Sconnessi: recensione del film con Fabrizio Bentivoglio e Carolina Crescentini

Sconnessi

La nostra recensione di Sconnessi, la commedia diretta da Christian Marazziti in uscita al cinema il prossimo 22 febbraio.

Sconnessi: l’anti-Perfetti sconosciuti

Parte da premesse simili a quelle del film di Paolo Genovese questa regia del semi-esordiente Christian Marazziti. Come la pellicola vincitrice di due David di Donatello nel 2016, racconta di un gruppo di persone che mettono in discussione i propri rapporti, nello spazio tra quattro mura. In questo caso lo chalet di montagna in cui è quasi interamente ambientata la storia.

Anche qui i personaggi ed il racconto ruotano attorno ai cellulari e alla maniera in cui, insieme ad internet, hanno rivoluzionato le nostre vite. Le similitudini con Perfetti sconosciuti, però, si fermano a questo punto. Sconnessi si propone infatti come l’esatto opposto del suo predecessore.

In Perfetti sconosciuti gli smartphone erano lo strumento che permetteva di scoprire (o nascondere) la vera natura delle persone. La scatola nera, nerissima, dei segreti di chi ci è più caro. Qui, invece, rappresentano un ostacolo. Qualcosa che ci connette con tutto il mondo, tranne che con chi ci è più vicino. L’accidentale (?) assenza di linea nella residenza sulle Dolomiti dello scrittore Ettore (Fabrizio Bentivoglio) porta catarticamente alla luce il distacco, fisico e non, tra le persone e la realtà che le circonda. Tra marito e moglie, fidanzata e fidanzato, tra i giovani d’oggi, tra genitori e figli.

Al pessimismo di Genovese, Marazziti risponde con una sceneggiatura dal chiaro intento edificante, ma meno complessa e coinvolgente. In un paio di situazioni anche poco plausibile.

Se il film del primo era intelligente e giocato tanto sulle parole, quanto sui gesti e gli sguardi, quello ondivago del secondo si affida molto, troppo, sulle battute e l’estro da caratterista sopra le righe dei propri interpreti. Ricky Memphis ed un “bipolare” Stefano Fresi su tutti. Altrettanto fuori misura il livore del maggiore dei figli di Ettore; non manca poi una sempre più desnuda Giulia Elettra Gorietti.

Una conciliante commedia dalle buone intenzioni, in cui si guarda con nostalgia all’era pre-social media, alla vecchia tecnologia ed a Il tempo delle mele. Incerta tra risata, seduzione e messaggio, diverte a tratti ma banalizza il tutto, non riuscendo pienamente nell’obiettivo di spronarci a spegnere i telefoni e connetterci realmente gli uni con gli altri.

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