The Gifted, recensione episodio 1×01: affari di famiglia

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Inizia l’odissea mutante della famiglia Strucker, tra clandestinità e scoperte eccezionali. Questo, e molto altro, nella recensione dell’episodio 1×01 di The Gifted.

The Gifted, recensione episodio 1×01: un’intrigante variazione sul tema

Le diramazioni – inaspettate, o quasi – che caratterizzano lo scenario mutante degli X-Men sono la prerogativa principale di un corollario fumettistico coinvolgente e per nulla banale. Anzi, è proprio grazie a questa profonda eterogeneità se gli esseri dotati del gene X sono riusciti a far breccia nel cuore degli appassionati di qualsivoglia risma.

La continua ricerca di integrazione, tra gli umani o nei confronti dei rispettivi pari livello, è un cardine imprescindibile per i contributi multimediali ad essi dedicati. E ciò investe anche l’ultima produzione televisiva correlata all’universo X, ossia The Gifted. Collegata ai cinecomics degli X-Men, la serie TV in questione si svolge in un frangente temporale piuttosto oscuro descritto dallo showrunner Matt Nix nel seguente modo:

Gli X-Men sono spariti. La Confraternita è sparita. La maggior parte dei mutanti della vecchia guardia non è più in circolazione. La loro scomparsa resta un mistero. Nel corso dello show si scoprirà che si è verificato un evento catastrofico, sullo stile dell’11 settembre. Ciò ha causato enormi disordini sociali e manifestazioni d’odio verso i mutanti. Un contesto discriminatorio collegato, per certi versi, alla scomparsa degli X-Men e della Confraternita.

It’s time to run: l’odissea degli Strucker ha inizio

L’episodio 1×01 di The Gifted svela la condizione di clandestinità a cui sono costretti Polaris, Thunderbird, Eclipse e la new entry Blink, salvata a caro prezzo da un’agguato delle forze dell’ordine. Le leggi nei confronti dei mutanti sono diventate molto severe; e il rispettabile Reed Strucker non fa altro che applicare decreti e normative atti a limitare la loro proliferazione. La sua indole da capofamiglia premuroso e simpatetico cerca di mediare tra il fare restrittivo e la tolleranza nei riguardi di una fetta di popolazione altamente disagiata. Tuttavia, il rapido susseguirsi degli eventi lo obbligherà a prendere una posizione piuttosto netta in tal senso.

I suoi due figli, Lauren e Andy, sono difatti anch’essi dei mutanti. Il ragazzo, vittima del bullismo dei proprio compagni di scuola, palesa il suo devastante potere mentre è in corso l’annuale ballo della Belleview High. Contenere la deflagrazione rabbiosa delle skill del flebile studente non è affatto facile; ma l’intervento tempestivo di Lauren, già avvezza a simili dinamiche, limita i danni e contiene l’instabilità del fratello. Ormai, però, non si può più tornare indietro. E con la Sentinel Services alle calcagna, la famiglia Strucker comincia la propria odissea mutante spalleggiata da Thunderbird e soci.

Un apprezzabile starting point diretto da Bryan Singer

Il primo episodio di The Gifted incanala lo show – prodotto da 20th Century Fox Television e Marvel Television – verso lidi qualitativamente apprezzabili. Essendo un episodio introduttivo, c’è ancora da tanto da scoprire affinché il pubblico possa avere, tra una puntata o due, un quadro della situazione. Ad ogni modo, la regia di Bryan Singer si fa sentire eccome: il montaggio globale, puntellato da sequenze colme di pathos, impreziosisce a dovere lo spartito narrativo dello show. Inoltre, gli attori chiamati in causa (incluso l’immancabile cameo di Stan Lee) rispondono alle direttive del plot principale mostrando un gradevole livello di personalizzazione recitativa che, a conti fatti, non guasta mai.

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