Stanley Kubrick: 90 anni fa nasceva il maestro senza tempo

Stanley Kubrick

Ricordiamo, attraverso un breve omaggio, uno dei più grandi maestri del cinema, Stanley Kubrick, che oggi avrebbe festeggiato novant’anni.

Omaggio a Stanley Kubrick nel giorno del suo compleanno

Stanley Kubrick nasce il 26 luglio del 1928 a New York. Questa data e questo nome cambiano per sempre la storia del cinema. Non solo donano alla settima arte qualcosa di nuovo, di innovativo e di unico ma regalano agli spettatori occasionali e agli appassionati del grande schermo, alcune pellicole che passano alla storia, superano egregiamente la prova del tempo, per consacrarsi definitivamente come dei veri e propri capolavori dell’audiovisivo. Kubrick è uno di quei nomi che rappresenta alla perfezione cosa significa fare cinema, che include dentro sé stesso una passione viscerale, una comprensione totale del mezzo cinematografico e una tecnica precisa e curata fin nel più piccolo dettaglio.

Per coloro che sono appassionati al mondo del cinema, il nome di Stanley Kubrick è uno di quelli che necessariamente va affrontato, analizzato e studiato. Al pari di grandissimi artisti, quali ad esempio François Truffaut, Vittorio De Sica, Alfred Hitchcock e tanti altri, che hanno regalato alla storia del cinema, nato nel dicembre del 1895, qualcosa di unico, anche Kubrick merita un posto d’onore tra i nomi che hanno reso grande il cinema.

Stanley Kubrick muore nel sonno il 7 marzo del 1999, all’età di settant’anni, poco prima di consegnare la sua ultima opera Eyes Wide Shut, con protagonisti Tom Cruise e Nicole Kidman. Nell’arco della sua vita il regista newyorkese ha regalato al mondo un numero limitato di pellicole ma considerando la loro qualità, dovuta alla sua quasi maniacale cura del dettaglio, il mondo gli sarà sempre grato. I film di Kubrick affrontano diverse tematiche e appartengono a generi diversi – il regista infatti ha spaziato dal genere horror (Shining, 1980) a quello storico (Barry Lyndon, 1975), passando dalla fantascienza (2001: Odissea nello spazio, 1968) per arrivare ai film di guerra (Full Metal Jacket, 1987).

Stanley Kubrick

Quasi tutti i film di Kubrick sono tratti da opere letterarie e praticamente tutte le sue pellicole affrontano, sebbene in maniera diversa, un momento di crisi e un tormento. La ragione, le azioni stesse dei personaggi che vivono le storie, che porta sul grande schermo il regista americano, vivono una forte crisi psicologica. Lo spazio e il tempo sono piegati al suo volere e funzionano in base alla sua logica. Oltre al crollo psicofisico degli interpreti e delle storie, Kubrick ricorre ad altri temi ricorrenti nei suoi film. Il doppio è una delle tematiche più forti e anche più facilmente riconoscibili all’interno dei suoi capolavori: si pensi al nome ripetuto del protagonista, Humbert Humbert, interpretato da James Manson, di Lolita, del 1962, o alle terrificanti gemelle di Shining.

Per Kubrick il cinema non è solo visione ma è esperienza, lo spettatore intraprende un percorso attraverso la visione dei suoi film. Questa esperienza non è priva di immagini forti e di momenti di estrema violenza, alcune pellicole infatti possono risultare estremamente crude e in alcuni casi il regista sembra filmare dei momenti di violenza fine a sé stessa. Titoli come Arancia meccanica, o il sopracitato Full Metal Jacket, possono risultare difficili alla visione per un pubblico che non è preparato alla cinematografia di Kubrick e alla sua ossessiva ricerca di realismo. La continua ricerca del regista di cercare di portare lo spettatore all’interno del film e di fargli vivere la storia come una propria esperienza, è riscontrabile e riconoscibile grazie anche alla sua immensa conoscenza del mezzo cinematografico, che gli ha permesso di girare scene memorabili con la steadicam.

Regista, appassionato, studioso, fotografo, letterato, Stanley Kubrick era tutto questo e molto di più. I suoi film erano, sono e sempre saranno parte integrante della storia della cinematografia. Nel giorno in cui avrebbe compiuto novant’anni, ci piace ricordarlo così. Con un breve accenno a tutto ciò che ha creato e rivoluzionato, riconoscendo che è impossibile menzionare tutte le straordinarie e a volte anche di difficile comprensione, innovazioni che ha portato con sé nel magico mondo del cinema.

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