The End? L’Inferno Fuori: la recensione dello zombie movie italiano

the end? l'inferno fuori 2018

Il cinema italiano “azzarda” ispirandosi agli zombie movies d’oltreoceano grazie a The end? L’inferno fuori, film di Daniele Misischia con Alessandro Roja , in uscita il 14 agosto.

La claustrofobia di The end? L’inferno fuori e la ricerca di sé stessi

Claudio, un uomo d’affari cinico e narcisista che è nato, vive ed opera in una Roma sull’orlo della follia e del collasso, nel suo giorno più importante rimane bloccato nell’ascensore dell’ufficio in cui lavora. Cercando in tutti i modi di risolvere l’intoppo e di portare a termine l’incontro che rappresenta una svolta nella sua carriera, si rende man mano conto che quell’ascensore sarà la sua salvezza. Questo perché nella città eterna è esplosa un’epidemia: un virus che sta infettando le persone, rendendole quasi degli zombie alla ricerca di carne umana, si sta diffondendo a macchia d’olio.

Questa è la base di un gioiello nostrano, The End? L’inferno fuori di Daniele Misischia, che è in realtà un viaggio che noi spettatori affrontiamo insieme al protagonista, interpretato da un grandioso Alessandro Roja (Romanzo criminale – La serie). L’uomo si presenta alla costante ricerca di sé stesso, dopo aver perso, in un attimo, tutto quello che in realtà stava già perdendo a causa sua, soprattutto nella sfera privata, ignorando e tradendo la moglie, interpretata dalla sola voce di Carolina Crescentini.

Non sono un brav’uomo“, dice Claudio ad un poliziotto che ha provato a salvarlo e che, in quel momento, condivide con lui l’ascensore. Questa frase rappresenta il punto culminante della presa di consapevolezza delle proprie azioni prima della fine, la quale rappresenta solo un nuovo inizio (eloquente in questo senso, il punto interrogativo nel titolo). Solo un evento improvviso e di enorme portata riesce a sconvolgere un uomo e una città intera nel profondo, portandolo ad un cambiamento positivo.

Una lotta continua per la normalità, per una quadratura della situazione e della propria vita, attraverso un’escalation di eventi e vicissitudini spesso anche traumatiche. Il tutto vissuto attraverso la feritoia delle due ante bloccate dell’ascensore, in questo zombie movie nel quale la parola zombie non viene mai pronunciata. Probabilmente per incredulità dei personaggi, che non riescono ad accettare mai fino in fondo la situazione, ma anche per coscienza del regista che conosce la differenza tra zombie (non morti) e infetti, spesso ignorata.

Una Roma silenziosa è comunque protagonista, mostrata all’inizio e alla fine di questa storia, con qualche breve passaggio realizzato in time lapse. Una città, la capitale d’Italia, sull’orlo della follia che, anche se mostrata senza effetti speciali, risulta purtroppo perfetta per uno zombie movie. Questa Roma ci viene subito presentata nel suo traffico ormai caratteristico, composto da macchine guidate da “zombie” che tra poco lo diventeranno davvero, fino ad arrivare ad essere una città desolata, sporca e ma mai del tutto morta.

Una regia attenta ai dettagli, che attanaglia l’unico protagonista per tutto il film, il quale rimane comunque rinchiuso e bloccato nelle piccole 4 mura metalliche di un ascensore a metà tra una tomba e un’ancora di salvezza. Un’opera, questa, cinefila e citazionista, viaggiando dal maestro George Romero (con un finale che per poco non è un omaggio ad uno dei suoi capolavori) a Edgar Wright, passando per Buried di Rodrigo Cortéz e Piano 17 dei Manetti Bros, qui produttori e alle prese con il primo progetto della loro nuova casa di produzione, la Mompracem, piacevole riferimento all’isola di Sandokan nata dalla penna di Emilio Salgari. A quanto hanno rivelato, il loro intento è quello di creare un qualcosa che dia voce a ciò che in Italia non ne ha, lottando contro pirati e chi per loro. Se questo è l’inizio, non vediamo l’ora di vedere il loro prossimo progetto.

La claustrofobia dell’ascensore dilata lo spazio e il tempo di questo film che, seppur nei suoi difetti, rimane un’opera di grande valore che consigliamo caldamente di andare a vedere in sala al cinema quando uscirà in tutta Italia il 14 agosto.

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