Manga e streaming: un matrimonio d’interessi con qualche problema culturale

Manga

I manga e gli anime  giapponesi possono essere il nuovo filone d’oro dove cinema e piattaforme alla Netflix attingeranno nei prossimi anni?

Manga e anime: Netflix (e non solo) guarda al sol levante e progetta trasposizioni di fumetti e cartoni giapponesi

Siamo vicini all’esplosione del binomio cinema e streaming occidentale con i manga giapponesi? Molte notizie recenti vanno in questo senso, ma prima di analizzarle in breve c’è da fare una premessa.La corsa all’oro moderna di produzioni cinematografiche, piattaforme streaming, tv tradizionale (si c’è ancora) riguarda la ricerca e la scoperta di brand, franchise personaggi da media diversi da poter tradurre in immagini e storie per i propri palinsesti.

Al momento uno dei terreni di caccia più ambiti e dove si misurano tutti in vario modo è quello legato al mondo dei fumetti o comics per dirla all’americana che ovviamente sono i padroni del territorio. La battaglia per le prede migliori è sempre più agguerrita ed è inevitabile che con l’aumento dei competitor sia necessario guardare altrove, puntare il cannocchiale verso zone non ancora inesplorate, quasi vergini dove la selvaggina è ancora presente e non abbellisce, come trofei, i palinsesti di Netflix, Amazon, Disney +, Youtube red e produzioni come Warner Bros, Paramount, Sony, l’ormai ex Fox ( assorbita da Disney) etc.

Netflix, che è la piattaforma che prima di altri ha scoperto il potere per quanto riguarda gli ascolti del saper sfruttare il brand considerato “nerd”, il personaggio o il prodotto che un tempo era destinato ad una cerchia di appassionati anche ridotta e che adesso, è uscito prepontemente dalle nicchie diventando trend mediatico, ha iniziato da qualche anno a produrre delle versioni live per la sua piattaforma di noti manga (i fumetti giapponesi) e anime ( i cartoni giapponesi).

I primi esperimenti hanno dimostrato che un mercato c’è. Per conquistarlo bisogna gioco forza adattare uno spirito narrativo orientale al nostro modo mainstream di concepire le storie. Un inciampo in questo processo di ibridazione è stato il Death Note (il famoso manga di Oba e Obata venne tradito dal regista Adam Wingard che non riuscì differenziarlo dal solito teen horror), mentre miglior sorte ha avuto il recente Bleach (uno dei manga più famosi scritto e disegnato da Tite Kubo si avvale della regia di Shinsuke Sato e di una produzione tutta giapponese ).

Manga
Death Note. Confronto tra manga e live action.
Manga
Bleach confronto tra anime e live action.

Netflix poi ha aggiunto al suo vasto catalogo una serie notevole di manga e anime. A questo proposito dal 2019 entrerà a far parte di questa libreria il cartone capolavoro Evangelion. Il territorio più inesplorato riguarda però i live action. Questi si scontrano oltre che con la differenza culturale anche con la scelta occidentale di cambiare razza (nei manga anime sono praticamente tutti orientali) ai personaggi protagonisti.

La cosa come per i film tratti dai fumetti porta alla classica crociata dei puristi che ad esempio, forti del megafono dei social, attaccano già la scelta di Netflix di produrre una serie di Cowboy Bebop (un anime che ha fatto il suo esordio nel 1996) con un attore di colore nei panni del protagonista.

Manga
Il protagonista di Cowboy Bebop in versione anime.

Netflix che ha appena perso i personaggi Marvel come Daredevil le cui serie sono state tra quelle più viste della piattaforma, guarda al sol levante e spera di tornare dal Giappone con furore. Se i live action sono problematici e costosi va meglio con le serie anime prodotte come il reboot di Devilman (una delle più riuscite creazioni del geniale autore Go Nagai) e la serie legata al videogioco Castlevania che si è avvalsa della scrittura di uno come Warren Ellis famoso nel campo dei comics americani.

La via dell’oriente non è intrapresa solo da Netflix. Se in passato (remoto e più recente) le produzioni americane hanno floppato al botteghino con i vari Dragonball (d)evolution e Ghost in The Shell che non ha risparmiato critiche nemmeno alla brava Scarlett Johansson, adesso si guarda con grande speranza al film tratto dal manga Alita (manga di Yukito Kishiro) firmato da James Cameron.

Se son fiori di pesco sbocceranno e non solo in America ma anche in Francia dove ha appesa esordito, suscitando ilarità e polemiche, il trailer del film live action di City Hunter ( che i francesi chiamano Nick Larson), un manga centrato sulle vicende super esagerate e comiche (stile Deadpool per capirci ) di un detective donnaiolo pasticcione e dinamico con al fianco una assistente pronta a smorzare i suoi entusiasmi ormonali a colpi di martello gigante.

Tornando alla domanda iniziale si può dire che il binomio tra occidente e oriente sull’asse manga e anime è sempre più forte. E’ ancora però tutto da vedere se porterà a quei risultati che alla fine sono gli unici fattori che determinano fortune e sfortune di un genere.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi