The Favourite, recensione del film con Emma Stone e Rachel Weisz

The Favourite

Yorgos Lanthimos ha presentato al Festival di Venezia The Favourite: siamo nell’Inghilterra settecentesca che vedrà in scena tre donne e la loro brama di potere e amore.

The Favourite porta sul grande schermo una storia esilarante e disturbante

The Favourite, l’ultimo capolavoro diretto da Yorgos Lanthimos, si aggiudica il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria alla 75esima Mostra del cinema di Venezia, superato da Roma di Alfonso Cuarón che invece ha conquistato il Leone d’Oro.

Per il regista ellenico è un periodo molto fruttuoso, dopo pochi mesi dall’uscita nelle sale italiane de Il sacrificio del cervo sacro arriva in laguna presentando una sorta di dramedy ambientato nei primi decenni del Settecento durante la guerra fra Inghilterra e Francia.

Stavolta non a caso, fra i due film vincitori del leone c’è una grande similitudine, il tema centrale del femminismo; anche qui in fatti le protagoniste sono tre donne e il loro stravagante e malato rapporto. A capo dell’Inghilterra abbiamo la regina Anna (Olivia Colman) una queen anticonvenzionale, quasi inferma, capricciosa e infantile; ha perso diciassette figli e li rimpiazza con altrettanti coniglietti che però non sono sufficienti a sopperire la sua mancanza d’amore, per questo ci penserà Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz), dama di compagnia della regina la quale si occupa anche delle decisioni governative.

Il rapporto che lega Anna e Sarah è controverso, oltre alla relazione sessuale c’è un forte gioco di potere e dominanza; la regina sa di non avere voce in capitolo e di delegare tutto alla sua dama eppure le va bene così perché l’affetto che nutre e con il quale viene ricambiata è più forte della brama di potere politico. A intaccare questa convivenza subentra una ragazza apparentemente sempliciotta che reclama le sue origine aristocratiche, Abigail Masham, interpretata da una magistrale Emma Stone, con furbizia e un pizzico di cattiveria di troppo tenta a tutti i costi di surclassare Lady Sarah e conquistare il posto della Favorita.

L’interpretazione di Olivia Colman, Rachel Weisz ed Emma Stone è indubbiamente uno dei punti di forza del film, non a caso la Coppa Volpi come miglior attrice è stata aggiudicata proprio ad Olivia. Le tre attrici hanno saputo rendere perfettamente credibile e divertente la sceneggiatura improntata su uno humor inglese che faceva sorridere spessissimo il pubblico in sala. Non si tratta però di una mera commedia, perché alla fine da ridere c’è ben poco, lo spettatore viene assalito da un’angoscia tipica dei film di Lanthimos e non sappiamo mai da che parte stare, con chi percepiamo empatia o antipatia. Cosa si è disposti a fare per ottenere ciò che si vuole?

Lanthimos a differenza di The Lobster e de Il sacrificio del cervo sacro, questa volta sta solo dietro la macchina da presa, la sceneggiatura (che evidentemente lo ha colpito moltissimo) è di un programma radiofonico di Deborah Davis e Tony McNamara, ma lascia la sua traccia indelebile sia attraverso l’uso della musica, che funge da punteggiatura e sottolineatura dei momenti più importanti ma anche dall’utilizzo spasmodico dei grandangolari.

È evidente la sua affezione nei confronti degli attori, in primis Colin Farrell, protagonista di entrambi i suoi due ultimi film sia per la Weisz e per Olivia, entrambe già presenti in The Lobster.

È interessante anche notare come Yorgos abbia gettato nei primi frame del film alcuni indizi dei suoi film precedenti: Lady Sarah, ovvero Rachel Weisz viene presentata mentre gioca da bendata, ed è un’evidente citazione al personaggio che interpretava in The Lobster: una cieca. Poco dopo invece vediamo su una tavola imbandita un cervo squartato, richiamo all’ultimo film Il sacrifico del cervo sacro.

The Favourite è un’opera ricca e coinvolgente, nonostante sia in costume è facilmente collocabile nella realtà odierna perché i sentimenti, gli scopi e le inclinazioni dei personaggi sono atemporali.

Il film uscirà nelle sale il 14 gennaio 2019.

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