McMafia, recensione episodio 1×06: complicazioni silenziose

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La situazione precipita. E gli affetti più cari potrebbero essere le prossime vittime delle diatribe criminali alla base di McMafia.

Controllo pari a zero

Più una situazione è articolata, più la sua gestione diventa alquanto difficoltosa. Riuscire a tenere in considerazione qualsivoglia variabile richiede uno sforzo immane; inoltre, dotarsi di uno spiccato self-control operativo ed emotivo è la chiave di volta necessaria per pervenire al risultato finale. Tuttavia, quando determinati condizionamenti mostrano un’aggressività fuori dal comune, bisogna fare di necessità virtù ed accrescere la propria propensione al coraggio, altrimenti le probabilità di far crollare quanto fatto in precedenza aumenteranno considerevolmente.

McMafia, recensione episodio 1×06: sottili dimostrazioni di forza

L’episodio 1×06 di McMafia esacerba la relazione tra Alex e Rebecca. I due, ormai ai ferri corti per verità palesi o supposte, decidono di prendersi un attimo di pausa e sistemare le proprie questioni irrisolte. Da un lato, l’escalation degli interessi criminali di delinquenti fatti e finiti come Semiyon Kleiman e Vadim Kalyagin; dall’altro, l’incertezza sentimentale verso un rapporto che pareva idilliaco, incentrato maniacalmente sulla fedeltà reciproca. Per non parlare, poi, delle crisi intestine della stessa famiglia Godman, proiettata com’è verso tradimenti, adulteri e mancanza di fiducia a flusso continuo.

Colta questa falla “organizzativa”, Vadim dà il via a una persecuzione stratificata nei riguardi di parenti e valori affettivi prima di Karel Benes, egemone di Praga dai molteplici punti deboli. Successivamente, tocca proprio al russo trapiantato a Londra, il quale manifesta una marcata paranoia che ha ben più di una ragione per esistere. Supportato dal taciturno (ma puntuale) Joseph – che si è lasciato alle spalle il precedente incarico per via della promessa mancata nei confronti di Ludmilla – Alex fa quadrato per tentare di pervenire ad una soluzione rapida ed indolore. Ma le complicazioni, si sa, attendono solo di entrare in moto. E niente e nessuno (guardie del corpo incluse) potrà porvi rimedio.

Disarmonia galoppante

La miniserie tratta dal romanzo di Misha Glenny protrae un comparto narrativo dalle sfumature drammatiche che non preclude nessun tipo di esito finale. La precarietà dei protagonisti coinvolti sta demolendo l’aura di sicurezza e di baldanzoso agire che li aveva caratterizzati negli scorsi episodi. Ora come ora, ci si trova dinanzi a un tutti contro tutti (sia internamente che esternamente); e gli scenari praticabili in tal senso possono disintegrare ogni chance di rivalsa.

Inoltre, McMafia (disponibile su Amazon Prime Video) non delude le aspettative in merito ai dialoghi serrati e al pathos che sottolinea i momenti topici dello show. La recitazione globale gode di un’ottima qualità scenica; e medesimo discorso va fatto per l’adrenalinico avanzare della regia, composta da sequenze studiate a dovere e primi piani ricchi di intensità.

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