McMafia, recensione episodio 1×01: capitalismo sovietico

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La recensione dell’episodio 1×01 di McMafia, la serie coprodotta da BBC One, AMC e Cuba Pictures e disponibile in Italia su Amazon Prime Video.

McMafia, recensione episodio 1×01: il modello economico degli hamburger

C’è poco da fare: il crimine, oggigiorno, agisce come un sistema capitalistico ben oliato, lontano dalle beghe da strada e vicinissimo alle sale riunioni di questa o quell’altra holding, dove colletti bianchi di qualunque risma si accordano con la feccia della peggior specie. Basterebbe questo per descrivere il mood generale di McMafia, la nuova serie coprodotta da BBC One, AMC e Cuba Pictures distribuita lungo otto episodi. Ed è sintomatico come il titolo dello show – disponibile su Amazon Prime Video – richiami un modello economico capace di spodestare, senza mezzi termini, la concorrenza. Il caso in questione riguarda McDonald’s, colosso degli hamburger (e non solo) diramatosi in ogni parte del globo, anche le più insospettabili; ed è sulla scorta di ciò che Alex Godman, il protagonista della storia, dovrà muoversi per avere la meglio.

Flussi illeciti e cambi di programma

L’episodio 1×01 parte mostrando, per l’appunto, Alex Godman e il suo nucleo familiare, stabilitosi a Londra dopo essere stata esiliata dal territorio russo. Il rampollo di casa ha studiato in istituti prestigiosi e gestisce una rispettabile società finanziaria della city londinese, quasi a voler dimostrare che non tutti i russi sono classificabili come gangster privi di umanità.

Tuttavia, a causa di alcune attività illecite di suo zio Boris (comprendenti, tra le altre, l’omicidio e il riciclaggio del denaro), Alex si trova invischiato nell’assassinio del proprio consanguineo per mano di Vadim Kalyagin, una delle sue vittime designate.

Conscio di non poter restare in disparte – e con un padre trasformatosi nell’ombra di se stesso – il ragazzo affronta la situazione di petto tentando di strappare a Kalyagin un accordo di non belligeranza; ma forte di una propensione latente di carattere (a questo punto) ereditario, il buon Alex intavola anche un pour parler con Semiyon Kleiman, rivale di Vadim e potenziale investitore per il rischioso fondo finanziario dell’aitante sovietico.

Avvio di slancio

McMafia comincia, con enorme slancio, la propria corsa offrendo al pubblico una produzione televisiva molto interessante. I diversi spunti alla base di uno show “criminale” sui generis rafforzano la necessaria alternanza tra bene e male esaltando una narrazione pragmatica, quasi sempre sul pezzo. James Norton si trova a suo agio nei panni di Alex Godman; e la componente emozionale che ne guida le azioni, gli conferisce un accattivante spessore psicologico. Ad ogni modo, alla fine del pilot, permane una sorta di incertezza generale. E ciò, a conti fatti, potrebbe essere un notevole punto di forza, vista e considerata l’imprevedibilità della trama principale.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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