The Equalizer 2, recensione del nuovo film con Denzel Washington

The Equalizer 2 2018

Torna sul grande schermo The Equalizer, sequel dell’omonimo film del 2014, e che vede riunita la coppia composta da Denzel Washington e il regista Antoine Fuqua.

The Equalizer 2 e la ricerca del tempo perduto

“La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. È questo l’ultimo dei 100 titoli che rimane da leggere a Robert McCall (portato sullo schermo per la seconda volta da Denzel Washington, alla sua prima esperienza con un sequel) . Non sarà lui però a ricercare il suo passato, ma quest’ ultimo a rincorrerlo. Ritroviamo Robert McCall autista privato per le strade di Boston che seleziona fra i suoi clienti le vittime e i carnefici con i quali pareggiare i conti, nella sua personale rielaborazione del supereroe che veste sempre abiti comuni e sfrutta strumenti di uso quotidiano. La sua seppur peculiare routine viene interrotta da un volto del passato, quello di Melissa Leo, la sua collega alla CIA Susan Plummer  già vista nel primo capitolo e successivamente dalla new entry Pedro Pascal, sempre nei panni di un ex partner.

… la riscoperta del tempo perduto

Il film di Fuqua (alla sua quarta collaborazione con Washington) procede con difficoltà quando si sposta verso i plot secondari, che formano nodi superflui in una trama che mantiene invece un ritmo sostenuto quando si dedica alla parte centrale della storia, fatta di scontri con i demoni della vita passata e incontri con i ricordi di quel tempo felice trascorso insieme alla moglie e ormai perduto. C’ è una tempesta in arrivo sulle coste nord orientali degli Stati Uniti e Washington sarà parte integrante e complice di essa.

Come firma del suo modus operandi si passa dallo sfruttare oggetti per la cura della casa del Mart di The Equalizer del 2014, allo sfruttamento tattico e ingegnoso, come fosse un novello Nettuno (con una presenza scenica potente come quella di un dio), degli elementi della natura. Pioggia scrosciante, raffiche di vento che vanificano quelle di proiettili, il mare in tempesta sono sia alleati di Robert McCall, che manifestazione allegorica di un animo in collera, che anela la quiete, che cerca facendo il “benefattore” per i più deboli di tenere a bada quel senso montante di ingiustizia che gli ha portato via la donna amata e ha reso la sua esistenza squilibrata.

… l’incontro con il tempo perduto

The Equalizer 2 rimane un film non indimenticabile, la cui sceneggiatura risulta a tratti confusa, ma che trova nella commistione organica fra emotività e ambiente il suo punto di forza. La regia di Antoine Fuqua fonda nelle sequenze costiere il ritmo giusto e il modo più degno di inquadrare Denzel in azione, così come nei pochi momenti statici di quiete che precedono la tempesta. La ricerca del tempo perduto per Robert McCall sarà forzata e porterà a vivere lutti passati e nuovi, ma sarà anche la via per rielaborare, (a volte in senso stretto), il proprio amaro passato, di  ripercorrere sentieri un tempo familiari e luoghi che profumano di casa quanto di salsedine, nel tentativo di trovare un equilibrio anche personale ed interiore.

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