Lasciati Andare, recensione film: arriva nelle sale l’esilarante commedia con Toni Servillo

Lasciati Andare Film 2017

Trama e recensione di Lasciati Andare, l’esilarante commedia diretta da Francesco Amato. Nel cast del film Toni Servillo, Veronica Echegui e Luca Marinelli.

In Lasciati Andare risate assicurate con la coppia Toni Servillo – Veronica Echegui

Arriverà giovedì 13 aprile nelle sale Lasciati Andare, il terzo lungometraggio diretto dal regista Francesco Amato. Già nel poster del film spiccano i due attori protagonisti, Veronica Echegui e Toni Servillo, ma non sono certo da meno i personaggi “secondari” della pellicola, su tutti Carla Signoris e Luca Marinelli. Iniziamo con la giovane attrice spagnola, alla sua prima esperienza in un film italiano. La sua è una bellezza tipica iberica, dai tratti semplici e occhi a cerbiatto, capace di conquistare con un solo sorriso ogni essere maschile che gli capiti davanti. È la protagonista femminile di Lasciati Andare, al fianco di Toni Servillo, il quale non ha certo bisogno di presentazioni. Con sette nomination ai David di Donatello e ben quattro statuette portate a casa, quello dell’attore campano rientra tra i volti più apprezzati del cinema italiano, negli ultimi anni impegnato soprattutto nell’interpretazione di personaggi dallo spiccato self-control. Riguardo a quest’ultimo aspetto, le cose non sono poi così tanto diverse in Lasciati Andare, film in cui Toni Servillo dà vita al protagonista maschile, Elia.

Elia è un analista ebreo, considerato tra i maggiori professionisti di Roma. Elia ha trascorso la vita ad ascoltare gli altri, a dispensare consigli e pareri, ma non ha neanche mai pensato di guarire i suoi pazienti perché, a detta sua, “un paziente guarito è un paziente perso”. I suoi giorni passano in maniera monotona, e l’uomo non si rende conto che in fondo gran parte della sua esistenza è volata via e lui ha saputo tenere stretto poco o niente tra le mani. Sua moglie Giovanna (Carla Signoris) lo ha ormai lasciato da tempo, e suo figlio è grande, sposato e indipendente. Elia si sente appesantito non solo mentalmente ma anche fisicamente, tende a mantenere una certa distanza dal resto del mondo, ad eccezione di Giovanna, con cui intrattiene ancora un rapporto di profondo affetto. Un affetto che però assomiglia più a quello provato da un fratello nei confronti di una sorella. I due sono separati da un muro sia materiale che mentale, e addirittura Elia afferma di avere un solo problema con l’erezione, “non sapere cosa farmene”.

In Lasciati Andare la vita monotona dell’uomo verrà sconvolta dalla diagnosi medica secondo cui Elia deve assolutamente prendersi cura del proprio corpo e tornare in linea. Ecco quindi che la sua strada si incrocerà con quella di Claudia, personal trainer spagnola, tanto magra, quanto vogliosa di muoversi come un grillo, incapace di rimaner ferma di fronte alle bellezze e l’imprevedibilità della vita. Lei i libri li usa solo per sistemare le gambe del tavolo, e confonde i nomi degli intellettuali con quelli di attori e calciatori famosi ma, nonostante questo, riesce spesso a vedere “oltre”, rispetto a dove arriva lo sguardo e la mente di Elia. Il suo irrefrenabile entusiasmo lascerà passare in secondo piano queste diversità,  arrivando ben presto a contagiare l’uomo, stravolgendo tutti i suoi equilibri e spingendolo a travalicare i tanti limiti che si è imposto nella sua vita.

