Lady Bird: recensione del film scritto e diretto da Greta Gerwig

Lady Bird 2018

Con Lady Bird Greta Gerwig, icona del cinema indipendente americano, debutta alla regia con una commedia apparentemente semplice, su di uno sfondo tutt’altro che banale e scontato.

“Chiunque parli di edonismo californiano non ha mai trascorso il Natale a Sacramento

Parlare di Lady Bird come di un film di formazione, sulla fine della infanzia, sulle tappe piuttosto stereotipate che la segnano,  sarebbe pleonastico e scontato, anche perché il film a guardar bene non parla della adolescenza e delle mutazioni che apporta. La pellicola tratta del periodo nel quale con i propri cambiamenti ci si deve fare i conti con e contro gli altri (e Lady Bird non brilla in algebra); quell’intervallo di tempo nel quale le nuove forme che hai devi imparare a  usarle, condividerle, manifestarle al mondo esterno, e quindi di quando diventano parte della realtà e non solo conflitto interiore.

Lady Bird tratta di un cambiamento di prospettiva e lo fa in prima istanza cercando di guardare il mondo dall’alto, sorvolando, sognando di potersi allontanare verso nuovi orizzonti; quella posizione che rende una città come Sacramento troppo piccola, un Comunity college troppo povero, la casa dove si è cresciuti ubicata troppo in periferia.

La perdita dell’innocenza

Siamo nel “Midwest della California” lontano dalla costa est degli States, è il 2002, un anno che è un palindromo così come palindromico è l’arco narrativo della protagonista, una  Saoirse Ronan che conferma ulteriormente il suo talento rendendosi una credibile diciassettenne e che scherza sullo scarso senso che quell’anno possiede. Il 2002 però è, in una interpretazione più amplia, l’ anno che segue ad un cambiamento assai importante negli Stati Uniti. Pochi mesi prima ci sono state le torri gemelle, anche gli Stati Uniti si sono trovati a dover affrontare una mutazione traumatica che ha sfregiato il loro volto, che ne ha mutato la fisionomia a tutti i livelli. Non è un caso che le poche immagini e riferimenti al mondo, oltre i confini federali, siano dedicate alle azioni militari. Anche l’ America ha perso in qualche modo la sua ingenuità, le sue sicurezze domestiche e “familiari” e, come Lady Bird, fa fatica a compiere scelte ponderate e assennate. L’ 11 settembre lo si percepisce come una eco lontana, ma le cui vibrazioni sottilmente influenzano ogni aspetto. I problemi economici, la recessione, la disoccupazione in un paese che non è per vecchi, il ridotto appeal delle  università di New York per il rischio terrorismo, sono tutti figli di quella ulteriore perdita di verginità che il paese dalla bandiera a stelle e strisce ha subito. Anche in questo sta un parallelismo con la vita di Lady Bird personaggio, le cui tappe di sviluppo appaiono tutt’altro che piacevoli, a tratti traumatiche, di sicuro non all’altezza delle aspettative.

Il cambio di prospettiva di Lady Bird

È quando “Lady Bird” , alias Christine, si rende conto che quell’ anno è stato solo un accumulo superficiale di esperienze empiriche, che il film acquista un senso compiuto e non rimane solo una commedia esile e superficiale. Christine alla fine decide di chiudere le sue ali e di tornare al 2001, ai suoi 16 anni e al suo primo viaggio in macchina per le strade di Sacramento. Prende coscienza di una prospettiva ad altezza d’ uomo che le fa comprendere la bellezza intrinseca delle sue radici, il volto sfaccettato del luogo dove si è cresciuti, la complessità delle figure genitoriali (magistralmente interpretate dal commediografo Tracy Letts e dall’attrice televisiva Laurie Metcalf). Un rinnovato punto di vista che le fa cogliere e rielaborare con degli strumenti meglio calibrati i propri sentimenti per quei luoghi, e le persone che li abitano, che rappresentano l’ancora affettiva sulla quale contare per non farsi trascinare dalla corrente e seguire la propria rotta verso luoghi lontani, senza smarrire la propria identità, consapevoli di saper tracciare, anche solo mentalmente (e per la nativa di Sacramento Greta Gerwig artisticamente), la strade per il viaggio di ritorno.

Disponibile in DVD e Blu-Ray dal 20 giugno 2018.

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