The Gifted, recensione episodio 1×02: inquietudine ed instabilità

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Con l’episodio 1×02 di The Gifted, la faccenda si complica tremendamente. Il punto della situazione nella recensione della puntata diretta da Len Wiseman.

The Gifted, recensione episodio 1×02: ostacoli e criticità interne

Fronteggiare una situazione di pericolo non è per nulla semplice. In particolar modo quando si è oggetto di accerchiamento sociale e culturale, con ostacoli e criticità interne in quantità industriali pronte a tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote. Una condizione debilitante, sia dal punto di vista fisico che mentale, da sconfiggere mediante una resilienza fuori dal comune. E i mutanti clandestini di The Gifted lo sono eccome, anche perché i loro trascorsi hanno temprato l’indole del gruppo in maniera a dir poco efficace. Ma sarà sufficiente, tutto questo, per far ricredere l’opinione pubblica?

Il sottile confine tra inquietudine e instabilità

L’episodio 1×02 di The Gifted pone all’attenzione del pubblico un flashback apparentemente slegato dagli eventi della trama principale. La famiglia Strucker (al completo) è immersa in una piacevole gara di bowling sollecitata, ma non troppo, dalla competitività tra Andy e Lauren – tipica della loro età. La presenza nella struttura di una ragazzina mutante, divenuta catalizzatore delle beffe altrui, ribalta inavvertitamente l’idilliaco spartito costringendo Reed a un’azione preventiva.

Questo scorcio di vita vissuta è il perfetto collante tra un passato abitudinario e un presente in bilico tra inquietudine e instabilità. Un confine sottilissimo rappresentato, per l’occasione, dal malessere di Blink, reduce da uno sforzo che va oltre le proprie capacità. Sebbene il tentativo non sia andato completamente a buon fine, lo zoccolo duro dei mutanti clandestini non si è minimamente perso d’animo. E l’insolito team-up tra Eclipse e Caitlin Strucker – volto a curare la teleporta – serve a dare un po’ d’ossigeno alla causa.

Il contraltare di questa presunta libertà è la limitazione personale di Polaris, finita in prigione a dispetto della sua maternità. Sopravvivere a quell’inferno non sarà affatto facile; così come l’eventuale grado di collaborazione tra individui della stessa razza, pari allo zero per tutta una serie di ragioni. Nel frattempo, Reed è posto sotto torchio dalla Sentinel Services. Interrogatorio dopo interrogatorio, l’ormai ex procuratore distrettuale giunge a un accordo forzatamente ambiguo ma inevitabile.

Tutto nella norma, anche per Len Wiseman

La seconda puntata dello show di Matt Nix mantiene la linea interlocutoria dell’esordio lasciando pochi riferimenti allo spettatore di turno. Il rimando a un incidente di diverso tempo fa – colonna portante delle attuali ostilità – aggiunge ulteriore mistero a un panorama mutante privo dei suoi paladini per antonomasia. Inoltre, il disequilibrio tra i protagonisti della vicenda crea un’alternanza dello spessore psicologico molto marcata, ideale per incanalare i filoni in gioco verso le rispettive conclusioni. Per quanto riguarda la regia dell’episodio, la prova di Len Wiseman dona quegli spunti autoriali necessari per slegare l’intero canovaccio scenico dalla stantia norma televisiva. Insomma, un po’ di sale a un comparto tecnico senza infamia e senza lode.

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