Ore 15:17 – Attacco al treno: recensione del film di Clint Eastwood

Ore 15:17 - Attacco al treno

È al cinema da questo weekend il nuovo lungometraggio di Clint Eastwood basato su una storia vera. La nostra recensione di Ore 15:17 – Attacco al treno.

Ore 15:17 – Attacco al treno: gli eroi ordinari di Eastwood

Più che la ricostruzione dello sventato attentato terroristico al treno Thalys del 21 agosto 2015, quest’ultima regia di Eastwood è un biopic dedicato alla figura di Spencer Stone. Due terzi della pellicola sono infatti dedicati al percorso intrapreso dall’aspirante soldato, fin dai tempi delle scuole medie, verso il momento che gli avrebbe cambiato la vita per sempre.

Un momento che Stone ha atteso e cercato con perseveranza e determinazione, convincendosi di essere, anche ingenuamente in parte, ad esso destinato. Quella situazione in cui avrebbe potuto fare la cosa giusta, aiutare il prossimo e dimostrare il proprio valore.

È questo il tipo di storie che il regista quasi ottantottenne è deciso a voler raccontare (e omaggiare) ora, senza retorica e con l’essenzialità che contraddistingue da sempre i propri lavori. Storie di persone comuni, come quella del comandante Chesley “Sully” Sullenberger, che affrontano le difficoltà e le situazioni di grave crisi con la freddezza di chi per tali evenienze si è duramente addestrato.

Ore 15:17 – Attacco al treno: featurette “Everyday heroes”

Sorprendente è la maniera in cui il film, nella parte centrale, prepari lo spettatore alla drammatica e concitata sequenza dell’attacco al treno. Soffermandosi a lungo sulle varie tappe del viaggio in Europa dei tre ragazzi californiani protagonisti. Attimi di spensieratezza che paradossalmente fanno montare la tensione per quel che accadrà. E che al tempo stesso ricordano quanto il terrorismo riesca subdolamente a cogliere le proprie vittime impreparate, inermi. Bisogna ricordare infatti, senza nulla togliere al gesto eroico dei tre statunitensi, che il fucile dell’attentatore Ayoub El Khazzani si inceppò quando questi gli saltarono adosso per fermarlo.

Quello che invece non sorprende è quanto Ore 15:17 – Attacco al treno sia un film profondamente “eastwoodiano”. Come il recente American Sniper, nel senso politico-militarista e religioso del termine. In esso troviamo infatti quel patriottismo e quella fede cristiana rintracciabili un po’ ovunque nella sua filmografia. Da Gunny a Hereafter, passando per Million Dollar Baby e Gran Torino, solo per citarne alcuni.

Quanto alla scelta di far interpretare il ruolo dei tre eroi ai veri protagonisti della storia, ci sembra assolutamente coerente con l’intento della pellicola. Indipendentemente dai limiti delle loro capacità di non professionisti.

Non la miglior pellicola del Clint Eastwood autore, ma la mano ferma del grande regista traspare eccome.

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