The Crow e soci: i giustizieri dark del cinema

The Crow: tra i giustizieri dark più celebri della settima arte

Chi è il giustiziere? Colui che in maniera drastica, interviene quando le forze dell’ordine non riescono a farsi rispettare, quando i criminali sfuggono al loro controllo, in sostanza quando la legge fallisce. Il giustiziere riporta l’ordine dopo il caos, la quiete dopo la tempesta, e noi non potevamo che iniziare questa rassegna, con l’indimenticabile musicista rock Eric Draven, alias The Crow.

The Crow

Vittime…Non lo siamo tutti?… Voglio che dici a quei bastardi, che la morte farà loro visita, stanotte. E dì loro che Eric Draven gli manda i suoi saluti… Era già in una fossa… Nel momento in cui l’ha toccata… Sono tutti morti… Solo che ancora non lo sanno… Ho qualcosa da regalarti, qualcosa che non voglio più… Trenta ore di sofferenze! Tutte insieme! Tutte per te!…“.

Tratto dal fumetto dark di James O’Barr, scritto e disegnato al termine degli anni’80, il film The Crow (1994), diretto dal visionario regista Alex Proyas, ed interpretato magnificamente dal bello, talentuoso e compianto attore Brandon Lee, deceduto durante le riprese, fu un vero e proprio successo di pubblico. The Crow è un cult impossibile da dimenticare, per tutta una serie di motivi, tra i quali il grande amore, che riesce a sconfiggere la morte, la sete di giustizia per il barbaro assassinio di una coppia di fidanzati, per mano di una banda di balordi, e il compimento della vendetta nei riguardi di questi ultimi, che da carnefici diventano vittime, facendo trionfare così il bene sul male.

The Crow, soprabito di pelle nero con pantaloni e anfibi abbinati, chitarra elettrica a tracolla e lunghi capelli scuri, è un giustiziere decisamente fuori dall’ordinario, ma appena compare sugli schermi cinematografici di tutto il mondo, con quella sua faccia da Pierrot, capace di incarnare allo stesso tempo dolore, ironia e disperazione, è subito colpo di fulmine allo stato puro.

Guidato da un corvo, che ad un anno esatto dalla sua tragica scomparsa, lo riporta nel mondo dei vivi, Eric Draven avvia la sua feroce azione punitiva, per rimettere ogni cosa al suo posto, e riunirsi con la sua amata Shelly Webster per sempre.

The Crow e la sua forma di giustizia

Dopo la sua resurrezione, The Crow ha un solo obiettivo, cioè scovare uno ad uno i responsabili della mattanza perpetrata a suo danno, ma soprattutto a quello della ragazza con la quale sarebbe dovuto convolare a nozze. I due infatti, avevano programmato di sposarsi nell’infernale notte di Halloween, ma un criminale senza scrupoli che risponde al nome di Top Dollar, ha irrimediabilmente impedito il coronamento del loro sogno, ponendo fine alle loro giovani e felici vite.

Furioso per aver scoperto in che modo lui e Shelly sono stati uccisi, e sicuro di sé in quanto protetto dal potere del corvo, Eric Draven, assurto come angelo della morte senza alcuna forma di pietà, ricerca senza sosta i suoi aguzzini. Aiutato da strazianti e struggenti ricordi, che piano piano si fanno largo nella sua mente, e sconvolto da lacrime amare che irrefrenabili solcano il suo viso, rivede le fisionomie dei componenti di quella maledetta banda, e decide che è giunta l’ora della sua rivincita, ripagandoli con la stessa moneta.

In balìa di coltelli, siringhe e fuoco, e accompagnato da una colonna sonora da urlo, primo fra tutti, il brano dei Cure intitolato Burn, The Crow fa scempio dei loro inutili corpi e anime perdute, tenendo per ultimo il loro capo, Top Dollar, reo non solo di essere il mandante del suo omicidio e di quello di Shelly, ma anche di aver rapito e messo in pericolo di vita, la ragazzina loro amica chiamata Sarah.

