McMafia, recensione episodio 1×07: chi di spada ferisce, di spada perisce

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Accordi e disaccordi verso un finale tragico dalle molteplici conseguenze. A seguire, la recensione dell’episodio 1×07 di McMafia.

Il balletto delle incertezze

Fermarsi, è un attimo: ma è più facile a dirsi che a farsi. Perché nel momento in cui ci si accorge di essere andati troppo oltre, o di aver detto una parola fuori posto, ecco che subentra una sorta di paura inconscia, pronta a far capolino – in qualunque momento – per evitare ulteriori danni, strumentali o relazionali che siano. Stress, nervosismo, senso di impotenza e molto altro ancora contribuiscono, poi, al resto, alterando il quadro e conducendo ad un’unica, inevitabile conclusione: il silenzio. Un silenzio assordante, abbinabile ad una passività operativa tanto netta quanto paziente; poiché il corso degli eventi può modificarsi da un momento all’altro, e occorre adeguarsi a quello che è il flusso del presente attuale.

Contrattazioni che sanno di resa

L’episodio 1×07 di McMafia verte, inizialmente, su una sottile diplomazia criminale. Il tentativo posto in essere da due esponenti di spicco dei business illeciti come Semiyon Kleiman Vadim Kalyagin perora una trattativa che dovrebbe scongiurare le ennesime faide reciproche. Tuttavia, sebbene il pourparler di Istanbul sembri alquanto convincente, Alex Godman vuole continuare a dare un senso alla sua lotta per la sopravvivenza personale. Certi smacchi non si dimenticano facilmente, ergo bisogna porre fine a un proposito irrevocabile distanziando le concause dei suoi affetti più cari.

Ma la frammentarietà del rispettivo contesto parentale non dà tregua. Anzi, la spaccatura insanabile tra Dimitri e Oksana Godman vive un nuovo, doloroso capitolo, caratterizzato dall’escalation dell’adulterio del primo e dal fisiologico fatalismo di una figura patriarcale ormai alla deriva. Inoltre, il mancato (e comprensibile) perdono da parte di Rebecca spinge Alex in direzione con un animo affranto, sì, ma determinato a concludere la logorante vicenda in cui è coinvolto. Un logorio che prenderà di soprassalto persino Vadim Kalyagin, atteso da un episodio capace di stravolgerlo ad imperitura memoria.

Cinica e logica realtà dei fatti

La settima puntata della serie TV di Hossein Amini e James Watkins accentra il focus della realtà costituitasi nei precedenti episodi per virare, con violenza, su uno spartito cinico, a tratti spietato. Però, il susseguirsi delle situazioni proposte dall’appuntamento sette di McMafia – disponibile in Italia su Amazon Prime Video – è una logica concretizzazioni delle azioni compiute dai protagonisti dello show. Ad ogni modo, colpisce la disperazione di Aleksey Serebryakov, lontano parente di quell’orso siberiano che seminava panico e distruzione tra le fila dei propri nemici. E il medesimo discorso va fatto per James Norton; il russo cede la sua sofisticata imperturbabilità in favore di un determinismo meccanico e, per certi versi, intimidatorio. Insomma, uno scenario cupo e melodrammatico da osservare con estrema cautela.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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