il commento alla seconda stagione della serie Netflix

la casa di carta

Rush finale per La Casa di Carta, la serie TV d’origine iberica approdata all’interno del corposo catalogo Netflix.

Fight the power

Ribellarsi. Attaccare il sistema. Far sentire la propria voce. Sono tante le forme per mostrare il proprio dissenso nei confronti di apparati e istituzioni indifferenti ai bisogni della massa; ma solo alcune di queste riescono a centrare l’obiettivo iniziale, ricorrendo magari ad un pizzico di originalità mista ad improvvisazione per accentuare un rigurgito esistenziale ormai allo stremo. E cosa accade quando una maggioranza silenziosa si affida (idealmente parlando) ad una minoranza altrettanto silente pronta a tutto pur di debellare ogni sopruso? La risposta non può che condurre – almeno dal punto di vista televisivo – a La Casa di Carta, format spagnolo di proprietà Netflix divenuto, in pochissimo tempo, un autentico cult del genere.

La Casa di Carta, la seconda stagione: attacco multilaterale

Dopo una prima parte densa di avvenimenti, lo show ideato da Álex Pina prende il largo riallacciando i nodi narrativi del passato con una trama in divenire. Il tentacolare piano del Professore accentua i propositi di base intimando agli otto partecipanti di mantenere una certa perseveranza. E per quanto la vicinanza tra i protagonisti diventi un elemento da non sottovalutare, molti di essi si avviano verso una sorta di ammutinamento che potrebbe mettere a repentaglio qualsivoglia intenzione di riscatto.

Amici. Nemici. Fratelli. Traditori. Insomma, l’escalation verso la conclusione attesa da pubblico e critica metter spalle al muro praticamente chiunque; e le patologiche conseguenze di questo o quell’altro evento condurranno ad esiti e ribaltamenti piuttosto spiazzanti. Ma al di là di questo, c’è una strategia da condurre ad oltranza, sempre e comunque. E guai a distrarsi, anche solo per un istante, poiché l’ordine e l’opinione pubblica non attendono altro che sferrare il colpo decisivo. Sbatti il mostro in prima pagina: la convenienza c’è eccome, a prescindere dai temi e dai toni.

Il commento alla conclusione della serie Netflix: contromosse opportune

La Casa di Carta giunge alla fine della propria corsa grazie ad una seconda stagione (composta da nove episodi) in linea con la qualità del suo canovaccio di base. Azione, colpi di scena e ritmo godibile impreziosiscono un plot in cui l’offensiva di pancia (e di testa) contro la BCE assume i contorni di un’epica impresa. Inoltre, il cast della serie – comprendente Úrsula Corberó, Itziar Ituño, Álvaro Morte, Paco Tous, Pedro Alonso, Alba Flores, Miguel Herrán, Jaime Lorente, Esther Acebo, Enrique Arce, María Pedraza, Darko Peric – si adegua allo spartito senza la benché minima sbavatura. Un punto di forza non da poco, da affiancare alle ripetute citazioni musicali sostenute, ad intervalli regolari, dall’inno della Resistenza italiana al fascismo.

Trailer e disponibilità all’interno del catalogo Netflix

La seconda stagione de La Casa di Carta è presente, su Netflix, dal 6 aprile 2018. A seguire, il trailer ufficiale dello show.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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