Ready Player One, il film di Steven Spielberg è una gioia per gli occhi: ecco perché

Ready Player One - Steven Spielberg 2018

Ready Player One, il nuovo film diretto da Steven Spielberg, è arrivato nelle sale italiane e si prepara a conquistare il box office attraverso un vero e proprio omaggio ai magici anni ’80.

Il “fanciullino” di Steven Spielberg torna al cinema con Ready Player One

Ready Player One, il nuovo film diretto da Steven Spielberg, è giunto nelle sale italiane meno di 48 ore fa, eppure già da diverse settimane ha richiamato su di sé l’attenzione di addetti ai lavori o semplici appassionati di cinema. In fondo, quando si parla di un’opera che porta dietro la macchina da presa uno dei cineasti più amati di sempre, tale considerazione mediatica risulta quantomeno dovuta e scontata. Basti, ad esempio, tornare con la mente all’inizio dell’anno, quando cioè Spielberg si muoveva nel cuore di Milano per presentare un altro suo film, The Post, a braccetto con i due protagonisti del film. In occasione dell’uscita di Ready Player One, il regista ha scelto di tornare nel Bel Paese, da solo, calcando il palco dei David di Donatello e rilasciando interviste a destra e a manca.

Questa sua presenza, unita alle entusiastiche recensioni rilasciate dalla critica italiana (anticipata, a sua volta, da quella internazionale), ha fatto sì che tutti, in qualche modo, venissero a conoscenza dell’uscita di Ready Player One. Ebbene, chi già ha avuto modo di visionarlo converrà con noi, tale film merita questo e molto altro. L’aspetto che, di base, rende vincente il progetto è quello che vede Steven Spielberg tornare a dar voce al fanciullino che da sempre risiede nel suo animo. Giunto negli scorsi mesi a compiere ben 71 anni, il regista statunitense si è da sempre contraddistinto per la sua capacità di catapultare il pubblico all’interno di mondi straordinari, solleticando il nostro “bimbo interiore”. Dopo aver puntato su film più impegnativi, raccontando di politica e di giustizia sociale, di recente è tornato a farci sognare attraverso The GGG, ma è proprio con Ready Player One che è stato fatto nuovamente il grande salto.

A farla da padrona è la distopia che sin da subito caratterizza il film. Nel momento in cui ci si siede sulla poltrona del cinema bisogna imparare a non prendersi sul serio, lasciandosi trasportare in OASIS, l’universo fantascientifico in cui si svolge gran parte dell’opera. La realtà, quella datata 2045, viene rappresentata con un grigiore che domina la scena e che fa ben comprendere il motivo per cui tutta la popolazione si rifugia in un universo fittizio, dove ciascun essere umano può immaginarsi diverso da se stesso e dare forma a qualsiasi fantasia personale.

Preparatevi a vivere un’esperienza senza eguali!

Ready Player One ci fa conoscere sin da subito Wade, ragazzo dotato di una spiccata moralità e di un profondo spirito di adorazione nei confronti di James Halliday, colui cioè che ha dato vita ad OASIS. Ciò che comprendiamo immediatamente è quello che accomuna la stragrande maggioranza dei protagonisti, ovvero la voglia di essere accettati e di dimostrare il proprio valore. Questo, come nelle migliori fiabe a lieto fine, avverrà indipendentemente dai bit che caratterizzeranno le loro gesta. Nel mondo reale si sentono inadeguati ma ben presto ciascuno di loro otterrà il meritato riscatto personale.

La “gioia per gli occhi” a cui facciamo riferimento nel titolo è riconducibile a diversi fattori che però poco hanno a che fare con la morale del film, fin troppo lineare e prevedibile. Ci riferiamo, infatti, agli effetti speciali che dominano la scena e attraverso cui prende forma un mondo in cui chiunque di noi, almeno una volta nella propria vita, vorrebbe rifugiarsi. Questo vale anche e soprattutto per i nerd che in Ready Player One vedranno rappresentato il proprio paradiso ideale. Steven Spielberg, basandosi sul romanzo di Ernest Cline (co-sceneggiatore del film), ha praticamente “impacchettato” un vero e proprio omaggio agli anni ’80, a cominciare dalla colonna sonora che vi farà godere delle migliori hit di quella magica decade. Tantissimi sono poi i riferimenti alla cultura pop tipica di quegli anni, incrociando la sfera musicale, televisiva ma soprattutto cinematografica.

Seduti comodamente sulla vostra poltrona, magari indossando dei pratici occhiali 3D, vi sentirete anche voi partecipi di un’esperienza straordinaria, unica nel suo genere, che fa di Ready Player One un qualcosa in perfetto equilibrio tra un film ed un videogioco. Un viaggio tra realtà e finzione, fatto di nostalgia ed irrefrenabile entusiasmo, una carezza sensoriale che abbraccia un’intera generazione ma che saprà far divertire anche i più giovani, pronti a farsi prendere per mano da quello che ormai per tutti è lo zio Steven, l’amico dei giorni più lieti.

The following two tabs change content below.

Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

Lascia un commento