TFF35, recensione Seven Sisters: non bastano le sette gemelle di Noomi Rapace

Seven Sisters Film 2017

Sette gemelle, un solo volto. In “Seven Sisters” di Tommy Wirkola, Noomi Rapace si lancia in una sfida tanto complessa quanto ambiziosa.

“Seven Sisters”, Noomi Rapace dà il volto a sette sorelle gemelle in cerca di libertà

Futuro prossimo. Similmente a Downsizing di Alexander Payne, la terra è sovraffollata e le risorse limitate. I governi sono costretti a trovare soluzioni. Se nel film d’apertura di Venezia74 l’idea era quella di rimpicciolire l’umanità così da abbattere costi e necessità di spazi vitali, in Seven Sisters, settimo lungometraggio del norvegese Tommy Wirkola, i decisori pubblici impongono la legge del figlio unico. Ogni famiglia può dunque essere composta al massimo da tre unità. I figli in soprannumero vengono  “ibernati” in un sonno criogenico con la promessa di essere “scongelati” in un futuro migliore.

A rompere gli schemi è Terrence Settman – un convincente William Dafoe – nonno di sette gemelle, tutte interpretate dalla brava Noomi Rapace in una sfida tanto stimolante quanto complessa. Le sorelle, chiamate come i giorni della settimana, si alternano, ognuna in base al proprio nome e quindi al giorno previsto, nello svolgere quotidianamente le attività di una normale bambina prima e di una donna in carriera poi, celandosi dietro al trucco e alla maschera della fittizia Karen Settman. Soltanto così possono evitare l’arresto o, peggio ancora, l’uccisione.

Tommy Wirkola, regista e sceneggiatore classe ’79, firma un lavoro di fantascienza ambizioso e curioso nella costruzione della premessa. La forza di Seven Sisters risiede invero nel soggetto, nell’idea di partenza, certamente originale e unica nel suo genere. Il potenziale esplosivo del primo blocco dell’opera, tuttavia, si disinnesca negli atti successivi, complice una messa in scena anonima e a tratti rivedibile, e una scrittura – la sceneggiatura è stata curata dal duo Botkin – Williamson e faceva parte della famigerata black list  dei copioni non ancora realizzati ad Hollywood nel 2010 – che intraprende sentieri già battuti ampiamente in altri lavori di genere assai più riusciti.

La forza di “Seven Sisters” risiede nell’idea di partenza, potenzialmente esplosiva

Notevole resta l’interpretazione di Noomi Rapace, costretta a saltare da una maschera all’altra – ognuna delle sette sorelle possiede ovviamente caratteristiche, fattezze e problematiche proprie –, aiutata dal grande lavoro al trucco del maestro Giannetto De Rossi, così come alcune, purtroppo rare, sequenze di significativa potenza.

Nell’insieme, in conclusione, Seven Sisters non riesce a raggiungere la sufficienza, lasciando al pubblico, e forse ai produttori, un unico rammarico: lo stesso materiale (budget, sceneggiatura, cast) affidato a mani diverse – tanto per fare nomi, Andrew Niccol, Terry Gilliam o Neill Blomkamp – a cosa avrebbe portato? Proiettato alla 35esima edizione del Torino Film Festival, il film uscirà nelle sale italiane il 30 novembre 2017 distribuito da Koch Media.

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Federico Mosco

Non essendo capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo, scegliere una cosa, una cosa sola ed essere fedele a quella come a una ragione di vita, scrive di cinema, lavora sui set, ha lavorato in un videonoleggio e odia Luc Besson.

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