Made in Italy: recensione del nuovo film di Ligabue con Stefano Accorsi

Made in Italy Film Ligabue 2018

Esce oggi nelle sale Made in Italy, il film che segna il ritorno alla regia di Luciano Ligabue. Stefano Accorsi e Kasia Smutniak guidano il cast dell’opera prodotta da Domenico Procacci.

Made in Italy, nel film Luciano Ligabue racconta il suo “alter ego”

È da oggi presente nei cinema italiani Made in Italy, il nuovo film diretto da Luciano Ligabue. Come molti ben sapranno, il cantautore emiliano non è nuovo a queste esperienze dietro la macchina da presa, basti pensare al successo cinematografico di Radiofreccia. Esattamente venti anni sono trascorsi dall’uscita del film che vedeva protagonista Stefano Accorsi, pronto a ripercorrere la storia dell’emittente attraverso lunghi flashback.

L’attore bolognese torna ad essere diretto da Ligabue in un film dai toni decisamente più drammatici. Ciò che accomuna le due opere è probabilmente la capacità di raccontare in maniera più che veritiera uno spaccato d’Italia e di vita comune. Tutti i personaggi che si muovono all’interno del film risultano grossomodo veritieri e questo porta lo spettatore ad immedesimarsi senza grossi problemi. Il lavoro che non soddisfa più, la vita che non è come quella che immaginavamo, i problemi in casa e la voglia di liberarsi di ogni responsabilità: insomma, scene di vita quotidiana. Talmente note da sembrare poco accattivanti sul grande schermo e questo probabilmente per via di una sceneggiatura che lascia spazio a ben pochi colpi di scena. Sì perché, per quanto si possa pensare che in un paio di momenti il film prenda una piega inaspettata, in realtà tutto risulta assai prevedibile.

Riko e Sara: la voglia di cambiamento e la riscoperta dell’amore per la vita

Andiamo però con ordine. Luciano Ligabue torna a farsi produrre da Domenico Procacci e lo fa per portare al cinema il suo concept album, intitolato proprio Made in Italy. Riko, protagonista del film interpretato da Stefano Accorsi, rappresenta anche il personaggio intorno a cui si sviluppa l’ultimo album del cantautore. Un uomo comune che chi ha avuto modo di ascoltare il disco riesce a ritrovare per filo e per segno sul grande schermo. Non a caso, la maggior parte delle sequenze filmiche vengono accompagnate o introdotte dai brani presenti nella tracklist di Made in Italy.

In particolare, c’è da dire che ad essere azzeccato è proprio il titolo del film. L’opera, infatti, risulta satura di amore per l’Italia. Nonostante le difficoltà sociali, il senso di soffocamento che colpisce una buona percentuale di cittadini, Ligabue non rinuncia a mostrare le sfumature più poetiche del Bel Paese, puntando in particolare sulla fotografia e scorci di città saturi di storia.

Ma se la sceneggiatura del film lascia un po’ a desiderare, di tutt’altro livello risulta essere la recitazione dei suoi protagonisti. La coppia composta da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak funziona: entrambi riescono infatti a dar voce e credibilità al dramma interiore che affligge rispettivamente Riko e Sara. Entrambi appaiono sempre in procinto di dar vita ad un cambiamento radicale all’interno della propria esistenza, salvo poi riscoprire la bellezza nella semplicità delle cose che in quel momento costituiscono la loro vita.

Dalle sabbie mobili che inizialmente sembrano trascinarli giù nell’oblio, escono fuori né da vincitori né da vinti. I due Nastri d’Argento non sono però gli unici a tenere in piedi la baracca: gli altri interpreti, su tutti Fausto Maria Sciarappa e Walter Leonardi, risultano perfettamente in simbiosi con i loro personaggi, tutti perfettamente made in Italy.

Il film è quindi un’opera di denuncia sociale? No, ci tiene a sottolinearlo lo stesso Luciano Ligabue che, in diverse occasioni, ha dichiarato il suo intento principale, ovvero quello di raccontare la storia di quei determinati uomini e di quelle determinate donne, evitando quindi di allargare il tutto all’attuale deriva italiana.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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