Peter Sellers, l’attore che non esiste: da La Pantera Rosa alla “trinità” di Kubrick

Attore brillante e mai banale, Peter Sellers ha sempre lasciato il segno. C’è una pellicola in particolare, però, per cui va ricordato…e non è “La Pantera Rosa”.

Peter Sellers: l’attore che non esiste

Forse vi è capitato di sentirvi inesistenti nella vostra vita. Probabilmente per un attore è estremamente difficile da digerire il sentrsi o il sentirsi dire che si è inesistenti. Ora immaginate sia un complimento. Immaginate ve lo faccia Stanley Kubrick. Ecco che siete, pur non esistendo, Peter Sellers.

Kubrick non amava l’idea di puntare sullo stesso cavallo due volte di fila: non ha mai fatto un sequel di un suo film e ha poche volte fatto uso degli stessi attori in pellicole diverse. Sellers è allo stesso tempo conferma ed eccezione di questa regola. Stanley Kubrick lo chiama, nel ’64, e gli propone il film che lo lancerà nell’Olimpo di Hollywood.

Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bombaIl titolo è lungo. Ma non è questo che Kubrick teme possa spaventare Peter Sellers. Il regista non propone a Sellers di recitare in più pellicole. Gli offre però la piena facoltà di mettere in mostra il suo talento da istrione, di cui sia Kubrick che il pubblico di nicchia si erano innamorati. A Sellers viene proposto un contratto per quattro ruoli, ma nello stesso film.

Peter Sellers accetta l’offerta. A seguito di un infortunio, però, si trova costretto a non poter proseguire le riprese e abbandona la parte del pilota maggiore T.J. “King” Kong. Quella che Sellers compie resta, probabilmente, la più grande prova attoriale di tutti i tempi. I tre personaggi in questione, per chi non conoscesse questo capolavoro, sono: Colonnello Lionel Mandrake; Presidente Merkin Muffley; Dottor Stranamore.

Inutile dire che sono i tre personaggi principali del film. Ciò che forse è utile ricordare è che sono lo stesso attore. Se non lo sapeste o non aveste un occhio allenato, non ve ne accorgereste mai: Sellers non esiste. Forse il ruolo in cui lo possiamo riconoscere al meglio è quello di Mandrake, i cui baffi ricordano il mitico ispettore Clouseau, che però Sellers aveva interpretato solo l’anno precedente. Per interpretare Mandrake a Peter Sellers è bastato ricordare gli anni passati nella Royale Airforce e riprodurre l’atteggiamento di uno dei suoi superiori. Il secondo personaggio che vediamo apparire, della trinità di Sellers, è il presidente Muffley, capo di stato americano. La maestria di questo personaggio non sta tanto nei movimenti quanto nel trasformismo estetico di un Peter Sellers irriconoscibile. Per questo personaggio è stato scritto il monologo migliore del film: la telefonata col capo di stato russo.

Ultimo in ordine di apparizione e sintesi dell’abilità manifestata nell’interpretazione dei due personaggi precedenti è colui che dà il nome al film: il dottor Stranamore. Questo dottore tedesco in sedia a rotelle, che dimostra un’intelligenza visionaria mista ad un mal celato orgoglio nazista, è il film. Sellers ci dimostra la sua abilità nel trasporre movimenti di altri in sè, unendola ad un’incredibile trasformazione. Ovviamente la regia lo aiuta molto nella resa di un personaggio che però sappiamo essere stato lasciato all’attore. La perfezione maniacale di Kubrick nulla poteva togliere o aggiungere all’innato talento di Sellers. Fu proprio questa incredibile capacità che fece dire al regista che il vero Sellers in realtà non esiste.

Non ha senso commentare dal punto di vista tecnico una prova del genere. Peter Sellers aveva già recitato tre ruoli nel film “il ruggito del topo”, vestendo anche i panni di una donna. Certo però le due pellicole non sono neanche avvicinabili.

Nonostante tutto ciò, questa prova non valse l’Oscar per Sellers, in un’edizione dominata da My Fair Lady della divina Audrey Hepburn. Questo probabilmente contribuì alla crescita dello stato depressivo di Peter Sellers. Si era sempre, ingiustamente, considerato privo di talento.

Kubrick voleva dire che Peter Sellers non lascia una scia nei personaggi che interpreta. Non esiste in questo senso. Scompare nell’interpretazione. Forse Peter Sellers, invece, avrebbe voluto esistere di più. Vedere il suo segno. Lasciare la sua scia. Ma il mondo del cinema è quello della spietata finzione. Nella vita vera non puoi permetterti di non esistere.

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