The Greatest Showman: recensione del film-musical con Hugh Jackman e Zac Efron

The Greatest Showman Film 2017

Hugh Jackman e Zac Efron guidano il cast stellare del musical The Greatest Showman. L’uscita del film al cinema è prevista per il 25 dicembre 2017.

The Greatest Showman: Hugh Jackman canta al cinema il suo “freak show”

The Greatest Showman arriverà nelle sale di Natale e rappresenterà un vero e proprio regalo per tutti gli amanti dei musical. È trascorso un anno dall’uscita di La La Land, opera capace di riportare in voga un genere cinematografico da sempre snobbato dalle masse, rendendolo più accessibile e popolare. Hanno allora ben pensato di cavalcare l’onda Jenny Bricks e Bill Condon, firmatari dello scritto intorno al quale è stato sviluppato il film con Hugh Jackman. In realtà, l’attore di Wolverine non è l’unico nome di prestigio al centro del progetto. Al suo fianco troviamo infatti Michelle Williams, Zac Efron, Rebecca Ferguson e Zendaya.

Basta dunque essere amanti dei musical per apprezzare The Greatest Showman? Decisamente no. Anche perché ci sono i “fan” che apprezzano semplicemente il ritorno costante di opere musicali al cinema e poi ci sono i “fanatici” che riuscirebbero, pur di criticare, a spaccare in quattro ogni pelo sulla faccia della donna barbuta. Qualche difetto di sceneggiatura e di resa grafica c’è e si nota senza troppa difficoltà. Nell’insieme, però, il film risulta piacevole e riesce ad unire al meglio ironia e drammaticità. Probabilmente segue in maniera fin troppo fedele l’andamento filmico salita-picco massimo-discesa-risalita-stabilità finale.

Il fascino, l’empatia ed il talento di Hugh Jackman la fanno da padrona. Proprio lui è The Greatest Showman e proprio lui salva il film in quei momenti in cui si rischia di inciampare in attimi di noia e scontatezza. Interpreta P. T. Barnum, tra i maggiori circensi della storia statunitense ma l’impressione è che al personaggio del film venga attribuita più umanità di quella che in realtà apparteneva al vero Barnum.

“Dalla poca attenzione verso gli altri scaturisce la propria rovina”

Spostando l’attenzione al cast “secondario”: Zac Efron non riesce proprio a liberarsi dall’immagine da teen idol che lo accompagna sin dagli esordi: quando canta lui, tutti diventa disneyano. Da sottolineare anche la performance di Zendaya, capace di non lasciarsi schiacciare dall’esperienza dei propri colleghi. Questo è il suo secondo film, a distanza di pochi mesi dall’esordio sul grande schermo con Spider-Man: Homecoming. Niente male per una ragazza di appena 21 anni. Praticamente lo stesso lasso di tempo trascorso dall’ultima volta in cui Michelle Williams arrivava fino alla fine di un film senza versare una lacrima. Sull’attrice candidata all’Oscar per ben quattro volte c’è poco da dire: non le manca davvero nulla per arrivare a conquistare la tanto agognata statuetta ma non è questo il film che la aiuterà nell’impresa.

Infine Rebecca Ferguson: brava e bella, questo è risaputo, ma interpreta l’unica cantante d’opera a cui non viene fatto cantare un brano d’opera. Peccato. Sarebbe infatti stata la ciliegina sulla torta di una colonna sonora che, per quanto in certi momenti non sembri essere così tanto originale, non potrà far altro che coinvolgere il pubblico. Lì, seduti sulla poltrona del cinema, viene voglia di prendere parte alle coreografie che si muovono sul grande schermo, di battere le mani a tempo di musica e canticchiare i ritornelli che ben presto rimangono nella propria mente.

E poi c’è la grande banda di “mostri” su cui fa affidamento P. T. Barnum per fondare il proprio impero. Tutti davvero impeccabili nelle loro interpretazioni e nelle loro esibizioni canore. Un cast corale che dona prestigio all’intera opera, accompagnando lo spettatore verso il raggiungimento di nuove consapevolezze.

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Patrizia Monaco

Amante della bella musica, della buona politica e dell'impegno sociale, continua giorno dopo giorno a coltivare la propria passione per il cinema, muovendosi tra i più svariati ambiti della comunicazione. Affronta le indecisioni della vita chiedendosi "Cosa farebbe Ellen Ripley?", sicura così di non sbagliare mai.

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