Suspiria, l’attrice Dakota Johnson spiega perché è andata in terapia dopo il film

Dakota johnson Suspiria

Dakota Johnson, una delle attrici del remake di Suspiria, non ha smentito il suo bisogno di andare in terapia dopo le riprese del film di Luca Guadagnino.

Suspiria, una pellicola così disturbante da mandare in terapia l’interprete Dakota Johnson

Un film horror atteso come il remake di Suspiria, classico di Dario Argento, firmato da Luca Guadagnino ha bisogno di crearsi una nomea che vada aldilà dell’intento artistico, che faccia parlare del film. In quest’ottica erano state viste, dai  più maliziosi, le dichiarazioni di una delle attrici Dakota Johnson (50 sfumature di grigio) che aveva ammesso di essere stata costretta a ricorrere ad una psicologa dopo le riprese del film.

Girare Suspiria” aveva detto “mi ha incasinata di brutto e sono dovuta andare in terapia. Stavamo in un albergo abbandonato in cima ad una montagna.” A distanza di mesi e dopo l’anteprima di Suspiria a Venezia, Dakota Johnson torna sulla questione e la chiarisce riportandola in un contesto più normale. I presunti “traumi” psicologici durante le difficili, emozionalmente parlando, riprese sono stati ridotti e l’attrice ha ammesso che non si è trattato di una vera terapia, ma più che altro di una chiacchierata con una brava psicologa.

Dakota ha spiegato che lei ha una personalità “spugnosa” che assorbe molto da chi la circonda, da cosa la circonda e quindi era inevitabile che dopo un film come Suspiria dai toni così oscuri rimanesse in lei un certo malessere, un po’ di quel buio dell’anima. Suspiria ha offerto, sempre stando alle dichiarazioni dell’attrice fatte ai microfoni di Inquirer, anche momenti gioiosi.

La sintesi è che la “leggenda” del film che fa impazzire le attrici e le manda al manicomio rimane tale e Suspiria andrà valutato (gli americani lo potranno fare dal 26 ottobre mentre noi aspetteremo il 2019) non per la sua aurea maledetta, ma per come è riuscito Luca Guadagnino ha riproporre il classico di Dario Argento aggiungendoci la sua personalità registica. Nel film che racconta le vicende di una compagnia di danza colpita da qualcosa di oscuro oltre a Dakota Johnson (una ambiziosa giovane ballerina) ci sono anche, tra gli altri, Tilda Swinton (la direttrice arisica ) e lo psicoterapeuta (Lutz Ebersdorf).

Alcuni saranno sopraffatti dall’incubo, altri invece si sveglieranno. Il film come ha sottolineato la stessa Dakota non lascia indifferenti, e le critiche estreme in positivo e in negativo lo sottolineano, ma non c’è il rischio di finire in terapia.

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