Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: Disney, ma che combini?

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Il film Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è in sala e dimostra che non sempre chi osa vince e stavolta Disney sembra aver perso la bussola.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, un film senz’anima

Tutti noi da bambini siamo stati cullati nell’atmosfera natalizia della fiaba di Ernst Hoffmann, Schiaccianoci e il re dei topi. Se non doveste conoscerla vi invito a leggere la trama, anche velocemente. Questa lettura basterà ad immettervi nell’ottica che vi farà vedere Lo schiaccianoci e i Quattro Regni come un pretestuoso tentativo di trovare un seguito a ciò che è finito.

Siamo alla vigilia di Natale e vediamo una famiglia, composta da un padre, 2 figlie e un figlio. Capiamo che la madre è morta da poco, e scopriremo dopo che la madre è la bambina protagonista della fiaba. O meglio, dobbiamo arrivarci, perchè nel film questa cosa non viene spiegata. La scena prosegue con una festa organizzata nella casa del padrino Drosselmeier, che collega il film alla fiaba, ed è interpretato da uno spento Morgan Freeman. In questa casa c’è l’accesso per il regno delle bambole, dove entra Clara, la figlia femmina più piccola(Mackenzie Foy, che ricorderete essere Renesmee in Twilight). Da qui il film, che seguirà le “avventure” di Clara in questo reame fatato.

Partiamo dall’aspetto tecnico: la regia è di Joe Johnston e Lasse Hallstrom. Il primo ha diretto, ad esempio, Pagemaster, Jumanji, Jurassick Park 3 e Captain America, ma è sicuramente una garanzia a livello di effetti speciali: ha lavorato alla prima trilogia di Star Wars e al primo capitolo di “Indiana Jones”. Hallstrom invece ha sicuramente in “Chocolat” il suo film più conosciuto, complice anche la candidatura all’oscar. Nonostante questo il film è delirante dal punto di vista del montaggio.

Evidentemente molte scene sono state rimosse, perché alcuni stacchi tra una scena e l’altra sono concettualmente inaccettabili. Emblematica è la scena dell’entrata nel mondo delle bambole, in cui manca completamente la percezione della profondità di campo, facendo sembrare il buco minuscolo su uno sfondo nero, che poi scopriremo essere l’interno di un albero, con un buco invece enorme. Oppure la scena in cui ritorna il cavallo dallo Schiaccianoci, che guarda in una direzione con la telecamera che segue lo sguardo ed improvvisamente si sposta dietro un albero, facendo spuntare il cavallo dallo stesso per non dare troppo l’impressione della CGI. Ce ne sono molte altre, ma potreste cimentarvi a trovarle, dando un senso a questa visione.

Se i problemi fossero solo tecnici non sarebbe troppo grave. Quello che veramente manca è l’anima di questo Schiaccianoci. Il film è corto, un’ora e mezza, e forse per questo molte cose sono lasciate senza spiegazione. Non siamo stati noi a decidere la durata del film, quindi non possiamo accettare questa giustificazione. I buchi di sceneggiatura ci sono, e sono molti. Non si capisce nulla della guerra in atto tra i 4 regni, e neanche si prova a farci capire qualcosa. Non c’è un momento in cui restiamo sorpresi per quello che accade, è tutto troppo prevedibile. L’impressione è che due regni siano stati aggiunti per non rendere la questione come se fosse tra una strega cattiva e una buona, andando così a copiare “il mago di Oz“. Qui sorge un ulteriore problema: la trama è troppo simile a molte già viste, da Le cronache di Narnia a, ovviamente, Alice in Wonderland. Forse in fase di creazione hanno pensato che troppi elementi fossero simili ad altri racconti, togliendoli. Hanno tolto decisamente troppo, se così fosse. Non c’è un momento di azione vera. Tutto si riduce alle interpretazioni di Keira Knightely ed Helen Mirren, mai banali.

Cosa si salva de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni? Poco, neanche la tanto osannata messa in scena può risollevare le sorti di un film troppo carente. Il vestito finale di Clara è costato milioni di dollari e viene inquadrato 10 secondi, neanche il tempo di goderselo. L’ambiente poteva essere valido, ma viene sfruttato troppo poco. Due cose alzano il livello complessivo: l’idea del Re dei topi reso in questo modo, anche se non si può assolutamente farlo diventare un alleato, se si conosce la fiaba; il balletto e la colonna sonora, tocco di classe fin troppo semplice, visto che sono di Tchaikovski.

VOTO: 5/10

1 Commento
  1. Veronica Tolfi 2 settimane ago
    Reply

    A me in realtà è piaciuto molto, ma concordo con te sul fatto che potrebbero essere state omesse delle scene perché alcune cose (ad esempio Clara ha visitato i 3 regni o semplicemente se li è immaginati guardando il balletto? Poi le dinamiche della guerra con il quarto regno?) non si capiscono.

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