Infine, epocale nella pellicola in questione, è proprio il duello finale tra Eric Draven e Top Dollar, eroe ed anti-eroe che sotto una pioggia incessante, si sfidano a suon di spada sul tetto di una chiesa gotica, con tanto di guglie appuntite, fulmini e profonda oscurità. Naturalmente, The Crow ha la meglio, salvando Sarah e ricongiungendosi con l’innamorata Shelly. Qui sotto uno dei video dedicati al film dei film :

The Darkman

Io sono tutti gli uomini, e nessuno. Sono dappertutto, e in nessun luogo. Io… Sono… Darkman.“.

Come The Crow, altro godibile cult, questa volta datato 1990, è The Darkman, il cui regista è il grande Sam Raimi del mitico Evil Dead, o se preferite, La Casa, e l’attore protagonista è Liam Neeson. Il film racconta la storia del brillante scienziato Peyton Westlake, che è ad un passo dal fare una scoperta sensazionale, che rivoluzionerà non poco la medicina moderna. Si tratterebbe infatti, della realizzazione tramite stampante 3D, di una pelle sintetica capace di aderire ad un corpo ustionato gravemente, e coprire con estrema efficacia i danni epidermici più complicati. Peccato che il campione creato abbia una resistenza di meno di 100 minuti, e quindi ancora lontano da una rigenerazione perfetta.

Come se non bastasse, sulla sua strada giunge un pericoloso gangster, Robert G. Durant, che per colpa di alcuni documenti scottanti in possesso della sua fidanzata avvocato, finisce per torturarlo, sfigurarlo e farlo saltare in aria insieme al suo laboratorio. Da qui, muore il vecchio Peyton Westlake, e inizia a vivere il giustiziere pazzo The Darkman.

La trasformazione in The Darkman

Soccorso da un’equipe di rivoluzionari dottori, The Darkman viene sottoposto ad una procedura innovativa, consistente nella rimozione chirurgica di una porzione di sistema nervoso, artefice della percezione del dolore. Successivamente, come effetto collaterale, subisce un incremento dell’adrenalina nel corpo, che migliora notevolmente la sua forza fisica, difettandolo però con qualche problemino a livello psichico.

Peyton/The Darkman è un uomo con un trascorso colmo di soddisfazione, che all’improvviso perde tutto a causa di un incidente infausto, procuratogli dalla cattiveria umana. E proprio quest’ultima, sarà la spinta propulsiva che utilizzerà, per cercare di riappropriarsi di ciò che era suo, come la formula della pelle sintetica, poter riavere il suo viso, tornare con la sua ragazza, e riconquistare la normalità perduta. A conti fatti però, niente sarà più come prima, e allora The Darkman, grazie alla sua straordinaria invenzione, con la quale potrà trasformarsi in tutte le persone che desidera, compreso il gangster e i suoi scagnozzi, si abbandonerà all’ira più funesta, portando a compimento la sua vendetta.

The Punisher

Se vuoi la pace, prepara la guerra… In alcune situazioni estreme, la legge è inadeguata. Per porre rimedio alla sua inadeguatezza, è necessario agire al di fuori della legge. Questa non è una vendetta. La vendetta non è un motivo valido, è una risposta emotiva. No, non vendetta… Punizione!… Te ne vai? Sì, ho molto lavoro… Leggi bene i giornali e te ne accorgerai. Quale sezione? Sempre i necrologi… Frank Castle è morto. Chiamatemi… The Punisher!“.

E così, dagli anni ’90 di The Crow e The Darkman, passiamo velocemente agli albori del nuovo millennio, ritrovandoci nel 2004 di The Punisher di Jonathan Hensleigh. Adattamento cinematografico di un famoso fumetto della Marvel Comics, con protagonista l’agente dell’FBI ed ex operativo Delta Force Frank Castle (Thomas Jane), questo adrenalinico lungometraggio rappresenta l’esaltazione, di una giustizia/vendetta personale senza tanti complimenti e inutili attese burocratiche.

Infatti, Frank, dall’integerrimo passato militare, ha una famiglia che lo ama, la quale viene crudelmente assassinata dal potente boss Howard Saint (John Travolta). Quest’ultimo, furioso con Castle, per avergli ucciso il figlio maggiore durante una missione sotto copertura, subisce però a sua volta l’ira di The Punisher. Unico sopravvissuto al mortale agguato, a Frank non rimarrà altro da fare che castigare severamente i responsabili, placando purtroppo solo momentaneamente il suo dolore e la sua individuale sete di giustizia.

