The Dreamers: il film che ragiona sull’inconsistenza degli ideali

The dreamers-Eva Green-Bertolucci

Per celebrare la morte dello storico regista Bernardo Bertolucci, ricordiamo le scene più significative di uno dei suoi film più controversi, il lavoro che ha lanciato Eva Green come femme fatale del cinema alternativo: il tanto discusso The Dreamers.

The Dreamers, la parabola discendente di due inetti intellettuali

Per i dibattiti e le riflessioni suscitati, il lungometraggio The dreamers è, a tutt’oggi, uno dei lavori più discussi e provocatori del regista Bernardo Bertolucci, autore tra i più rappresentativi della nostra penisola, unico ad aver vinto il premio Oscar alla regia. Per celebrare il genio di questo grande maestro italiano, spentosi poche ore fa all’età di 77 anni, ricordiamo alcune delle scene più significative del lavoro che, per le sue nostalgie sessantottine, e la sua esaltazione dello spirito libero e creativo dell’adolescenza, ha fatto innamorare le vecchie come le nuove generazioni.

The dreamers prende, in realtà, vita da un racconto, The holy innocents, dello scrittore scozzese Gilbert Adair, il quale ha anche collaborato alla sceneggiatura; l’opera si dispiega in una trama fatta di perversioni, provocazioni e feroci giochi erotici, ma anche di riflessioni, citazioni, ideologie ed elucubrazioni esistenziali.

The dreamers racconta la storia dello studente americano Matthew, trasferitosi a Parigi per imparare il francese. Non conoscendo benissimo la lingua, Matthew riscontra, sin da subito, delle enormi difficoltà a relazionarsi, ma riesce in qualche modo ad appianarle rifugiandosi nel mondo del cinema, alle cui proiezioni si reca praticamente ogni giorno.

Proprio qui, durante l’occupazione del Cinémathèque Francaise, al principio dei moti studenteschi del sessantotto, Giorgio conosce Isabelle, interpretata da una perfetta e maliziosa Eva Green, e il suo fratello gemello Theo. Due ragazzi interessanti, e dalle personalità trascinanti e intellettuali, ma legati l’uno all’altra da un rapporto perverso, fatto di giochi psicologici, incesti e morbose perversioni.

The Dreamers Bernardo Bertolucci

Matthew si ritroverà invischiato nelle dinamiche lascive del loro rapporto; innamorato profondamente di Isabelle, tenterà di districarla dal legame psicologico che la tiene completamente sotto il giogo incestuoso di Theo; ma non sarà facile e, alla fine, Matthew dovrà completamente rinunciarvi, accettare di vivere una vita lontana da loro, due personaggi le cui dissolutezze hanno sconvolto e traumatizzato non poco l’esistenza di Matthew.

Pochi sanno che, per la parte dello studente americano Matthew, erano stati ingaggiati inizialmente gli attori Jake Gyllenhaal e Leonardo di Caprio. Entrambi, però, vi avevano rinunciato: il primo per l’abbondanza di scene di sesso; il secondo perché era già impegnato per il film The aviator (2004).

Le scene di sesso che costellano la vita dei due gemelli, Isabelle e Theo, sono infatti esplicite e gangantuesche, mostrate allo spettatore con un’intimità e una spontaneità tale da farlo sentire veramente a disagio.

Nella sceneggiatura originale, secondo alcune voci, queste scene sarebbero state ancora più eccessive e prorompenti, comprendendo anche delle sequenze di amore omosessuale tra Theo e Matthew. Talune indiscrezioni sostengono che certe sequenze siano state girate e poi successivamente tagliate; sia Michael Pitt che Bertolucci, però, negano che questa cosa sia mai capitata.

Le scene di sesso si dipanano in un affascinante caleidoscopio pieno di rimandi vintage rivolti sia all’universo cinematografico – le citazioni ai classici del cinema sono davvero sconfinate, alcune esplicite, altre più sottili, e vanno dai film Chaplin e Marlene Dietrich, per arrivare a James Dean e al suo Gioventù bruciata (1955) – che all’universo musicale, ideologico e culturale, con musiche dei Doors, di Jimi Hendrix, Bob Dylan e Janis Joplin, pezzi storici della musica francese come La mer di Trenet e Piaf, ma anche discussioni su Mao, su Dio, sull’esistenzialismo e sull’amore.

