Macchine Mortali: un’ucronia steampunk fatta di voraci città volanti

Macchine mortali-Peter Jackson-2018

Alcuni aggiornamenti relativi all’attesissimo e distopico steampunk Macchine Mortali, scritto da Peter Jackson e diretto da Christian Rivers.

Macchine mortali: le città prendono vita e diventano mostri in cerca di nutrimento

Il nuovo lavoro scritto da Peter Jackson, la cui uscita è prevista al cinema nel mese di dicembre, si annuncia già come qualcosa di estatico e rivoluzionario, pieno di effetti stratosferici e di riflessioni distopiche mirabolanti. I tre trailer lanciati finora ne hanno anticipato in parte la potenza espressiva, mostrandoci scenari urbani e decadenti, con enormi colossi che si muovono ruotando sopra titanici ingranaggi.

Dopo la trilogia de Lo Hobbit (2012-2014), e il documentario sulla prima guerra mondiale They shall Not Grow (2018), Peter Jackson riprende tra le mani il progetto a cui lavorava da nove anni: Macchine Mortali.

La storia di questo film è piuttosto complessa. Il regista, infatti, era già impegnato nel lavoro Macchine mortali dal 2008; in seguito è arrivato Lo hobbit, un film che l’ha completamente assorbito, allontanandolo dal suo progetto distopico e futuristico.

Pare che, inizialmente, de Lo Hobbit dovesse occuparsene Guillermo del Toro ma, dopo che il regista messicano si è tirato indietro, Peter Jackson ha dovuto assolutamente prendere le redini del progetto, un lavoro che lo ha risucchiato per cinque lunghi anni.

Nel frattempo i diritti del romanzo da cui era tratto Macchine Mortali stavano per scadere, e Jackson ne ha approfittato per riesumare il suo lavoro dall’oblio in cui stava precipitando. Era infatti un film che il regista voleva portare assolutamente sugli schermi.

Vi è, inoltre, il corollario emotivo, legato all’amicizia storica con Christian Rivers: un rapporto che dura almeno da 25 anni. Con Rivers, Jackson collabora sin dai tempi di Splatters (1992): l’unica in grado di batterlo, dal punto di vista della lunghezza delle relazioni professionali, è quindi sua moglie; Peter voleva assolutamente che Christian girasse un film, voleva farlo lavorare a un suo progetto.

Macchine mortali film 2018

In tutto questo tempo, è capitato che i due si sedessero più volte a parlare, facendo lunghe conversazioni sul cinema, e scambiandosi opinioni circa i progetti cinematografici di Jackson.

Sulla base di queste disquisizioni, Jackson ha capito perfettamente quanto Rivers fosse preparato su come concretizzare una storia e anche su come si girasse tecnicamente un film.

Rivers ha curato e sistemato inquadrature per anni, oltre ad aver disegnato storyboard per lungo tempo: è stato direttore dell’animazione in King Kong (2005), e il regista confessa, in un’intervista, che nel caso in cui ci fossimo sorpresi a tirare qualche lacrima dai nostri occhi, alla vista dell’imponente scimmione, molto probabilmente il merito dovrebbe essere nientemeno che di Christian Rivers.

Di solito, confessa il regista, lui non passa le giornate a caccia di idee; queste gli vengono suggerite dai diversi romanzi che qualcuno gli consiglia di leggere. È il caso de Il signore degli anelli (2001-2003), de Lo Hobbit (2012-2014), Amabili resti (2009), ed è stato certamente il caso di Macchine mortali, tratto a sua volta da una serie di romanzi: una quadrilogia che consta anche dell’aggiunta di tre prequel.

In realtà, pur essendo stati trasposti al cinema solo adesso, i romanzi della saga di Macchine Mortali sono noti già dal 2003. Per il primo titolo della serie, lo scrittore Philip Reeve, in onore alle sue origini inglesi, si è ispirato a un noto verso dell’Otello di William Shakespeare.

La saga è ambientata in un mondo decadente e post-apocalittico dove, a seguito di una catastrofe nucleare che ha devastato tutto il globo, le città si sono innalzate, prendendo improvvisamente vita, muovendosi su delle ruote mostruose, e andando in giro, a mietere vittime, inglobando le altre città nelle loro viscere meccaniche come forme di nutrimento.

In realtà, della lunga serie di romanzi, soltanto i primi due sono stati tradotti in italiano: pubblicati da Mondadori, recano i titoli Macchine mortali e Freya delle lande di ghiaccio.

Nella trasposizione, per non smentire l’origine inglese del romanzo, in testa alle città mostruose vi è, come predatrice alfa, la temibile città di Londra, capitanata dall’archeologo Thaddeus Valentine (Hugo Weaning), crudele pupillo del sindaco Magnus Crome.

Dalla parte dei buoni, vi sono, invece, gli orfani Tom Natsworthy (Robert Sheehan) e Hester Shaw (Hera Hilmar), insieme alla pilota fuorilegge Anna Fang (Jihai) e un cyber cacciatore di taglie di nome Shrike (Stephen Lang).

Macchine mortali film 2018

Rispetto ai canoni del genere steampunk, in cui si cerca di creare un’ucronia futuristica ma, allo stesso tempo, nutrita di mezzi anacronistici, la tecnologia digitale è superata, e la civiltà è tornata a dipendere da bizzarre apparecchiature analogiche alimentate a vapore.

Il villain della storia, Thaddeus Valentine, capo degli storici, è del tutto deciso a studiare e preservare queste vecchie tecnologie.

Jackson non si mostra per nulla spaventato circa l’evidente possibilità di fondare un nuovo franchise, sulla base del film Macchine mortali, così com’era già accaduto per Il Signore degli Anelli. In quel caso il franchise fu accidentale: l’intenzione reale era semplicemente quella di omaggiare Tolkien e i suoi mondi fantastici.

Dopo aver letto Macchine mortali, il bisogno di Jackson di farne un film è stato praticamente immediato e viscerale. Ad aggiungere un tocco classico all’atmosfera del film, vi è anche la sapiente scelta di modellare gli edifici secondo un’architettura vetusta di tipo vittoriano: si vedono ancora, negli Stone street studios di Jackson a Wellington, le bizzarre creazioni, con insegne famose, rielaborate in modo distopico, utilizzate sul set del film Macchine mortali.

Il tocco di Jackson per una narrazione che possa anche commuovere gli spettatori per mezzo di emozioni più immediate, e non solo stupirli con creazioni steampunk, si vede laddove il regista parla di una grande storia d’amore che fa da sfondo a questa guerra tra città. Una storia che, a detta sua, rappresenta il modo migliore per tenerli inchiodati allo schermo per due ore.

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