Analisi del personaggio di The Punisher

Frank Castle/The Punisher, che con The Crow, ha in comune l’accensione sulla strada, del proprio totem vendicatore infuocato, un teschio il primo, un corvo il secondo, è male personificato senza più redenzione. É un uomo che in memoria dei suoi cari, impiega svariate conoscenze belliche e di attacco e difesa, riuscendo a stanare criminali incalliti ad ogni angolo del globo.

Castle è uno stratega con capacità tattiche eccezionali, e specializzato in operazioni clandestine, utilizzo di armi da fuoco specialistiche, infiltrazione in strutture e territori nemici super sorvegliati. Eccelle come assassino, torturatore e rapitore, nonché nel combattimento corpo a corpo, in differenti forme di arti marziali, e nel confezionamento di ordigni esplosivi improvvisati. Infine, la sua soglia del dolore è piuttosto elevata, consentendogli di sfiancare per sfinimento, anche il nemico più agguerrito.

V per Vendetta

C’è molto più della carne dietro questa maschera. C’è un’idea, e le idee sono a prova di proiettile… Le parole non perderanno mai il loro potere. Esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione… Se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato… Non sono qui per quello che speravi di fare, sono qui per quello che hai fatto… Voi avete la speranza, che quando le vostre pistole saranno scariche, non sarò più in piedi, sennò sarete tutti morti prima di aver ricaricato…“.

Siamo adesso nel 2005 di V per Vendetta di James McTeigue, con protagonisti gli attori Hugo Weaving (V) e Natalie Portman (Evey Hammond). Sembrano trascorsi anni luce dal capostipite dei vendicatori/giustizieri chiamato The Crow, invece è facile accorgersi, che nonostante la chiusura del ventesimo secolo, gli ideali di quella figura leggendaria, per chi la custodisce ancora nella mente e nel cuore, sono continuamente vivi.

La pellicola, tratta dal romanzo grafico omonimo di Alan Moore, è ambientata in un Regno Unito distopico, dove domina uno sfrenato regime totalitaristico e militarizzato, guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler. Vi si oppone con ferrea determinazione, un misterioso individuo vestito di scuro di nome V, un rivoluzionario con il volto sempre coperto dalla maschera del cospiratore Guy Fawkes. Costui, divenne noto il 5 novembre del 1605, per aver complottato contro il re protestante Giacomo I d’Inghilterra nella cosiddetta “congiura delle polveri”. Fawkes, tentò di far esplodere la Camera dei Lord a Londra, ma il tutto si risolse in un fallimento. A V per Vendetta invece, la sua musicale ed esplosiva rappresaglia, cioè la distruzione del Parlamento inglese, riuscì alla perfezione.

Il mito eroico ed anarchico di V per Vendetta

Subito dopo un’icona di culto come The Crow, V per Vendetta raccoglie lo scettro, di personalità emblematica della giustizia per niente fine a se stessa, ma esercitata a favore e a difesa dell’intera collettività. Imprigionato da un governo oppressore, fotocopia di quello hitleriano, e nonostante il corpo orribilmente ustionato a causa di un incendio, V riesce ad evadere dalla cella assegnatagli.

Con le stupefacenti abilità acquisite durante la detenzione, come forza fisica, agilità, velocità e intelligenza sopraffine, l’uomo metterà in atto la sua vendetta contro il dittatore e i suoi sottoposti, in nome dell’onestà e della libertà.

Abile hacker e spadaccino, in grado di resistere a ferite multiple da arma da fuoco, a cadute da altezze estreme, e a conoscenza delle nobili arti marziali, nonché a maneggiare con destrezza esplosivi, pistole e coltelli, V è e rimarrà per sempre l’eroe del popolo, e della generazione che ha smesso di piegare la testa e stare zitta, di fronte al corrotto potere oligarchico. Qui sotto una delle ultime scene del film:

Ghost Rider

L’inferno è solo l’inizio… Troppi peccatori inquinano questo mondo… Rabbia e vendetta sono l’unico rimedio all’ingiustizia. Il perdono è un’utopia persa ormai da tempo… Guardami dritto negli occhi! La tua anima è macchiata del sangue di innocenti. Senti il loro dolore…“.

