Michelangelo-Infinito e gli altri: quando il mondo dell’arte approda sul grande schermo

Michelangelo Infinito

In attesa dell’uscita nelle sale sale del film Michelangelo-infinito, previsto per il quattro ottobre, rivediamo il percorso seguito dai film incentrati sui grandi maestri dell’arte, inaugurato dal film Leonardo live (2012). Un filone che si è dimostrato capace di registrare incassi sorprendenti, tali da rivaleggiare con quelli delle grandi produzioni hollywoodiane.

Michelangelo-Infinito confermerà il record di incassi registrato con Caravaggio-L’anima e il sangue?

Se è vero che, in epoca contemporanea, il successo al botteghino sembra essere garantito immancabilmente solo dalle grandi produzioni commerciali, volte all’intrattenimento grossolano, dotate di una regia accattivante, un montaggio frenetico e coinvolgente, e continui colpi di scena – formula che pare aver determinato l’encomio esaltato delle ultime pellicole targate Marvel come Thor: Ragnarok (2017) e Avengers: infinity war (2018), ma anche di molti altri film colmi di scene d’azione, come i due Jurassic World (2015-2018), e i i due nuovi Star Wars (2015-2017) – nondimeno si verificano, a volte, situazione paradossali al box office, che lasciano dubitare i critici circa l’infallibilità di questa legge.

L’arrivo imminente, nelle sale cinematografiche, del nuovo film incentrato sulla vita di uno dei grandi maestri dell’arte, Michelangelo Buonarroti, diretto dal regista Emanuele Imbucci, e che prende il titolo di Michelangelo infinito, solleva, inevitabilmente, questo interrogativo. Se, in riferimento ai precedenti titoli sui maestri dell’arte, usciti negli ultimi anni, la parola dovessimo lasciarla agli incassi ottenuti, allora i fatti non darebbero adito a perplessità: l’arte, nelle sale cinematografiche, piace o, meglio, sembra aver guadagnato un trono di tutto rispetto nel mondo del cinema.

L’uso del verbo impersonale “sembra” riteniamo sia doveroso, vista l’estrema esclusività del tema dei maestri dell’arte, argomento che ci appare fortemente elitario, e adatto a pochi spettatori, i soli che ne sono da tempo appassionati.

Invece, con grande sorpresa, ci troviamo costretti ad ammettere che il successo dell’ultimo film incentrato sulla vita del famoso pittore de La conversione di S. Paolo (1601), Caravaggio-l’anima e il sangue (2017), maestro dei chiaroscuri, e autore di uno stile intriso di cupo realismo, è stato tale da permettere alla pellicola di rivaleggiare anche con le grandi produzioni hollywoodiane.

Chi l’avrebbe mai detto, un un’epoca in cui, al cinema, l’intero pubblico parrebbe ricercare semplicemente divertimento, intrattenimento e una certa leggerezza, linearità e piattezza nella narrazione?

Per dissipare ogni dubbio, basti dire che, in appena tre giorni, al momento della sua uscita nelle sale, il film ha fatto sedere sulle poltrone circa 130.000 persone, registrando, in molti cinema, il sold out.

Così, la pellicola su Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è riuscita a ottenere il record di documentario d’arte più visto in Italia, inducendo il distributore, piacevolmente sorpreso da questo risultato, a riprogrammare l’evento, per altri due giorni, nelle sale cinematografiche.

Michelangelo Infinito - Manuel Agnelli- Caravaggio

Quello di proporre una versione filmica delle vite dei grandi artisti è stato un esperimento pop e postmoderno che non si credeva, certo, avrebbe potuto riscuotere tanto successo.

Sicuramente l’intenzione dei produttori era di regalare un’esperienza cinematografica anche agli esteti della storia dell’arte, ritirandoli dalla sterile lettura dei dossier di pittura e delle monografie di grandi artisti e non, certo, quella di sbancare al botteghino con le figure di Van Gogh e Cezanne.

Il privilegio di ottenere il record al box office si era convinti fosse appannaggio esclusivo dei titoli hollywoodiani.

I numeri, invece, parlano chiaro; basti vedere il percorso attraverso cui tale filone cinematografico è arrivato, con gli ultimi titoli, a ottenere dei record di incassi sorprendenti.

