Retribution, recensione della serie inglese su Netflix dove tutti sono colpevoli

Retribution

Retribution è quella serie tv che non ti aspetti, quella che brutalmente ti mostra senza mezzi termini quanto il mondo reale e le persone che ne fanno parte siano terrificanti.

Retribution, ovvero punizione inflitta a qualcuno come vendetta

In un isolato villaggio delle Highlands scozzesi, vivono due famiglie, gli Elliot e i Douglas, la cui vita viene brutalmente sconvolta quando i loro figli Adam e Grace, eterni fidanzatini – ora sposi – vengono massacrati in casa da un tossico in cerca di qualcosa da vendere per comprarsi la droga. Le cose prendono presto una bruttissima piega quando un uomo ferito gravemente, sospettato di essere l’assassino, si presenta alla loro porta. Come reagiranno le due famiglie? Si vendicheranno o saranno benevoli?

La mini serie della BBC One, arrivata su Netflix solo da pochi giorni, si presenta subito per come è: brutale e fangosa. La prima puntata è a dir poco dolorosa e va al di là dell’incredibile. Si entra nelle vite delle due famiglie all’improvviso, con un colpo ferale. Vediamo subitro scorrere del sangue, vediamo le due vittime e vediamo anche il loro assassino, ma non ci aspettiamo che di lì a poco l’omicidio sarà duplice.

Se inizialmente ci troviamo di fronte ad un crime senza assassino da scoprire, di colpo invece lo diventa e quelle che inizalmente erano vittime si trasformano tutte in potenziali assassini.

Ed è proprio questa inversione di ruoli che tiene lo spettatore incollato allo schermo: si passa velocemente dal contrario del classico giallo deduttivo alla “Who has done it?” al cosidetto “enigma della camera chiusa”, cioè un giallo in cui la vittima viene trovata morta in un contesto per così dire impossibile, come un ambiente sigillato dall’interno.

Retribution

One of US beneath the surface

Il titolo originale della serie è del tutto esplicativo: One of Us, uno di noi, è stato uno di noi. Non sappiamo chi è perchè, ma qualcuno ha commesso il reato. In meno di 24h i componenti delle due famiglie iniziano a guardarsi con ostilità.

Della serie “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. In poco tempo nessuno è più innocente, tutti iniziano a sospettare l’uno dell’altro, facendo uscire vecchi dissapori e segreti che  hanno custodito per anni. Le famiglie vivono in due case vicine in quella campagna così meschina. Si conoscono bene, troppo forse, così come conoscono bene i loro segreti.

Segreti affogati in una notte di tempesta sotto una pioggia incessante  che non lascia scampo e che infanga, rendendo la situazione ancora più impervia, grigia e sporca.

Tutto attorno ai nostri protagonisti è nevrotico, confuso e ostacolante, così come lo sono loro: duri, meschini, singolari, ognuno con i propri problemi da risolvere, sebbene si sforzino di mantenere la calma e apparire tranquilli.

Gli Elliot e i Douglas occultano segreti e intimità. Sono vittime, poliziotti e giudici pieni di angoscia e  dolore.

A questo punto non ci resta che lasciarvi bagnati, infangati e ingrigiti con una frase bellissima di Johnathan Swift pronunciata nella prima puntata e che racchiude il senso di Retribution:

“Le leggi sono come le ragnatele, catturano piccole mosche, ma lasciano passare vespe e calabroni”.

 

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