La linea verticale: recensione della serie tv di Mattia Torre, con Valerio Mastandrea

La linea verticale

La nostra recensione della serie tv La linea verticale, che potete già trovare su RaiPlay, o in onda da sabato 13 gennaio su Rai 3.

La linea verticale: fare di necessità virtù

Più che una serie televisiva in otto puntate, questa produzione Rai nata dalla mente di Mattia Torre (trama e cast qui), che l’ha anche diretta, è un film. Anzi no. È un manuale. Un manuale che ci mostra come essere leggeri, senza essere superficiali. Come essere severi, ma giusti. Come affrontare i problemi con ottimismo, ma mai sottovalutandoli.

Un ospedale, in questo caso il reparto di urologia oncologica, è un universo piccolo, eppure molto complesso. Fatto di persone di ogni estrazione sociale, età, sesso e provenienza, spinte dagli interessi e dalle ambizioni più disparate. Per questo si toccano tante tematiche ne La linea verticale, da quelle più apparentemente banali (la cucina italiana, il rapporto con i colleghi di lavoro) a quelle più serie, drammatiche (il cancro). E lo si fa senza paura, perchè con cognizione di causa.

La serie ci racconta quanto la vita possa porci ostacoli durissimi da superare, mostrandosi indifferente ai nostri progetti, ai nostri sogni e desideri. Ci dice che è giusto piangere, disperarsi pure, ma sempre tra una risata e l’altra.La linea verticale

E ancora ci dice di avere fiducia nel prossimo, apprezzare ciò che abbiamo e lottare per quel che ci manca. Non arrenderci di fronte alle difficoltà, bensì coglierle come uno stimolo per andare avanti, quando magari siamo sul punto di fermarci, oppure, fermi, lo siamo già.

Può darsi che le nostre parole di commento su questo film possano suonare retoriche, facili, scontate. Possiamo assicurarvi, però, che ciò che esso racconta (e come) non lo è affatto.

Quindi grazie a Mattia Torre per il proprio coraggio e un briciolo di follia, per la sua consapevolezza, le sue paure ed insicurezze. Grazie anche a chi lo ha accompagnato in questa avventura: la realizzazione della serie. Valerio, Greta, Giorgio, Antonio, Ninni, Paolo, Babak, Cristina, Gianfelice, Barbara, Alvia, Raffaella, Elia, Federico e tutti gli altri.

Grazie perchè La linea verticale non è un semplice prodotto di intrattenimento, ma qualcosa di utile. Anzi, necessario. Se non addirittura indispensabile.

La linea verticale

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Fabio Leonardi

Nato e cresciuto in provincia di Milano, appassionatissimo di cinema (per il quale vive e in qualche modo lavora), oltre che di musica, astronomia e di gatti.

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