La stagione dei film dedicati all’arte è stata inaugurata dall’opera Leonardo Live (2012), consistente in una visita guidata, attraverso il linguaggio cinematografico, nelle sale del pittore fiorentino, autore de La gioconda (1503). A seguire sono arrivati i titoli:

Botticelli, Inferno (2016)

Diretto dal regista Ralph Loop, il film, attraverso un viaggio nei nove cerchi dell’inferno, ritratti nei disegni danteschi dell’artista, analizza la complessa figura del pittore fiorentino Sandro Botticelli, indagando anche gli aspetti più oscuri della sua vita per mezzo di una regia cupa e suggestiva. Il film ha ottenuto un incasso di 161.486 euro, attirando un pubblico di circa 18.782 spettatori;

Egon Schiele: Death and the Maiden (2016)

In questo lungometraggio, invece, il regista Dieter Berner indaga sulla vita di uno degli artisti più controversi della Vienna nel periodo della sua decadenza, quella degli inizi del XX secolo. Allievo di Klimt, mediante una pittura scandalosa e penetrante, Schiele riflette il declino di un impero ormai all’apice del suo disgregamento. L’incasso ottenuto è di 162.765 euro, con un numero di spettatori di 24.144.

Cezanne-Ritratti di una vita (2017)

Un viaggio suggestivo, diretto da Phil Grabsky, nella personalità del pittore che ha rivoluzionato l’impressionismo, sulla base delle lettere personali dell’artista e di alcuni aspetti intimi e privati della sua vita. Nel film Manhattan (1979), Woody Allen cita le mele e le pere dipinte da Cezanne tra “le cose per cui vale la pena vivere”, insieme a Groucho Marx e al secondo movimento della Sinfonia Jupiter. Il film ha incassato 185.760 euro e ha conquistato un numero di 20.985 spettatori.

Hitler contro Picasso e gli altri (2018)

In questo caso, la regia italiana di Claudio Pioli si cimenta in una difficile operazione di analisi storica e artistica, nella quale, attraverso la voce narrante di Tony Servillo, si indaga come la Germania di Hitler abbia depredato l’arte europea, e si sia scagliata contro tutti i pittori modernisti, della generazione di Picasso, definendo le loro opere “degenerate”. Per mezzo di una rara e preziosa documentazione, si scoprono, anche, alcuni tesori segreti del dittatore tedesco e del suo fedele ministro dell’aviazione Hermann Goering. Gli incassi sono 424.683 euro; 48.121 spettatori.

Se, rispetto a queste prime pellicole, i guadagni possono essere considerati consistenti ma, non ancora, eccessivamente esorbitanti, i veri record, sono stati ottenuti, in verità, con lo strabiliante Loving Vincent (2016), operazione complessa in cui un team di 125 artisti realizza una serie infinita di immagini nello stile di Van Gogh, e il già citato Caravaggio-L’anima e il sangue (2017). I film hanno registrato i sorprendenti incassi di 1.925.518 euro, per Van Gogh, e di 1.457.046 per il pittore milanese. A vedere il film su Van Gogh gli spettatori sono stati 221.193.

A garantire così tanto successo al botteghino sarebbe, a parere dei critici, la forma-evento attraverso cui i film sui grandi maestri vengono presentati; una scelta che renderebbe la visione della pellicola più esclusiva, e che permetterebbe una distribuzione più ampia nel territorio nazionale, anche se, poi, in non pochi casi, gli stessi distributori si vedono costretti a protrarne la visione.

Tuttavia, tale spiegazione non basta a chiarire questo improvviso revival dei grandi maestri dell’arte persino tra gli spettatori più comuni, sebbene instilli in noi tanta fiducia circa le possibilità future di questo nuovo genere nel mondo del cinema.

Animati da questo spirito, attendiamo fiduciosi l’uscita del film Michelangelo-infinito prevista per il 4 ottobre.

Michelangelo infinito ottobre-2018

L’analisi del celebre pittore della Cappella Sistina verrà, in questa produzione, condotta mediante le forma del monologo teatrale dove uno straordinario Enrico lo Verso, perfettamente credibile, da un punto di vista fisico, nella parte del pittore, se confrontato al ritratto dello stesso realizzato da Daniele da Volterra, ci racconterà della sua arte sullo sfondo candido e levigato delle cave di marmo di Carrara.

L’accento viene posto sulla condizione di Michelangelo di scultore “del levare” e non “del mettere”, in riferimento all’interpretazione dell’artista della sua scultura come liberazione della materia da tutta la sovrabbondanza che la opprimeva:

“La pietra non va piegata al volere dell’uomo, va spogliata di tutto ciò che la sopprime. La pietra resiste, si ribella, spesso respinge, a volte asseconda”.

Ad accompagnare Michelangelo, vi sarà anche lo storico contemporaneo di Michelangelo Giorgio Vasari, interpretato da Ivano Marescotti.

Ricordiamo infine che, in questi giorni, il regista e sceneggiatore Giorgio Diritti sta lavorando al suo lungometraggio sul pittore naif Antonio Ligabue che, negli anni della seconda guerra mondiale, in modo visionario, dipinse tigri e gorilla dai manicomi alle golene del Po.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi