La Ragazza nella Nebbia, recensione film: promosso il thriller di Donato Carrisi

La Ragazza nella Nebbia Film 2017

La Ragazza nella Nebbia segna l’esordio alla regia di Donato Carrisi. Lo scrittore tiene lo spettatore col fiato sospeso, rendendo giustizia al suo romanzo.

Con “La Ragazza nella Nebbia”, Donato Carrisi porta in sala il grande thriller all’italiana

Un’adolescente scomparsa, una cittadina sconvolta e le indagini che vanno avanti per intere settimane, spesso non raggiungendo alcuna verità. Uno scenario purtroppo non nuovo, considerato che ci si ripresenta quasi quotidianamente attraverso i telegiornali. E proprio attraverso questo sunto potrebbe essere riassunto lo script de La Ragazza nella Nebbia, il film che segna l’esordio alla regia di Donato Carrisi.

Eppure tutto non risulta mai scontato. Si riesce, piuttosto, a solleticare la curiosità dello spettatore dall’inizio alla fine. Gli si lascia il dubbio di aver già capito tutto, sorprendendolo nel fargli capire che, in fondo, non ha poi capito nulla.

Tra gli scrittori italiani più amati in Patria e non solo, Donato Carrisi sceglie così di affidare a se stesso l’adattamento cinematografico del suo romanzo. Appena qualche anno fa, fu addirittura Ridley Scott a trattare con lui per poter realizzare un film su Il Suggeritore, considerato come il maggior successo dello scrittore. Ecco perché potrebbe aver spiazzato più di un suo fan, la scelta di esordire alla regia con La Ragazza nella Nebbia. Ma chissà che non sia comunque solo questione di tempo, considerato che il film in questione è stato realizzato nel migliore dei modi e, quindi, potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di lungometraggi.

La nebbia nasconde, la nebbia svela

In un celebre romanzo di Stephen King, la nebbia rappresenta una vera e propria trappola nelle cui grinfie trova spazio la follia umana (e non solo). Nel caso del film di Donato Carrisi, le cose non sono poi così diverse.

La nebbia c’è, nel titolo così come nel piccolo paese montano in cui l’intera vicenda si sviluppa. C’è anche nella mente dei suoi abitanti, totalmente succubi della linea guida espressa dalla confraternita cittadina. I genitori di Anna Lou, la ragazza scomparsa, dichiarano agli inquirenti che la ragazza non possiede alcun profilo social, poiché “quel mondo” si presenta troppo pieno di insidie.

Non sanno però che il vero male si nasconde proprio lì, in quella realtà che sembra così innocua e profondamente conosciuta ma che, invece, si rivelerà piena di pericolose trappole.

L’intero film si sviluppa attraverso due filoni narrativi. Un costante sbalzo temporale ci trasporta così nel presente e nel passato, ponendoci di fronte ad una lunga serie di punti interrogativi. Tutto avrà inizio quando il “pasticciaccio brutto” ha ormai già avuto luogo. Conosciamo subito un Toni Servillo macchiato di sangue e, in men che non si dica, viene da chiedersi cosa lo abbia portato a nutrire così tanta rabbia e rancore.

Jean Reno e Toni Servillo: il cast d’eccellenza è servito

Proprio lui si confronterà sin da subito con un altro protagonista de La Ragazza nella Nebbia. Il terapista Auguste Flores ha infatti volto e voce di Jean Reno. Due personalità opposte, attraverso le cui voci prenderà forma la storia che li ha portati entrambi fino a lì. Senza inciampare in alcun spoiler, vi avvertiamo che dopo pochissime sequenze, avrà inizio il film vero e proprio. Per chi ha già letto il romanzo di Carrisi, non ci saranno sorprese. Tutti gli altri si troveranno invece  seduti su una montagna russa emotiva, capace di commuovere, far sorridere e sorprendere senza chiedere il permesso.

Un grande velo di omertà copre la società odierna, descritta al meglio attraverso l’occhio del regista. Ciascuno dei suoi personaggi gode di una personalità ben distinta, a testimonianza di quanto Donato Carrisi tenesse al suo (e al loro) esordio di fronte al grande pubblico.

I media hanno un ruolo centrale nel film. Nella nebbia si intravede chiaramente il marciume di chi, in una scala di valori, mette al primo posto lo share. Nel film si incrociano invece le atmosfere tipiche di Twin Peaks (con tanto di giornalista in stile Log Lady), i costumi di Fargo e gli scenari di Stranger Things. Una comunità in allerta, pronta ad unirsi pur di riportare a casa Anna Lou, contrapposta ad un’invasione esterna che invece romperà ogni equilibrio umano ed emotivo.

Anche in qualità di spettatore, ci si ritrova a cercare il “mostro” da accusare e odiare. Tra certezze e confusione, Donato Carrisi è bravo a mischiare le carte in tavola attraverso un ritmo incalzante che non annoia mai.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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