McMafia, recensione episodio 1×03: stratificazione

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L’avvento di Antonio Mendez e le alternanze emotive dei Godman come colonne portanti della recensione dell’episodio 1×03 di McMafia.

McMafia, recensione episodio 1×03: alternanza tattica

Organizzare le proprie mosse è una tattica che consente di essere in anticipo sull’avversario di turno, anche quando la contesa si fa aspra e particolarmente tesa. Ma basta poco per essere costretti a  rivedere un determinato iter operativo, soprattutto se  l’entrata in scena di un nuovo antagonista rischia di deviare le percentuali di successo verso lidi ignoti, inesplorati e dall’elevato tasso di imprevedibilità. Un’osservazione, questa, estremamente doverosa, poiché la globalità di McMafia dà libero accesso a qualsivoglia soggetto intenzionato a incamerare un profitto astronomico, a prescindere dalla liceità della sua natura d’origine. Un mondo frastagliato, il cui spirito  cieco e baro può costringere chiunque a vivere un finale piuttosto drammatico.

Questioni irrisolte e una nuova gatta da pelare

L’episodio 1×03 di McMafia effettua la consueta diramazione descrittiva andando a toccare eventi e stati d’animo dei protagonisti dello show. Alex Godman viene “intercettato” da Antonio Mendez. O meglio: Rebecca (la sua compagna) diventa il tramite per un incontro alquanto sospettoso tra i due, sorretto inizialmente da un pour parler in memoria dei vecchi tempi accademici. Il successivo meeting presso una lussuosa residenza francese motiva lo scetticismo del russo trapiantato a Londra. E ne ha ben donde, visto e considerato che Mendez non solo gli chiede di poter investire nel suo fondo globale per dei traffici illeciti, ma lo esorta anche a prendere una decisione definitiva offrendogli l’opportunità di vendicarsi della morte di zio Boris.

Nel frattempo, Dimitri e Oksana Godman vivono una tremenda crisi coniugale. Il primo, schivo e in perenne stato di ebrezza, intrattiene una relazione sessuale con un’altra donna; uno smacco troppo grande per la madre di Alex, vessata da anni dall’atteggiamento del marito e dai suoi reiterati vuoti a perdere. D’altro canto, anche la pazienza più salda dell’universo ha un suo  limite naturale, che si manifesta in una sorta di intimidazione nei confronti dell’amante di Dimitri sorretta da un invidiabile realismo fattuale. Se la ragazza desidera così tanto quell’uomo, dovrà contemplare  pro e contro della sua precarietà psicofisica.

Sullo sfondo di questo contrasto sentimentale, spunta l’indagine sottotraccia di Vadim Kalyagin per individuare il responsabile di alcuni intoppi legati ai suoi affari in quel di Praga. La ricerca conduce a un giro di corruzione volto a favorire l’espansione di Benes, aiutato con spiccata perseveranza dal nemico numero uno di Vadim, Semiyon Kleiman. Insomma, un vero e proprio gesto di sfida che il sovietico non lascerà impunito.

Stratificazione interiore, tra odio e amore

La terza puntata della serie TV di Hossein Amini e James Watkins dà pieno risalto all’alchimia tra Alex e Rebecca. La loro complicità è efficace, sebbene la lieve ingenuità della ragazza suoni come un piccolo campanello d’allarme per la futura risoluzione di alcune vicende. Ad ogni modo, l’intesa espressiva e dialogica tra James Norton e Juliet Rylance funziona; e puntella, parimenti, l’attrito dell’altro versante emozionale, ovvero quello fra Aleksey Serebryakov e Maria Shukshina. Un piccolo baratro dove sia l’uno che l’altra sono colpevoli di una remissività per certi versi sfiancante.

Per quanto riguarda, poi, il plot centrale, McMafia persiste sull’inserimento di figure in grado di ribaltare, da un momento all’altro, le sorti del format. E ciò, a conti fatti, è un bene, dato che la serie – disponibile in Italia su Amazon Prime Video – punta ad essere uno dei titoli di riferimento della stagione televisiva in corso. In attesa di ulteriori sviluppi, occorre prepararsi per andare oltre le apparenze.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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