La Fine, recensione: delude il film post apocalittico distribuito da Netflix

recensione La Fine netflix

La fine è l’ennesimo film post apocalittico che si distingue per trama piatta e deludente: sprecata la presenza del premio Oscar Whitaker.

L’unica fine che interessa allo spettatore è quella del film

Da pochi giorni è arrivato su Netflix La Fine, thriller post apocalittico scritto da Brooks McLaren e diretto da David M. Rosenthal (The Perfect Guy del 2015). Pare che sia stato in preparazione per otto anni, prima che Netflix ne impugnasse i diritti portandolo a compimento.

Will e Samantha sono una giovane coppia felice di Seattle che scopre di aspettare un bebè, Will dovrà partire per Chicago per incontrare i genitori di lei, comunicare la notizia e chiedere la mano della fanciulla. La serata non va bene perché Tom, il suocero (Forest Whitaker) non vede di buon occhio il ragazzo che giudica squattrinato e superficiale. Durante una telefonata di Will alla fidanzata per raccontare il fiasco totale, la situazione precipita, la comunicazione viene interrotta da una non meglio identificata catastrofe naturale di cui si sa poco e niente. Tom e Will mettono da parte i dissapori e attraversano l’America in macchina per salvare la ragazza.

La Fine è l’ennesimo film post apocalittico che non ha nulla da aggiungere né tantomeno da far invidiare alle altre decine di film già esistenti sullo stesso argomento, per citarne due a caso di ben altra caratura: The Road e Codice Genesi, oltre a tutte le serie TV in cui si arriva a una situazione analoga in seguito a pandemie di virus che trasformano gli esseri umani in Zombie o Vampiri. L’atmosfera è sempre la stessa: strade deserte, pessimismo collettivo e immancabilmente, normalissimi esseri umani che a poche ore dalla catastrofe, diventano redneck sudati e incattiviti che girano in Pick-up armati di fucile, pronti a razziare e ammazzare il vicino per un po’ di benzina.

L’unico spunto originale poteva e doveva essere il rapporto tra il debole avvocatuccio Will (Theo James attore belloccio conosciuto per la saga di Divergent) e il suocero, ex marine tutto d’un pezzo impersonato dal premio Oscar Forest Whitaker. Se ben sviluppato poteva venirne fuori un qualcosa alla Ti Presento i Miei, in chiave thriller/azione, oppure si poteva approfondire l’evoluzione del ragazzo, che sotto l’ala del suocero ex militare, poteva diventare una sorta di Rambo invincibile.

Invece nulla di tutto ciò, i dialoghi tra i due sono piatti e superficiali, la narrazione prosegue goffamente lasciando lo spettatore sempre in attesa di qualcosa che non arriva mai. Insomma, possibile che non si possa fare qualcosa di meglio quando si ha per le mani un attore del calibro di Whitaker, il cui solo sguardo obliquo basta a far venire i brividi?

Ingannevole poi il titolo originale How It Ends (come tutto è finito) che lascerebbe intendere che si arriverà a un perché o a un come si sia arrivati alla catastrofe, peccato che questo aspetto nella pellicola non venga affatto approfondito, i protagonisti sono tutti troppo impegnati a sopravvivere per preoccuparsene e a parte qualche ipotesi strampalata fatta alla fine dal solito personaggio ambiguo (un normalissimo vicino di casa che dopo la catastrofe ovviamente tira fuori la sua vera natura di psicopatico assassino), non se ne parla proprio. Velo pietoso sulla solita incomprensibile traduzione italiana del titolo, La Fine, che vuol dire tutto e niente.

Il film si caratterizza di almeno un fenomeno originale che raramente si è vede in giro: la sparizione incomprensibile di un personaggio principale. C’è questa bella ragazza indiana (Kerry Bishè) che si unisce ben presto ai due con il ruolo di meccanica, portando qualche sprazzo di vivacità facendo fare ai due l’unica risata di tutto il film. Purtroppo a causa di una tardiva crisi di coscienza (fuori luogo vista la situazione) la giovane decide di abbandonarli nel mezzo della notte.

Ebbene si è portati a pensare che il suo personaggio avrà un qualche senso, sicuramente ricomparirà, magari saltando fuori alla fine come spesso succede, ultima speranza degli amici in difficoltà. Nossignore, sparita completamente e inutilmente. A che pro era stata inserita nella storia? l’attrice avrà vinto una scommessa con un produttore che avrà dovuto farla lavorare?

Fastidioso il finale sospeso, che ci regala l’unico brivido di paura pensando che potrebbe esserci un seguito.

Punto Netflix Italia

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