Spawn: al via il reboot cinematografico del supereroe creato da Todd McFarlane

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Proclama inaspettato, da parte di Todd McFarlane, circa la realizzazione di un reboot cinematografico dedicato a Spawn.

Spawn, una nuova genesi cinematografica grazie alla Blumhouse

Il San Diego Comic-Con 2017 ha assunto i contorni di scenario ideale per annunci e dichiarazioni sconvolgenti che larghe schiere di fan attendevano da anni, a prescindere dalle smentite o dalle promesse mancate riguardanti questo o quell’altro franchise. Ebbene, una delle news più sorprendenti in tal senso è stata quella relativa al reboot di Spawn, iconico supereroe della Image Comics che durante i primi anni ’90 riuscì a insediare il duopolio Marvel-DC attraverso trame cupe e dai toni a dir poco maturi per un prodotto di massa. Insomma, una leggenda del fumetto mondiale pronta a vivere una seconda – quanto meritata – giovinezza cinematografica grazie al contributo della Blumhouse Productions.

E’ stato proprio Todd McFarlane – fumettista e creatore del tormentato eroe infernale – a svelare il progetto in questione, sottolineando, tra le altre cose, le prerogative cardine di un titolo che non aspira a competere con i blockbuster dagli esosi budget milionari. L’obiettivo primario è, infatti, rendere Spawn un titolo violento, brutale, ben al di là delle limitazioni restricted imposte dalle authority cinematografiche e non. Un traguardo plausibile solo se sarà la Blumhouse ad occuparsene, dato che il notevole successo ottenuto di recente certifica la qualità del suo modus operandi.

L’infelice precedente datato 1997

In attesa di conoscere ulteriori dettagli legati a una pellicola sui generis, soprattutto se confrontata con gli ultimi cinecomics della Casa delle Idee e della Distinta Concorrenza, occorre ricordare il precedente tentativo datato 1997 avente, come protagonista principale, Michael Jai White. Una trasposizione alquanto sventurata – effettistica scadente, comparto recitativo non all’altezza e regia pressoché amatoriale –  di cui tener conto al fine di evitare un bis sottotono e privo di quel mordente che soltanto Al Simmons, Violator e tanti altri comprimari sono capaci di offrire allo spettatore di turno.

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