The Gifted, recensione episodio 1×07: episodicità estrema

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Molto disordine e poca sostanza lungo la prosecuzione della vicenda mutante. Questo, o poco più, nella recensione dell’episodio 1×07 di The Gifted.

The Gifted, recensione episodio 1×07: ombre e incertezze

Quando le ombre si addensano sul proprio futuro, è soprattutto per via di una serie di elementi contestuali e personali a cui mancano una precisa chiarezza di fondo. Procedere a tentoni lungo questo sentiero non fa altro che disorientare il diretto interessato indirizzandolo verso lidi tutt’altro che piacevoli. Un peregrinare ostico, caratterizzato da una notevole mole di insidie pronte a farsi beffe di quella sua curiosità divenuta, ormai, un’arma a doppio taglio. Ed è qui che entrano in gioco le incertezze, pesanti mannaie psicologiche protese al raggiungimento di una specifica instabilità emotiva.

Lo spauracchio delle Sentinelle

L’episodio 1×07 di The Gifted si dipana attraverso molteplici filoni narrativi. Il ricongiungimento momentaneo tra Carmen e Eclipse per la risoluzione di alcuni affari piuttosto loschi manda su tutte le furie Polaris, convinta che il deprecabile passato del suo compagni fosse un lontano ricordo. Sull’altro versante, c’è poi l’ammonimento di Reed nei riguardi di sua figlia, invaghitasi di un mutante stranamente riservato; tempo fa, quest’ultimo commise atti poco leciti che lo costrinsero alla fuga e a vivere per strada giorno dopo giorno.

Un instant crush dall’epilogo agrodolce, con Wes che pensa di redimersi partendo alla volta di Augusta per mettere in gioco il proprio onore. Nel frattempo, Blink e Thunderbird provano a dirimere l’inghippo mnemonico – e le evidenti conseguenze sulla ragazza – creato da Dreamer. Ripercorrendo un tragitto a lei caro, i due si ritrovano dinanzi a un macabro scenario che segna ulteriormente la psiche di Blink e accende qualche emozione nel cuore del valoroso leader degli X-Men outsider. Tuttavia, è sulla sponda opposta che le cose cominciano a farsi estremamente serie. E a queste, si aggiunge anche lo spauracchio della Trask Industries, spietata generatrice del sistema Sentinelle.

Episodicità e dialoghi stereotipati

La settima puntata dello show di Matt Nix è all’insegna del disorientamento. Sarà anche triste dirlo, ma la pretestuosa episodicità del plot principale rende trama e protagonisti vuoti, privi di mordente e senza alcuna capacità di intravedere quello che è il loro reale scopo. Inoltre, i dialoghi stereotipati non facilitano la fruizione di una serie TV che si ostina a posticipare un eventuale conflitto finale. In poche parole, un ammasso di formule narrative riciclate alla bell’e meglio distanti anni luce dagli standard qualitativi del Marvel Universe.

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