The Gifted, recensione episodio 1×06: team working

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L’unione fa la forza? Forse. La recensione dell’episodio 1×06 di The Gifted lungo la disgregazione dialogica di una narrazione stantia.

The Gifted, recensione episodio 1×06: la riservatezza come criterio discriminante

Il team working permette – praticamente a chiunque – di elevare le proprie capacità compensandole reciprocamente con il prossimo. Questo prossimo, però, deve avere bene in mente l’obiettivo finale per il quale tale assembramento è venuto a formarsi, altrimenti gli esiti di qualsivoglia azione saranno ben al di sotto delle aspettative iniziali. Nulla di più semplice, quindi. Almeno sulla carta, perché l’animosità impiegata per raggiungere un determinato target ha in sé la peculiarità di distorcere la realtà dei fatti, complicando così ogni genere di proposito, per quanto lodevole esso sia.

Un preambolo corposo – ma doveroso – per inquadrare al meglio il nucleo dei protagonisti dell’episodio 1×06 di The Gifted. Nello sviluppo della vicenda ad esso correlata, si assiste alla decisione di assaltare Baton Rouge per rubare informazioni che saranno fondamentali per i mutanti tutti. Sebbene compatto, il gruppo posto in essere mostra delle discrasie relazionali che squilibrano la bilancia dell’agire comune. E per quanto intenzionati a perseguire il medesimo obiettivo, alleanze e piccole divergenze interne (come Polaris e Caitlin, o Andy e Reed) non lasciano presagire nulla di buono.

Confusione e pretestuosità

Il sesto episodio di The Gifted lascia lo spettatore di turno con l’amaro in bocca. La motivazione dietro un plausibile, quanto giustificato, disappunto è da ricercare nella nell’andazzo confusionario dello show. Chi è abituato a seguire le vicende degli X-Men (al cinema o su carta) si aspetta molto altro; indi per cui, la pretestuosità di un conflitto o di una pulsione amorosa non può colmare le evidenti lacune di una storyline poco più che sufficiente.

Insomma, navigare a vista compromette le ambizioni di un progetto televisivo che Matt Nix e Jeph Loeb desideravano condurre verso lidi memorabili; con l’aggravante che l’impressione di essere dinanzi ad una serie TV dall’anima riempitiva fa storcere il naso e getta innumerevoli ombre sul giudizio finale della stagione inaugurale.

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