Da The Crow, passiamo ad un altro speciale esempio di giustiziere senza macchia e senza paura, capace di sfidare anche il Diavolo in persona. Stiamo parlando di Ghost Rider, appunto cacciatore di taglie personale del Demonio, incaricato di raccogliere le anime dannate, in sella ad una rombante motocicletta infuocata. Film del 2007 con protagonista Nicholas Cage e diretto dal regista Mark Steven Johnson, è basato sul personaggio dei fumetti della Marvel Comics creato da Roy Thomas.

Johnny Blaze è diventato famoso insieme al padre Barton, per essere un asso delle due ruote. Ben presto però, al prode genitore viene diagnosticato un male incurabile, e il ragazzo non sa come comportarsi. In suo soccorso, giunge Lucifero, anzi per essere più precisi Mefistofele, che gli propone un patto. Johnny accetta di offrire la propria anima per la vita del padre, che guarisce ma muore ugualmente durante una competizione motociclistica. Tradito e incastrato dal demone, Blaze decide di servirlo, per poi al momento opportuno fargliela pagare molto cara. Il suo obiettivo, alla fine di tutto, sarà quello di liberarsi dalla maledizione, vendicandosi del suo infernale capo.

Johnny Blaze e l’alter ego Ghost Rider

Johnny Blaze è uno stuntman motociclista, che per difendere gli innocenti, assume l’aspetto dello Spirito della Vendetta chiamato Zarathos, e di conseguenza del Ghost Rider. Il suo potere è quello di controllare il fuoco satanico, ed infliggere dolore ai delinquenti con lo “Sguardo di Penitenza”, lacerando loro l’anima nera.

Ghost Rider è un essere scheletrico dal teschio fiammeggiante, in grado di lanciare palle di fuoco dalle mani. Totalmente invulnerabile agli attacchi fisici, può dare fuoco a cose e persone con la forza della mente, e la sua arma distintiva è una catena infernale che può allungare senza limite, usare come lancia e scomporre in tanti anelli. Infine, il mezzo di trasporto del Ghost Rider può muoversi anche senza conducente, essere controllata a distanza, percorrere superfici liquide o verticali, volare, viaggiare fra i vari piani dimensionali e, quando si sposta a grande velocità, bruciare o fare esplodere tutto ciò che incontra sul suo cammino. Eccovi il trailer del film:

John Wick

Tutti mi chiedono se sono tornato, e io non sapevo cosa rispondere ma… Sì, penso di essere tornato!… Lui non è esattamente l’uomo nero. Lui è quello che mandi ad uccidere l’uomo nero… Non è ciò che hai fatto figliolo, ma a chi l’hai fatto. Parli di quella nullità? Quella nullità…è John Wick…“.

Chiudiamo il cerchio dei vendicatori/giustizieri iniziato con The Crow, ricordando il killer a pagamento John Wick, film del 2014 diretto da Chad Stahelski e David Leitch, e interpretato da Keanu Reeves. Successivamente alla scomparsa della moglie dovuta ad un tumore, e per la quale lo spietato assassino John Wick aveva deciso di abbandonare il suo pericoloso mestiere, all’uomo non resta che tornare in azione. Il motivo è legato ad un brutale pestaggio ai suoi danni, organizzato da Yosef Tarasov, figlio di Viggo, autorevole boss russo. Il ragazzo, infatti, era interessato alla compravendita della sua Ford Mustang, vista presso una pompa di benzina, ma John non ha acconsentito, firmando la sua tentata condanna a morte.

Inoltre, la vendetta di John Wick è ancora più sanguinaria, in quanto durante la feroce aggressione, Yosef Tarasov gli uccide la cagnolina di razza beagle, ultimo affettuoso regalo dell’amata consorte. Da questo punto in avanti, la narrazione è tutta improntata al recupero delle forze di John, e al suo micidiale regolamento di conti.

Dietro le quinte di John Wick

I registi e stuntmen Chad Stahelski e David Leitch, attraverso grandiose coreografie, strizzano l’occhio a John Woo, unendo sapientemente sequenze con armi da fuoco e arti marziali. John Wick è un action thriller/noir moderno, che riprende con rinnovato vigore, le caratteristiche artistico/creative peculiari dei fumetti, anime e videogames di ultima generazione. Concludendo, John Wick è puro cinema di genere.

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