The Gifted, recensione episodi 1×12 e 1×13: i cancelli dell’incertezza

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Il finale della prima stagione di The Gifted condensato in due episodi ricchi di carica emotiva. A seguire, la recensione delle puntate 1×12 e 1×13.

The Gifted: varcare la soglia dell’incertezza

Basta un attimo per cambiare tutto. Certezze, speranze, propositi, sogni e aspirazioni iniziano pian piano a sgretolarsi; e i resti di tale scomposizione vanno a contaminare quel livello di consapevolezza raggiunto con tanta fatica. Cosa fare, quindi successivamente? Quale atteggiamento assumere per augurarsi che quella rinfrancante aspettativa esistenziale possa continuare ad essere un obiettivo praticabile? L’unica soluzione possibile risiede nella ferma convinzione dei propri ideali, assecondata a sua volta da una specifica propensione al cambiamento incentrata (e non potrebbe essere altrimenti) su delle azioni pressoché repentine. Perché il tempo è tanto benevolo quanto spietato: e non ci si può fossilizzare su delle situazioni che per quanto irrisorie – oggettivamente parlando – serbano comunque un preoccupante potere di alterazione della realtà. Reagire, quindi…sempre e comunque!

Recensione episodi 1×12 e 1×13: distruzione e intolleranza

Il corposo finale di stagione di The Gifted parte con un episodio 1×12 carico di intensità. Dopo un toccante flashback sul suo passato, il Dr. Campbell diventa protagonista e tramite politico per la risonanza mediatica di un evento contro i mutanti. Tra qualunquismo e retorica sfrenata, l’iniziativa mira ad elevare l’odio nei confronti del “diverso” con marcata decisione. Eclipse, Thunderbird e soci (pungolati dal trio Frost, manipolatrici per eccellenza) optano per una strategia fondata sul sabotaggio della manifestazione; un intento che, però, avrà le sue innumerevoli criticità. Nel frattempo, gli Strucker provano a capire se la madre di Reed conosca ulteriori dettagli relativi al siero anti-mutante impiegato dal defunto Otto. Ma la scena viene rubata da Andy, il quale manifesta una feroce propensione all’offesa.

Propensione che investe anche Polaris. Nell’episodio 1×13, la triade Frost plagia la ragazza convincendola sul suo nobile retaggio “infernale”. Assumere la guida del nuovo club ha il suo prezzo; e le conseguenze del gesto estremo compiuto dalla mutante conducono a delle spaccature irreversibili. Un vero e proprio punto di non ritorno, catalizzatore di fazioni e risorse che definiranno la base di scontri all’ultimo sangue. Con buona pace degli X-Men, paladini della giustizia e fervidi sostenitori di un ribaltamento dell’opinione pubblica; ma il dolore provato prima, durante e dopo le vicissitudini recenti sono solo l’anticamera di ciò che accadrà a breve.

Un’imprevedibile amarezza

In attesa della seconda stagione, The Gifted cala il sipario in modo amaro con un inaspettato turning point indirizzato a una resa dei conti ancora più serrata. Inoltre, non va sottovalutata la corrispondenza con l’attuale scenario politico e sociale degli Stati Uniti, poco incline al rispetto di ogni forma di diversità. Per questo e per altri motivi, la serie TV di Matt Nix ricorda, quindi, quanto i valori siano fondamentali per una rinascita del sistema mondo; tuttavia, gli individualismi, di qualunque sorta, rappresentano un ostacolo assolutamente ostico da superare, poiché radicato in un sentire comune che fa dei limiti e dei condizionamenti le proprie linee guida. Insomma, una conclusione bruciante, dalla quale sarà difficile riprendersi per poter reagire, si spera, con maggiore veemenza.

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