Ritratto di Famiglia con Tempesta, il film giapponese che svela le fragilità dell’inetto

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Poster italiano e trailer di “Ritratto di famiglia con tempesta”, l’ultimo film del regista giapponese Kore-eda Hirokazu, al cinema dal 25 maggio.

Un “Ritratto di famiglia con tempesta” per sottolineare il contrasto tra sogni e realtà di un uomo qualunque

Quando è ormai trascorso un anno dalla sua partecipazione al Festival di Cannes per la sezione Un Certain Regard 2016, arriva nelle sale italiane “After the Storm”. Il film, che nel nostro Paese si intitolerà Ritratto di famiglia con tempesta, rappresenta l’ultima fatica cinematografica di Kore-eda Hirokazu, il regista giapponese considerato l’erede naturale di Ozu Yasujiro, pietra miliare della cinematografia nipponica. Con diciotto opere all’attivo, nel corso degli anni Hirokazu ha fatto innamorare la critica internazionale attraverso film come Father and Son o Little Sister (2013 e 2015), in cui è emerso l’inconfondibile stile che gli ha permesso di dare vita ad opere sature di grazia, intensità ed umorismo.

Questi stessi elementi li ritroviamo anche in Ritratto di famiglia con tempesta, film il cui script ha avuto un concepimento lungo più di dieci anni. Al contrario di quanto capiti solitamente, per questa pellicola è stata individuata prima la parte scenografica e solo dopo, a distanza di anni, quella narrativa. Infatti, quando nel 2001 la madre del regista si trasferì in un complesso residenziale, Hirokazu si trovò di fronte ad una serie di palazzi e, muovendosi tra di essi, si sentì inebriato dall’odore dell’erba bagnata dalla pioggia, immerso nella luce che solo l’atmosfera post-temporalesca è capace di regalare. Proprio in quel momento si rese conto di quanto, soprattutto dopo aver toccato il fondo, l’essere umano possa risalire e arrivare più in alto di dove sia mai riuscito a fare in precedenza.

Fu solo nel 2013 che decise di scrivere la sceneggiatura di Ritratto di famiglia con tempesta, individuando sin da subito nell’attore Abe Hiroshi il protagonista del film. È infatti l’interprete di Thermae Romae (2012) ad impersonare Ryota, uomo intorno alle cui vicende personali e professionali si sviluppa l’intera pellicola.

Trailer in italiano e poster del film diretto da Kore-eda Hirokazu

Ma chi è Ryota? Innanzitutto un uomo che, proprio come tutti gli altri uomini, ha sin da piccolo coltivato un sogno, in questo caso quello di diventare un romanziere. Si ritrova invece adulto, a ricoprire un ruolo totalmente distante da quello che desiderava e, per arrotondare qualche soldo, si improvvisa investigare privato. È poi un ex marito, incapace di meritare la fiducia di quella che un tempo era sua moglie e la madre di suo figlio, il piccolo Shingo. Ryota è infatti anche un padre, ma neanche con il bambino riesce ad assumersi le proprie responsabilità, risultando spesso goffo o assente. È infine un figlio, di una madre amorevole ma allo stesso rassegnata al fatto di veder il proprio “uomo” affrontare la vita con così tanta inettitudine.

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A render ancora più ingestibile la vita di Ryota è inoltre il vizio del gioco d’azzardo a cui l’uomo non riesce proprio a rinunciare. Questo non fa che peggiorare i suoi rapporti umani, professionali e famigliari. Ma la vita, come spesso accade, decide di dare una possibilità di redenzione a chi si sente fin troppo inadeguato nell’affrontare la propria esistenza. Ecco allora che Ryota si ritroverà costretto, per via di un brusca tempesta, a condividere gli spazi di una casa con il suo nucleo famigliare. Riuscirà Ryota ad approfittare di questa situazione per ammorbidire i rapporti ormai inaspriti che da anni lo legano a suo figlio, sua madre e alla sua ex moglie?

Lo scopriremo dal 25 maggio quando Ritratto di famiglia con tempesta arriverà nei cinema italiani. Prepariamoci dunque ad un film ricco di amarezza ma anche di ironia e sprazzi di riscatto sociale, degni della miglior commedia giapponese.

Vi lasciamo con il trailer in italiano della pellicola:

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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