Steven Spielberg compie 71 anni: i 10 film più influenti del cineasta americano

Steven Spielberg (Photo credit should read FREDERIC J. BROWN/AFP/Getty Images)

Oggi è il compleanno di un regista capace, attraverso i suoi film, di far sognare intere generazioni. Tanti auguri, Steven Spielberg!

Avventura, azione, fantasia, storia: tutto il mondo di Steven Spielberg

Mentre aspettiamo di goderci le sue ultime opere, The Post e Ready Player One, rivediamo alcuni tra i maggiori film diretti da Steven Spielberg:

Lo Squalo (1975): è il secondo lungometraggio della filmografia di Steven Spielberg, basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley. Di genere prettamente thriller, ha influenzato l’immaginario comune sulla figura dello squalo, inaugurando una scia cinematografica che anche negli a seguire è tornata più volte ad attingere alla selacofobia. L’American Film Istitute lo ha inserito al 56esimo posto nella lista dei cento migliori film americani di sempre.

UN CONTATTO “EXTRA”:

Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977): nel corso della sua carriera, Steven Spielberg ha scelto più volte di raccontare l’altro mondo. Questo è il primo di una serie e al suo interno viene ipotizzato un primo contatto tra l’umanità e gli extraterrestri. Nonostante le nove nomination agli Oscar, tra cui anche quello alla Miglior Regia, il film conquistò “solo” due statuette, per la fotografia e per gli effetti sonori.

Steven Spielberg Film

E.T. (1982): tra i titoli “extra”, questo è probabilmente il titolo più celebre ed il più amato. Intere generazioni hanno conosciuto il piccolo e buffo alieno e la sua storica frase “E.T. Telefono Caaasa“. Con quest’opera, Steven Spielberg ha iniziato ad incentrare i propri film sulle condizioni emotive dei suoi protagonisti. In questo caso, le statuette vinte nella notte degli Oscar sono state quattro: al sonoro, al montaggio sonoro, agli effetti speciali e alla colonna sonora firmata dal maestro John Wiliams.

La Guerra dei Mondi (2005): il regista statunitense è tornato a parlare di extraterrestri anche negli anni duemila. Questa volta, però, lo ha fatto mostrandoci gli alieni sotto una lenta più minacciosa. Il film non riesce minimamente a reggere il confronto con i titoli sopracitati ma dimostra tutta la versatilità filmica di Steven Spielberg.

LE SAGHE:

Indiana Jones (1981 -): Gli anni ’80 sono stati caratterizzati anche dalla nascita dell’archeologo più famoso del cinema internazionale. Il carisma di Harrison Ford ha conquistato milioni di persone, a tal punto da spingere Steven Spielberg a dar seguito alla tetralogia cinematografica con un quinto capitolo atteso per il 2019.

Jurassic Park (1993 -): di tutt’altro genere è invece la saga inaugurata negli anni novanta. Come il titolo suggerisce, protagonisti dell’opera sono le creature giurassiche “riprese” dall’omonimo romanzo di Michael Crichton. Definibile come un mix di azione, avventura e fantascienza, il film ha rappresentato per i giovanissimi una fonte di adrenalina e paura difficile da dimenticare. Ha inoltre dato inizio ad una vera e propria “dinomania”, facendo tornare di moda proprio gli animali estinti. Tre Premi Oscar per il sonoro, il montaggio sonoro e per gli effetti speciali.

L’IMPEGNO CIVILE:

Il Colore Viola (1985): tante, abbiamo detto, sono state le aree toccare da Steven Spielberg nel corso della sua brillante carriera. Tra queste, una delle più importanti è stata senza dubbio quella relativa al sociale e ai diritti degli ultimi. In questo film troviamo Whoopi Goldberg impegnata nel ruolo della protagonista, affiancata da Oprah Winfrey, Margaret Avery e Danny Glover. Donne straordinarie, dotate di uno sconfinato coraggio ed una grande profonda voglia di riscatto.

Steven Spielberg

Schindler’s List (1993): un vero e proprio capolavoro che ha visto Liam Neeson impegnato nel ruolo dell’imprenditore da cui prende il nome l’intera opera. Il film ci porta a rivivere la tragedia della Shoah, attraverso sequenze da pelle d’oca. Indimenticabili le uniche eccezioni al bianco e nero che caratterizza l’intera pellicola, ovvero quelle con la bambina col cappotto rosso. Su dodici nomination all’Oscar, ben sette si sono trasformate in statuette conquistate, tra cui quella alla Miglior Regia a Steven Spielberg.

Lincoln (2012): Chiudiamo con un film che torna a trattare il tema della schiavitù. L’opera si sviluppa intorno alla figura di Abraham Lincoln, interpretato in maniera magistrale da Daniel Day-Lewis. La performance, volta a portare sul grande schermo gli ultimi mesi di vita del Presidente statunitense, è valsa all’attore l’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ti potrebbe piacere anche..

News categoria
Leggi ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi