Pino Daniele – Il Tempo Resterà, recensione: il film documentario ripercorre la carriera dell’artista

Pino Daniele Il Tempo Resterà 2017

Recensione di Pino Daniele – Il Tempo Resterà, film documentario che, per la regia di Giorgio Verdelli, arriverà in sala il 20, 21 e 22 marzo 2017.

Pino Daniele, a due anni dalla scomparsa arriva in sala il film documentario sulla sua vita

In questi giorni sarebbe stato il suo compleanno, e sessanta anni tondi tondi avrebbe compiuto nel medesimo giorno di due anni fa, se non fosse stato preceduto di poche settimane da quella terribile notte in cui il suo cuore ha cessato di battere. Pino Daniele non era solo patrimonio di Napoli ma un regalo che il capoluogo partenopeo aveva fatto oltre mezzo secolo fa all’Italia intera, permettendole per una volta di non invidiare affatto i musicisti che oltreoceano infiammavano le proprie chitarre ed emozionavano le platee a suon di jazz e blues.

Masaniello, nero a metà, sono tanti i nomi che hanno accompagnato Pino Daniele nel corso della sua vita, ma più di tutti è stato quel Pinù a renderlo ancor più fraterno agli occhi della gente. A distanza di due anni dalla sua dipartita, in molti ancora non si rendono conto di non poterlo più abbracciare fisicamente ma, come ormai risaputo, è l’arte a donare la tanto agognata eternità all’essere umano, e la musica di Pino Daniele gli permette di essere ancora qui con noi, in auto, nelle nostre stanze, nelle strade di quella Napoli che da quel 4 gennaio 2015 è diventata un po’ più silenziosa.

Il capoluogo partenopeo non è la città della musica ma è essa stessa musica, e basterebbe muoversi tra i suoi vicoli per rendersene conto. Non poteva che nascere qui quell’uomo che in oltre venti album ed un numero infinito di concerti, ha saputo dar voce non solo alla sua terra ma anche al suo cuore, spesso nascosto dietro la sua timidezza ma che sempre aveva da dire, da raccontare, prendendoti per mano e portandoti in quella che è stata la sua esistenza fin da bambino.

Recensione di Pino Daniele – Il Tempo Resterà, un viaggio nella vita di un uomo che ha rivoluzionato la musica italiana

Sembra quasi un triste segno del destino che, insieme al suo amico di sempre, Massimo Troisi, abbia scritto quella ’O Ssaje comme fa ‘o core che ad oggi assomiglia più ad un presagio, se pensiamo che entrambi ci abbiano lasciato prematuramente proprio a causa di due cuori tanto pieni di vita e di ritmo, quanto difettosi. Pino Daniele e Massimo Troisi sono stati protagonisti di quel rinascimento che ha caratterizzato la città di Napoli nella seconda metà del secolo scorso, donando il loro inestimabile contribuito rispettivamente in ambito musicale e cinematografico, così come fece a teatro Eduardo De Filippo e nel calcio Diego Armando Maradona.

Solo attraverso una spiccata sensibilità, loro due sono riusciti a prendere per mano Napoli, a sdoganare il dialetto, a farla conoscere a livello nazionale ed internazionale, e portando il giudizio comune ben lontani dai classici scenari di guerriglia e malavita che presentavano la città campana come una mera “carta spuorca”. Napoli non è la città di nessuno, è la città di chi affronta la vita in maniera sanguigna, al punto di dar vita a spettacolari concerti, vedi quello in Piazza del Plebiscito nel 1981, in cui ben 200mila persone, gremirono il cuore di Napoli per abbracciare Pino Daniele ed i suoi inseparabili amici e colleghi, da Tony Esposito a James Senese, passando per Tullio De Piscopo, Joe Amoruso e Rino Zurzuolo.

Proprio questi eterni ragazzi si sono riuniti sullo storico autobus Vaimò, ribattezzato così proprio per omaggiare l’omonimo tour del 1981, ed hanno ripercorso le varie tappe che han caratterizzato la straordinaria carriera di Pino Daniele. Tutto ciò è avvenuto sotto l’occhio della macchina da presa guidata da Giorgio Verdelli, pronto a captare ciascuna delle vibrazione che inevitabilmente attraversano i corpi e gli sguardi di chi ha assistito alla nascita e alla crescita esponenziale di quell’artista che oggi tutti ricordiamo con profondo affetto, come fosse stato un membro della nostra famiglia.

