Moglie e Marito, recensione film: al cinema lo scambio dei corpi tra Kasia Smutniak e Piefrancesco Favino

Moglie e Marito

Recensione e trama di Moglie e Marito, la nuova commedia diretta da Simone Godano. A guidare il cast del film, Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak.

Simone Godano riporta al cinema lo scambio dei corpi nel suo film d’esordio “Moglie e Marito”

Arriva oggi nei cinema Moglie e Marito, opera prima del regista Simone Godano. Protagonisti della pellicola sono due tra gli attori più amati del cinema italiano, Kasia Smutniak e Pierfrancesco Favino che, dopo averli apprezzati soprattutto per ruoli drammatici, li ritroviamo insieme in una commedia tutta da ridere. L’idea alla base del film non è forse delle più originali, e chissà quante volte, tra conferenze ed interviste, regista e sceneggiatori si sono sentiti chiedere perché la loro opera somigli così tanto a quello o quell’altro lavoro, italiano ed internazionale.

C’era da aspettarselo, in fondo di film basati sullo scambio dei corpi ne sono stati fatti a bizzeffe, ma così come oltreoceano propongono continuamente remake su remake, qui in Italia si è scelto di rispolverare questo tipo di commedia affidando la recitazione a grandi talenti del cinema contemporaneo. Moglie e Marito esce nel giorno del Cinema2Day, l’iniziativa che permette alla gente di andare al cinema a soli 2 euro, e questo non farà altro che accrescere la popolarità della pellicola, pronta a richiamare un pubblico di giovani e meno giovani.

Lo sguardo di Simone Godano ci permette di vedere, o almeno di immaginare, cosa succederebbe se ciascuno di noi si ritrovasse a vivere nel corpo del proprio partner. Questo comporta un cambio dal punto di vista delle abitudini, del lavoro, della voce e dell’organo sessuale, insomma un bel casino. Nel caso di Sofia e Andrea, tutto ciò accade in maniera improvvisa ed inaspettata. I due sono una coppia sposata da dieci anni, hanno entrambi un buon lavoro, dei figli piccoli e non gli manca nulla nella vita, eppure tra loro il matrimonio ha smesso di funzionare e, anzi, moglie e marito quasi non si sopportano più.

Alla base di tale crisi, vi è un’evidente assenza di dialogo e di interesse per le occupazioni l’uno dell’altra. Andrea trascorre il tempo dedicando anima e corpo alla sua ricerca scientifica, ambito totalmente estraneo a ciò di cui invece si occupa Sofia, brillante conduttrice di programmi dedicati all’autostima e al benessere delle donne. Quando sembra che ormai i due abbiano raggiunto il limite di sopportazione reciproca, ritrovandosi in procinto di divorziare, ecco che un esperimento mal riuscito di Andrea, darà vita ad un vero e proprio scambio dei corpi.

If I Were a Boy cantava Beyoncé in una sua celebre canzone. In quel caso la popstar affermava “Se io fossi un ragazzo, penso che saprei capire cosa si prova ad amare una ragazza. Giuro che sarei un uomo migliore” ma, indipendentemente dal proprio ruolo all’interno di una coppia, a volte basterebbe immedesimarsi nell’altro per comprenderne comportamenti e bisogni, divenendo così “migliore”. E proprio di questo sembrano aver bisogno sia Andrea che Sofia.

Recensione del film, una commedia tutta da ridere con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak

Dal momento in cui tra moglie e marito avverrà lo scambio dei corpi, assisteremo ad una rocambolesca serie di eventi in cui vedremo Andrea (Pierfrancesco Favino) rimanere con il suo aspetto virile ma con delle movenze ed una voce femminea, mentre Sofia (Kasia Smutniak), invece, solitamente caratterizzata da sembianze minute e femminili, si ritroverà a muoversi e comportarsi come un uomo. Nel corso del film saranno davvero tanti i momenti in cui, soprattutto grazie all’interpretazione di Pierfrancesco Favino, gli spettatori avranno modo di percepire quanto surreale sia l’intera situazione in cui i protagonisti si trovano.

Nel momento in cui si entra in sala per vedere Moglie e Marito, bisogna mettere da parte la razionalità e scegliere per i successivi novanta minuti di non prendersi troppo sul serio. Solo così si potranno apprezzare le tante gag che caratterizzano la commedia, nella quale vediamo all’opera anche Valerio Aprea (Michele, il migliore amico di Andrea) e Gaetano Bruno (Cristian, collega di Sofia).

L’unica pecca della pellicola potrebbe essere individuata nei troppi cliché relativi a ciò che viene considerata “femminilità” al giorno d’oggi. All’inizio del film infatti, conosciamo Sofia, una donna forte e decisa, che non ha bisogno di essere difesa da nessuno e che si dimostra profondamente intelligente e scaltra. Quando però avviene lo scambio dei corpi, la Sofia che entra in Andrea, viene rappresentata come una donna quasi senza cervello, che non capisce neanche la più elementare delle istruzioni, ovvero portare la ricerca di Andrea nelle mani giuste. Togliendo questo, Moglie e Marito si presenta come una commedia ben riuscita e simpatica che, nonostante il soggetto un po’ trito e ritrito, riesce a regalare sorrisi e spunti di riflessione.

Vedremo infatti come, potendo finalmente vivere dunque comprendere le difficoltà l’uno dell’altra ed i relativi problemi, ma anche aprendo gli occhi rispetto agli errori commessi in passato, Andrea e Sofia riusciranno a recuperare la propria empatia e complicità, aprendosi soprattutto al dialogo e alla comprensione. Potranno così ricominciare, ognuno nel proprio corpo, vedere oltre se stessi, con le loro menti ben connesse che gli permetteranno di vedere la vita secondo due punti di vista. Simbolica è l’immagine che li vede, all’inizio del film, camminare in direzione opposte per poi cambiare direzione, nel finale, correndosi incontro per perdersi in un caloroso abbraccio che vale più di mille parole.

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