Il risultato è che The dreamers getta un sacco di carne al fuoco, soprattutto in senso intellettuale, in un’operazione nostalgia, svolta in modo molto sincero dal regista Bertolucci, della rivoluzione ideologica e sessuale del sessantotto; permeato da un’atmosfera decadente, bohémien e, a tratti, soprattutto nelle discussioni in cui si parla dell’importanza di Mao, mentre fuori imperversa il sessantotto, decisamente radical chic.

Un’operazione che, come prevedibile, ha diviso pubblico e critica tra un’ala di persone che osannavano The dreamers e che gridano, ancora, al capolavoro, e un’ala di detrattori che lo considerano un prodotto dimenticabile.

Le cinque scene che più rivelano le personalità dei gemelli

In questi anni, The dreamers è stato sezionato e sviscerato in modo minuzioso e ossessivo, tanto che non vi è una scena e un dialogo che qualcuno non abbia già stampati perfettamente in mente.

In questo spazio tenteremo, però, un’operazione inedita di revisione di alcune scene significative, in una prospettiva di analisi del rapporto e della personalità dei due gemelli e, in generale, dell’intero significato del film.

1 L’incontro

La prima scena di The dreamers da ricordare è certamente quella in cui lo studente Matthew conosce Isabelle, durante l’occupazione del Cinémathèque Francaise.

Isabelle si finge incatenata saldamente al cancello dell’edifico, quasi tenuta prigioniera da un nemico invisibile, e chiede a Matthew di sfilarle la sigaretta dalle labbra. Poco dopo, arriva il fratello Theo e, senza nemmeno presentarsi, interroga Matthew, con aria altezzosa, sui suoi gusti cinematografici, facendogli domande su Nicholas Ray.I due gemelli si presentano, sin dall’inizio, come degli eroi alternativi e intellettuali, circondati da un’aura magica e divina, dediti all’azione politica, e interessati all’impegno sociale

The Dreamers Bernardo Bertolucci

 

2 Una poesia è una petizione

A insistere ancora su questo aspetto rivoluzionario dei due gemelli è la scena del dialogo a tavola con i genitori, con Matthew ospite a casa loro. Il padre, poeta francese di successo, cerca di deriderli circa il fatto che l’azione sociale rivoluzionaria possa veramente cambiare il mondo, mentre il figlio Theo replica, accusandolo di essere un disfattista.

In questo dialogo, tuttavia, è presente anche una piccola anticipazione in merito alla personalità dei due gemelli: laddove il padre dice loro che “Prima di poter cambiare il mondo, devono rendersi conto che loro stessi fanno parte del mondo”, anticipando, in questo modo, lo stato di arroganza e inettitudine intellettuale dei due gemelli.

Solo quando si è veramente consapevoli di se stessi, infatti, la propria azione assume veramente un valore nel mondo. Il padre non ha mai firmato alcuna petizione, eppure i suoi versi più famosi recitano “Una poesia è una petizione, e una petizione è una poesia”, indicando come il poeta possa cambiare gli eventi solo attraverso le sue parole consapevoli.

3 Armonia cosmica

Al contrario del gemelli, Matthew viene invece presentato come una persona consapevole di essere parte di un tutto, e questo lo vediamo nel discorso che fa a tavola, che suscita l’ammirazione del padre dei due ragazzi, in cui riesce a trovare un’armonia segreta di forme e colori, semplicemente partendo da un accendino.

4 incesto

Una delle scene più belle di The dreamers è forse quella in cui, pretendendo una dimostrazione d’amore, i due gemelli chiedono a Matthew di farsi radere il pube. In quel momento, l’americano acquista finalmente consapevolezza di tutto, e dice loro che vorrebbe che loro avessero il potere di osservarsi da fuori, per capire che sono legati morbosamente l’uno e all’altra, e che, così facendo, non potranno mai crescere.

5 Maggio francese

Impossibile non citare l’epilogo di The dreamers, dove in un moto di impulsiva violenza, i due gemelli si lasciano trascinare dal turbinare confuso del Maggio francese, ma senza prenderne consapevolezza, esattamente ciò che gli rimproverava il padre. A questo punto, dopo aver tentato di dissuaderli, Matthew si rende definitivamente conto di essere come loro.

The Dreamers Bernardo Bertolucci

Al di là del linguaggio eccessivo e provocatorio, quindi, The dreamers è forse uno dei film più profondi e originali mai concepiti, la parabola discendente di due giovani che hanno la rivoluzione dentro, ma che non hanno la forza né la consapevolezza di realizzarla in modo maturo, perfetta per ricordare il genio di Bernardo Bertolucci.

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