Dal materiale raccolto, unito a reperti fotografici e pezzi di storia degli eventi live in Italia, è nato Pino Daniele – Il Tempo Resterà, film documentario che approderà nelle sale italiane nelle giornate di lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 marzo 2017. Un evento cinematografico che permetterà, non solo ai fan di Pino Daniele ma anche e soprattutto ai più giovani che non hanno avuto modo di vivere un’epoca musicale che tanto faceva sognare le generazioni che li han preceduti, al pari di ciò che accadeva oltremare per band storiche come Pink Floyd e Led Zeppelin. Tra i ragazzi “urlanti” vi era anche quel Claudio Amendola che oggi, nel documentario, presta la propria voce per ripercorrere le tappe della carriera dell’artista partenopeo.

Un cantante, un musicista, un poeta, nel cui sangue ribolliva da sempre un amore viscerale per la musica. La stessa musica che, con profonda umiltà, lui stesso ha rivoluzionato, rompendo la convenzionalità a suon di assoli e jam session attraverso cui, come dichiara Tullio De Piscopo, “valorizzava a mille nostre capacità, ci rendeva agli occhi degli altri ancora più bravi”. Anche Tony Esposito ha voluto omaggiare il compagno di mille avventure, definendolo “molto timido, ma che sul palco trovava una forza tale da colmare il “vuoto” di una non carriera alle spalle, divenendo in breve tempo il fulcro di un intero movimento”.

Pino Daniele – Il Tempo Resterà rappresenta senza dubbio un pugno nello stomaco per i tanti fan dell’artista, un excursus che ti farà rimpiangere in maniera quasi insopportabile i suoi live show, ma ti farà anche ringraziare il cielo per esserci stato almeno una volta. Un montaggio ben riuscito che alterna in maniera perfetta parole e musica, quella meno nota del cantautore ma anche storici live show a Novi Ligure, Terme di Caracalla e Pescara, partendo dagli esordi di un Pino Daniele capellone, fino ad arrivare quei concerti del 2014 che, a giudicare dalla potenza vocale del cantante, non sembravano affatto gli ultimi della sua carriera.

Tanti i personaggi che han scelto di dare il proprio contributo a questo progetto cinematografico, dagli storici colleghi di Pino Daniele sino agli artisti delle nuove generazioni, vedi Clementino e Maldestro, passando per il materiale video che riunisce sul palco l’artista con Eric Clapton e Luciano Pavarotti.  Tante le carrellate nel cuore di Napoli, a sottolinearne i colori ed i grigi, la storia e l’attualità. Il sax di James Senese assomiglia ad un pianto che si innalza dagli abissi del golfo, come fosse il richiamo di una sirena da seguire ad occhi chiusi, volto a sottolineare la malinconia di cui la città si è ricoperta da quel 4 gennaio 2015.

Pino Daniele ha saputo mettere d’accordo tutti, centro e periferia, unendo ritmi psichedelici a musica popolare. Come ha ammesso Joe Amoruso, risulta difficile immaginare che artisti contemporanei riescano a riproporre il medesimo miracolo artistico ma, in questo senso, la fiducia e la speranza sono altissime. Riprendendo il titolo del film documentario, viene spontaneo porsi una domanda marzulliana: cosa resterà di Pino Daniele alle nuove generazioni? Sicuramente lo spirito rivoluzionario che, ad oggi, aiuterebbe ad abbattere quel conformismo che ormai caratterizza gran parte dell’operato artistico italiano. Il suo sorriso, la sua arte, pronta a far da sottofondo ad una vita indecifrabile e da cui potranno in eterno cogliere ispirazione musicisti, cantautori, poeti e artisti di ogni genere.

Il film documentario Pino – Il Tempo Resterà, rimarrà in sala per soli tre giorni ed è possibile trovare l’elenco delle sale aderenti ed acquistare i biglietti sul sito www.nexodigital.it. Un modo per trascorrere 105 minuti a bordo di una macchina del tempo, un’altalena pronta a farvi ridere, emozionare e commuovere a suon di musica e spontaneità. Un modo per battere le mani, cantare e alzare gli occhi al cielo dicendo “Uè Pinù, ovunque tu sia, vai mo‘”.

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