The Gifted, recensione episodio 1×05: la corona del martirio

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Nella recensione dell’episodio 1×05 di The Gifted, una finestra sul doloroso passato di Jace, avanguardia armata della Sentinel Services.

The Gifted, recensione episodio 1×05: un martirio incontrollabile

L’atto di confessare la propria fede – a dispetto di qualunque forma di persecuzione – prende il nome di martirio. Questa introduzione etimologica serve ad orientare gli spettatori di The Gifted attraverso i nuovi intrecci partoriti dalla quinta puntata dello show. E l’utilizzo del termine “partoriti” non è certo un caso, visto e considerato che vita e morte vanno ivi a braccetto offrendo un doppio canale interpretativo. Inoltre, la tensione del momento narrativo in atto costringe a una riflessione misurata su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. A prescindere da qualsivoglia ideale, mutante o umano che sia.

Il passato di Jace, una ferita ancora aperta

Imperturbabile, scrupoloso, determinato. Jace Turner, il leader della Sentinel Services, mostra un atteggiamento che lascia ben poco spazio ai fraintendimenti di sorta. Il suo volere punire i mutanti a qualunque costo trova, però, radici profonde riconducibili al triste attentato denominato “15 luglio”; in quella occasione, Jace si trovò privato della sua figlia di sette anni a causa di un conflitto tra umani e mutanti, i quali erano partiti col manifestare pacificamente.

Un risentimento inestinguibile, confessato a piena voce anche a Eclipse e Polaris, fuggiaschi in cerca di risposte. I due mutanti clandestini hanno, così, a che fare con un uomo (oltre che un padre) privato della sua gioia più grande. La sua cieca obbedienza al proprio credo atterrisce la coppia che empatizza il momento e vacilla sulla scelta del da farsi  – e non potrebbe essere altrimenti.

Sull’altro versante, Reed Strucker si offre volontario per depistare le indagini dell’agenzia alle calcagna degli esuli col gene X. D’altro canto, è l’unico rimedio per potersi guadagnare la fiducia del gruppo, ancora di salvezza alla quale legare il suo prezioso nucleo familiare. Ma è il finale convergente ad acuire il climax della puntata; una conclusione crudele in cui Jace diventa testimonianza vivente di una manipolazione irresponsabile.

Una beneaugurante sterzata alla sceneggiatura

La quinta puntata di The Gifted serra le fila grazie alla reunion del precedente episodio. Ciò che si nota quasi subito, è il lieve cambio di marcia impartito allo show Marvel al fine di renderlo coinvolgente, almeno dal punto di vista emotivo. L’azione, infatti, latita, ma è concretamente compensata dalla lacerante parentesi di Jace Turner (e il finale lo è ancor di più) e dagli intermezzi dialogici dei protagonisti. Caitlin, Andy e Lauren alle prese con un intervento chirurgico; Eclipse e Polaris speranzosi sul futuro del loro pargolo; Blink su tutte le furie, dopo ciò che è stato fatto ai suoi ricordi. Unioni e fratture sparse, con l’aggravante di una perenne minaccia pronta a colpire tutti da un momento all’altro. I prossimi episodi confermeranno – o smentiranno – gli ambiziosi propositi di Matt Nix.

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