Recensione del film, Francesco Amato dirige una commedia avvincente e mai scontata

Quante volte, di fronte ad un periodo di depressione e apatia, nostro o di qualcun altro, il consiglio che viene spesso pronunciato è quello di iniziare un percorso dall’analista oppure di iscriversi in palestra. Il benessere generale di un essere umano è strettamente collegato al suo corpo e alla sua mente, rimanendo fedeli al principio del mens sana in corpore sano. Ecco allora che un tipo come Elia, che ha trascorso tutta la vita sui libri ma ha anche compensato le proprie carenze tuffandosi su vassoi stracolmi di bignè, capisce improvvisamente di dover raggiungere anche un proprio benessere fisico. Allo stesso modo, la vulcanica Claudia, totalmente in forma dal punto di vista fisico, ha perso ogni equilibrio dal punto di vista psicologico, divenendo vittima di sbalzi d’umore ed incapace di donare una vita tranquilla a se stessa e a sua figlia, Jennifer Maria, educata quasi esclusivamente da Paola (Valentina Carnelutti). Frequentandosi, Elia e Claudia si completeranno perfettamente e ben presto diverranno indispensabili l’uno per l’altra.

Toni Servillo, ineccepibile come sempre nel suo saper interpretare al meglio ogni tipo di personaggio, diventa finalmente “umano”, non solo nel film, agli occhi dei suoi pazienti, ma anche cinematograficamente parlando, agli occhi degli spettatori che negli ultimi anni lo han sempre visto in ruoli sofisticati ed intellettualmente sopra la media. Qui è un analista, tirchio e annoiato, mantiene nascose tutte le proprie psicosi ma rischierà quasi di diventare un matto tra i matti, e quando qualcuno, suo figlio e Claudia, gli diranno finalmente le cose come stanno, l’uomo inizierà a vedere la vita da un inedito punto di vista, vivendo in maniera più leggera e spensierata e coinvolgendo lo spettatore in una lunga serie di gag esilaranti. A fargli da spalla in questo, una Carla Signoris che, con tagliente ironia e una spiccata comprensività, interpreta al meglio la moglie premurosa e gelosa del testardo e controllato Elia.

La giovane Veronica Echegui, con la sua interpretazione, riesce subito a farsi voler bene e ben presto ci ritroveremo tutti a pensare di aver bisogno di una Claudia nella nostra vita, che ci tolga ogni limite e ci spinga a vivere la vita per quello che è, e cioè una cosa che sfugge e che bisogna vivere al massimo finché ce n’è.

Quel Lasciati Andare del titolo, rappresenta infatti l’invito che la ragazza rivolge a se stessa ma soprattutto ad Elia, di vivere di passioni e seguire l’istinto togliendosi dalle spalle inutili fardelli, portando l’uomo ad eliminare quel muro che spesso si crea tra un individuo ed il resto dell’umanità, con quell’aria di snobismo e sufficienza che al principio caratterizza il personaggio di Toni Servillo. Si ritroverà in mezzo a situazioni inenarrabili e surreali, perderà dignità agli occhi di chi lo considera un professionista ed uomo tutto d’un pezzo, ma finalmente, dopo tanti anni, inizierà finalmente ad essere e sentirsi più vivo che mai.

Oltre a Pietro Sermonti e ai pazienti di Elia, tra cui segnaliamo Giacomo Poretti e Carlo De Ruggieri, a rendere Lasciati Andare una delle commedie più riuscite degli ultimi anni, contribuisce anche Luca Marinelli, presente in un gran numero di pellicole italiane, a testimonianza di quanto il pubblico, non solo i più giovani, apprezzino la versatilità del suo talento.

Dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot e SLAM – Tutto per una ragazza, lo ritroviamo in un ruolo da pazzo sciroccato, ovvero un carcerato con evidente problemi di balbuzie e profondi vuoti di memoria. Lo vediamo all’inizio e nella seconda parte del film, ed il suo arrivo darà inizio ad un finale di pellicola a dir poco scoppiettante. E dopo “Io solo una cosa vorrei sapè” e “Scappa, datte!”, il suo motto in questo film sarà “Mai ‘na gioia”. Insomma, tante risate assicurate e la capacità, quella del regista Francesco Amato, di rendere il film costantemente piacevole e mai lento, in grado di far riflettere ma con profonda leggerezza, senza correre il rischio di apparire banale o scontato. Un film che dimostra ancora una volta quanto semplici idee, se realizzate bene, riescano a dar vita ad una grande commedia, come non se ne vedevano da tempo, da consigliare ad amici, parenti e conoscenti.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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