Peter Jackson, Tanti Auguri: una vita per Il Signore degli Anelli

peter jackson

Il regista neozelandese Peter Jackson compie cinquantasei anni. Un traguardo importante, da celebrare ripercorrendo la sua straordinaria carriera.

Buon compleanno, Peter Jackson: un professionista nato sotto il segno del fantasy

Nascere in un giorno così denso di significati come il 31 ottobre equivale a portarsi dietro un bel carico di tratti distintivi destinati a segnare, indelebilmente, la propria vita. Latenti o meno, queste peculiarità trasudano la giusta quantità di arte necessaria per fare la differenza. E cosciente – sin da piccolo – di tale background, Peter Jackson non ha potuto fare altro che affinare la propria predisposizione regalando al mondo il suo incredibile talento direttoriale. Un tesoro a futura memoria, il cui valore si amplificherà a dismisura evitando ogni sorta di condizionamento.

In occasione del suo cinquantaseiesimo compleanno, occorre quindi approfondire come e quando questa attitudine si sia sviluppata. Anche perché il percorso professionale del regista, produttore e sceneggiatore neozelandese è a dir poco variegato; ed è a sua volta caratterizzato da una serie di esperienze capaci di definire il suo inconfondibile modus operandi.

Se i primi tentativi cinematografici lo hanno condotto verso lidi a metà strada tra l’horror e lo splatter, è con Creature del cielo e Sospesi nel tempo che inizia a placare la propria indole iconoclasta. Una scelta pienamente consapevole, poiché frutto di un legame col passato che si rivelerà, poi, vincente.

Il Signore degli Anelli, un amore senza fine

Già in tenera età, Peter Jackson ebbe modo di esplorare l’universo di J. R. R. Tolkien. La folgorazione che ne seguì fu illuminante, a tal punto da durare nel tempo per potersi, poi, concretizzare sul grande schermo. Dal 2000 al 2003, il cineasta realizza la trilogia de Il Signore degli Anelli, un ciclo fantasy assolutamente irripetibile capace di appassionare qualsivoglia fascia di spettatori. La realizzazione del prima, durante e dopo ha ridefinito il concetto di prodotto cinematografico elevandolo a pratica sensoriale. Un aspetto che fa impallidire persino gli incassi stratosferici e i numerosi Oscar ottenuti con raggelante facilità.

L’amore incondizionato per le opere dello scrittore inglese si è protratto fino al concepimento di un’altra trilogia, ossia quella de Lo Hobbit. Un’ideazione meno riuscita della precedente, ma non per questo distante dallo spirito fantasy che ha gettato le basi per un comparto multimediale tutt’ora in auge. D’altro canto, la cura del dettaglio di Peter Jackson è maniacale, quasi ossessiva, a conferma della sua notevole intraprendenza dal punto di vista dello studio della materia che tratta.

King Kong, Amabili resti e il domani prossimo venturo

Tra una saga e l’altra, Peter Jackson si è cimentato sia nella regia a cavallo tra il mainstream (King Kong) e il circuito indipendente (Amabili resti), sia nella produzione di grossi blockbuster come Le avventure di Tintin di Steven Spielberg. Delle parentesi inequivocabili, sinonimi di iniziativa e voglia di fare fuori dal comune. Ma al di là di questo, il domani prossimo venturo del regista è ancora da definire; un grado di incertezza piuttosto relativo, dato che chi, come lui, coltiva dei sogni, sa bene come oltrepassare i propri limiti e giungere a qualsivoglia traguardo.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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