The Circle, recensione del film con Tom Hanks ed Emma Watson diretto da James Ponsoldt

The Circle Film

Arriva finalmente nelle sale The Circle, il film tratto dall’omonimo best sellers, con Tom Hanks ed Emma Watson. Alla regia James Ponsoldt.

The Circle, recensione: Un racconto distopico non troppo lontano dalla realtà

Mae Holland è una ragazza piena di sogni e speranze. Ha deciso di convogliarli tutti nel suo nuovo lavoro. È stata da poco assunta da The Circle, il mega colosso di internet che ha monopolizzato il mondo dei social media. Il suo fondatore, Eamon Bailey, è un convinto sostenitore della legge secondo cui la privacy costituisce un reato e un pericolo da cui ogni cittadino si debba proteggere con tutte le sue forze. Anche Mae, che nel frattempo, grazie al suo incredibile talento e al suo impegno eccezionale, è riuscita a fare dei passi da gigantie all’interno dell’azienda, è stata costretta ad aderire alle radicali convinzioni e alle regole ferree dettate da Bailey. Ma presto si renderà conto di quanto possa essere pericoloso concentrare troppo potere nelle mani di un solo uomo.

È ormai da qualche anno che Hollywood ha iniziato a produrre numerosi lungometraggi che si proponessero di focalizzare la delicata questione del rapporto tra la vita pubblica e social e quella personale e privata. Molti sceneggiatori hanno tentato di approfondire il conflitto che inevitabilmente è destinato a scoppiare tra queste due realtà distanti e agli antipodi ma che sono entrambe indissolubilmente legate all’esistenza moderna.

Tra di loro spiccano i lavori di Howard Franklin e Alex Garland che con Synapse ed Ex-Machina sono riusciti a portare sul grande schermo il profondo senso di inquietudine che la guerra per la propria identità personale è in grado di suscitare. I loro soggetti sono permeati da una totale sfiducia nei confronti del nuovo ordine mondiale e degli uomini che lo guidano e soprattutto dai metodi fascisti che questa nuova classe dirigente è disposta a usare pur di ottenere i suoi obiettivi. Il regista James Ponsoldt e l’autore Dave Eggers con The Circle decidono di proseguire sullo stesso cammino ma riescono ad approfondire l’analisi fino a un livello mai raggiunto prima.

The Circle è un film che, nonostante qualche evidente difetto, riesce a conquistare l’attenzione dello spettatore. Sebbene sia ambientato in una società futuribile e distopica, ha il coraggio di affrontare temi molto attuali e la cui rilevanza diventerà sempre più centrale e fondamentale soprattutto per le generazioni a venire. Qualora fosse lasciato in balia di folli e perverse derive totalitarie, il mondo contemporaneo finirebbe per cadere nel baratro prospettato dalla pellicola diretta da James Ponsoldt, sarebbe forzato a mutare lentamente e inesorabilmente verrebbe plasmato a immagine e somiglianza dei suoi nuovi leader.

Questi moderni dittatori hanno avuto l’astuzia di intuire che la politica e la religione sono divenute, ormai, dei mezzi obsoleti per controllare le masse. Per ammansirle e dominarle bisogna cercare di vendere loro sogni, speranze e ideali e dar loro l’illusione di poterli raggiungere. Saranno disposti a rinunciare a tutto, anche a ciò che hanno di più prezioso, persino alla loro privacy e alla loro identità, pur di ottenere un solo briciolo di quella tanto agognata quanto impossibile felicità.

La mega compagnia The Circle, creata dalla mente dello scrittore Dave Eggers, ricorda da vicino la Evil Corp della bellissima serie-tv Mr. Robot. È un coacervo di minacce alla libertà personale di ogni individuo in cui confluisce quanto di più invadente e pericoloso ci sia nei maggiori social network e nelle grandi multinazionali. Le similitudini con Facebook, Google e soprattutto con Apple sono tante ed evidenti. Nello stesso modo il suo indiscusso vate Eamon Bailey è la sintesi ideale, l’incarnazione ultima, la fusione perfetta tra Mark Zuckerberg e Steve Jobs. Tom Hanks ci regala la solita, solida e convincente interpretazione.

Fino alla fine del film non si riesce a capire che cosa si nasconda davvero dietro l’impenetrabile sguardo del suo personaggio, quali siano le reali intenzioni che lo animano o le emozioni che lo spingano ad agire. Purtroppo, la straordinaria bravura del 2 volte premio Oscar finisce per stritolare la performance della sua compagna di cast Emma Watson. Le piccole lacune nelle doti d’attrice della giovane britannica nata a Parigi nel 1990, si accentuano e risultano più evidenti se vengono messe a confronto con quelle di un caratterista navigato come Hanks. Per tentare di non sfigurare in una maniera tanto palese, avrebbe dovuto tentare di fare a meno delle espressioni che, da quando ha impersonato Hermione Granger nella saga di Harry Potter, sono diventate più un difetto congenito che un marchio di fabbrica. La sua bellezza e il suo fascino non si discutono ma per ruoli come questi davvero non sono sufficienti.

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Roberto Carrubba

Nerd milanese divora film, serie-tv e comics senza esserne mai sazio. Speaker radiofonico, amante della musica Heavy Metal adora leggere Shakespeare. In pratica un ossimoro vivente.

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