Spider-Man: Homecoming, recensione film: oltre al costume c’è di più

Spider-Man Homecoming 2017

Spider-Man: Homecoming arriva nelle sale italiane dal 6 luglio 2017. Ecco la nostra recensione del film con Tom Holland, diretto dal regista Jon Watts.

Spider-Man: Homecoming: 100% freschezza e risate per il film sull’Uomo Ragno

Dopo una lunga attesa, è giunto nelle sale Spider-Man: Homecoming, primo capitolo di un nuovo reboot dedicato ad uno dei supereroi più amati di sempre. Da decenni non esiste infatti una generazione che non abbia subìto il fascino dell’Uomo Ragno, protagonista di fumetti, film e canzoni, basti pensare al tormentone che accusava l’eroe di aver fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè.

E dopo essere arrivato sul grande schermo attraverso il volto e la voce di Tobey Maguire e Andrew Garfield, questa volta il personaggio di Spider-Man viene affidato ad un volto estremamente genuino e fresco, ovvero quello di Tom Holland. Classe 1996, l’attore britannico ha compiuto 21 anni lo scorso 1° giugno ed è pronto a festeggiare nel migliore dei modi il suo ingresso nel mondo degli adulti.

Spider-Man Homecoming 2017

Stando infatti alle recensioni circolate nelle ultime ore, da quando cioè Spider-Man: Homecoming è sbarcato sui maxi schermi internazionali per le varie anteprime stampa, sembra che l’opera diretta da Jon Watts abbia convinto davvero tutti. E come potrebbe essere diversamente?

Il film si presenta con una durata di circa due ore e un quarto e riesce, dall’inizio alla fine, ad infondere una massiccia dose di leggerezza nell’animo dello spettatore. Arrivato nelle sale a distanza di un mese dall’uscita di Wonder Woman, il film su Spider-Man ci ricorda tutti i punti di forza dell’universo Marvel, quelli cioè che continuano a farlo prevalere sulla concorrenza DC.

Hey! Oh! Let’s Go!

Anche in questo caso infatti, così come avvenuto per film come Guardiani della Galassia, Captain America, Iron Man e via dicendo, troviamo una grafica impeccabile, perfetta per quanto concerne il mondo comics. Ineccepibile poi la scelta della colonna sonora, costituita principalmente da pezzi che sembrano passati ormai di moda ma che, inseriti in un contesto del genere, riacquistano tutto il proprio splendore.

Che dire poi dell’ironia che percorre ogni scena del film, senza lasciare troppo spazio a drammi o sequenza strappalacrime, riscendo però, allo stesso tempo, a lasciare una “morale” a chiunque si trovi di fronte al grande schermo. La story-line si presenta fresca, liscia e lineare, niente a che vedere con gli intrecci delle migliaia di ragnatele che verranno sparate tra i grattacieli di New York nel corso del film, le cui uniche pecche sembrano riferibili agli scontri “corpo a corpo”, forse troppo confusionari per via di alcune scelte di regia.

Spider-Man Homecoming 2017

Spider-Man: Homecoming fa sorridere, riflettere e “scompisciare”, solleticando anche le menti più Nerd in circolazione, e questo proprio perché al centro di tutto vi è un ragazzino a cui si illuminano gli occhi se gli viene proposto di costruire la Morte Nera della Lego. Al suo fianco troviamo poi liceali pieni di sogni ed aspettative, ancora sognanti per il ballo di fine anno, per la cotta adolescenziale o per la gara scolastica, spinti a seguire la retta via dall’idolo americano per eccellenza: Captain America.

Peter Parker riparte dal liceo e dalle cotte adolescenziali

Peter Parker in questo caso rappresenta tutti i giovani d’oggi, i quali non vogliono più fare l’astronauta o il calciatore, ma sognano di essere dei veri e propri supereroi, saggi come Captain America, sensibili come Hulk e strafighi (e ricchi) come Tony Stark. Proprio il personaggio interpretato da Robert Downey Jr. rappresenta uno dei maggiori punti di forza del film, filo conduttore con il mondo degli Avengers in cui Spider-Man aspira ad entrare.

Spider-Man Homecoming 2017

Sarà infatti lui a guidare il ragazzo verso la saggezza necessaria a chiunque voglia impegnarsi a rendere il mondo un posto migliore, andando così a colmare le lacune di una zia May (Marisa Tomei) perennemente ansiosa, sempre più sexi ma totalmente all’oscuro della vera identità del suo adorato nipote (almeno finora).

A dir poco vincente è il supporto che a Peter Parker giunge dai suoi compagni di liceo, su tutti Michelle, interpretata da Zendaya e dotata di una irresistibile e tagliente ironia, e soprattutto Ned,interpretato da Jacob Batalon, capace di donare al proprio personaggio tutta la lealtà e l’incredulità che caratterizzerebbero qualunque liceale, il cui miglior amico si rivela essere niente meno che Spider-Man.

Michael Keaton è l’Avvoltoio, irresistibile il cameo di Stan Lee

Spider-Man Homecoming 2017

Il film può inoltre contare su un villain, l’Avvoltoio portato sul grande schermo dal sempre impeccabile Michael Keaton, verso il quale il pubblico non può far altro che nutrire una profonda empatia. Il cosiddetto “cattivo” si rivela essere infatti una persona comune, il cui trascorso sembra quasi giustificare tutto il suo astio nei confronti degli Avengers e dei potenti di turno. Un colpo di scena nel finale lo renderà protagonista di un confronto diretto con Spider-Man, il quale percepirà la possibilità di redenzione dell’uomo e rimanderà la resa dei conti al prossimo film sull’Uomo Ragno.

Citando proprio l’Avvoltoio potremmo dire che “il mondo cambia e cambiamo anche noi” ma il fascino di Spider-Man risulta essere davvero immortale, a cominciare dalla classica canzoncina che da sempre accompagna il supereroe nato dalla mente di Stan Lee (adorabile il suo cameo nel film) e che aprirà l’opera in arrivo in sala proprio oggi, giovedì 6 luglio 2017.

Tra un pizzico di incoscienza ed una sconfinata determinazione a dimostrare tutto il proprio valore, Peter Parker arriva a raggiungere profonde consapevolezze, tra cui la più importante: Spider-Man senza di lui non è nulla, è solo un mero (seppur costoso e ultra-tecnologico) costume. Ma lui, senza Spider-Man, rimane un ragazzo dall’anima pura e genuina, giunto ad un livello di maturità che ben presto lo renderanno una risorsa indispensabile per la squadra degli Avengers.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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