Mel Gibson, Tanti Auguri: 62 anni per l’attore e regista dal cuore impavido

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Dagli esordi action a una regia particolarmente ricercata. Mel Gibson compie 62 anni e non vuole assolutamente smettere di stupire.

Buon compleanno, Mel Gibson: 62 anni di avventure professionali

Quella di Mel Gibson, è una vita tutta da raccontare. L’indole da scavezzacollo non gli è mai mancata, soprattutto quando decise di sfruttare la sua nuova sede australiana per affinare le proprie capacità recitative. Una scommessa in piena regola con il suo ego, affinché fuoriuscisse una parte di lui in grado di catturare l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori, a prescindere dal genere o dalla tipologia di medium. E vista e considerata la strada fatta in 62 anni, occorre tributargli un rapido excursus celebrativo del suo fulgido pedigree.

Mad Max, Arma Letale e Braveheart

La fine degli anni ’70 è, per Mel Gibson, un trampolino di lancio verso la massima consacrazione mediatica. George Miller lo sceglie Interceptor assegnandogli il ruolo del protagonista. Le vicende postapocalittiche di Mad Max ottengono un un tale successo da generare due sequel, entrambi interpretati dall’attore statunitense: Interceptor – Il guerriero della strada e Mad Max oltre la sfera del tuono. Tuttavia, l’affermazione definitiva giunge grazie ad Arma Letale, di Richard Donner. Riconosciuto da più parti come il buddy movie per antonomasia, questa pellicola (che vanta ben tre sequel) esalta la versatilità di Gibson e l’irresistibile alchimia con Danny Glover, un poliziotto esperto e irreprensibile costretto a prendersi cura dello sconsiderato collega di dipartimento Martin Riggs.

Con l’avvento degli anni ’90, la nuova vocazione di Mel Gibson comincia pian piano a svelarsi. L’Amleto di Zeffirelli, Air America e Maverick lo conducono, infatti, verso una presa di coscienza orientata all’impegno politico, oltre che sociale. Ed è così che nasce l’intuizione che segnerà la sua strabiliante carriera: la realizzazione di Braveheart – Cuore impavido. Girato in Scozia e Irlanda, e ambientato in Scozia, racconta la storia del patriota scozzese William Wallace che tenta di scacciare gli inglesi dalla propria terra, finendo poi immolato per la causa. Il personaggio di Wallace e la sceneggiatura sono stati cambiati volontariamente in modo da spettacolarizzare il film, come Gibson ha affermato in un’intervista.

Secondo alcuni il film ha avuto un ruolo chiave nel risveglio della coscienza nazionale scozzese inducendo alla ricostituzione del parlamento del 1998. La pellicola viene premiata come miglior film nella notte degli Oscar del 1996; e il buon Mel ottiene la statuetta come miglior regista, affiancandosi a dei mostri sacri del settore come Woody Allen, Clint Eastwood e Kevin Costner.

Regia ricercata e ritorni di fiamma

Il 2004 è l’anno de La passione di Cristo, una pellicola che – ancora oggi – è motivo di accese discussioni. Incentrato sulle ultime ore di Cristo e la relativa crocifissione sul Golgota, il lungometraggio “gibsoniano” segue i Vangeli e alcuni testi leggermente apocrifi per donare maggiore realismo al tutto; inoltre, non può non essere menzionata la scelta di girare sul set naturale di Craco e dei Sassi di Matera, a conferma della voglia di veridicità da parte dello stesso regista. Il ricorso, poi, a lingue come il latino e l’aramaico va a braccetto con la medesima valutazione stilistica appoggiata durante le riprese di Apocalypto, del 2006. Anche in questo caso, non mancano le critiche in merito alla descrizione del popolo Maya, violento e sanguinario in barba alla sue colte tradizioni popolari.

Il ritorno di fiamma per le vesti da attore in titoli come Fuori Controllo, Mr. Beaver, Viaggio in Paradiso, I mercenari 3 e Blood Father non smorzano il desiderio di gestire, ancora una volta, la macchina da presa. E nel 2016, durante l’annuale edizione del Festival di Venezia, viene presentato La battaglia di Hacksaw Ridge – vincitore, tra l’altro, di due Oscar. In attesa di una nuova, folgorante ispirazione cinematografica, tanto di cappello a uno dei massimi esponenti contemporanei della settima arte.

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