The Nun, recensione del nuovo capitolo della saga di The Conjuring

The Nun fim 2018

The Nun: Dio finisce qui. Valak è tornato e questa volta contro il male ci sono una giovane suora e un prete dall’oscuro passato.

Gli orrori di The Conjuring non si fermano e i demoni sono pronti a terrorizzarvi

The Nun, il tanto atteso quarto capitolo della fortunata saga iniziata nel 2013 è nelle sale dal 20 settembre e, a quanto pare, l’hype tra i fan è molto alto. James Wan, uno dei migliori registi horror degli ultimi tempi firma i primi due capitoli della saga: The Conjuring e The Conjuring 2 – Il caso Enfield, con l’ormai consolidata coppia di investigatori del paranormale (Ed e Lorraine Warren) interpretati rispettivamente da Patrick Wilson e Vera Farmiga. I film raccontano delle reali ed orribili vicende della coppia vissute negli anni ’70. Da questi capitoli sono stati tratti 3 spin-off: Annabelle e Annabelle 2, entrambi legati al primo dei due film e ora The Nun, dove vediamo le origine del demone Valak.

Padre Burke e Sorella Irene vengono inviati dal Vaticano in Romania per far luce sul suicidio di una giovane suora di clausura. Qui scoprono il diabolico segreto del convento mettendo a repentaglio le loro vite e la loro fede dovendo affrontare il demone Valak, il plasfemo, una forza malvagia che assume le sembianze di una suora. Cosa dire del film, purtroppo non c’è molto altro.

The Nun abbandona quel tipo di tensione a cui i fan di James Wan si erano abituati per lasciar spazio ad un horror più classico fatto di voci nell’ombra e di jumpscare neanche poi troppo improvvisi. Purtroppo bisogna aspettare un’ora prima che il film faccia drizzare la schiena allo spettatore, nella parte “iniziale” abbiamo una lunga descrizione dei personaggi, dell’ambiente e delle circostanze che hanno portato i protagonisti in questa remota regione. Sottolineiamo che NON è un brutto film, ma forse non all’altezza di precedenti capitoli. Alla regia Corin Hardy fa il suo lavoro, non è un regista navigato, alle spalle ha solo The Hallow e lo sfortunato progetto del reboot de Il Corvo.

Ciò che più colpisce è la firma che troviamo sulla sceneggiatura: Gary Dauberman. Per i più appassionati questo nome non dovrebbe risultare nuovo. Gary Dauberman, infatti, è anche lo sceneggiatore dei due Annabelle e, soprattutto, dei due capitoli del remake di It. Tutti film riusciti, dove la paura c’è e non si fa attendere, forse nonostante la sua esperienza sul campo, The Nun non è l’ambientazione più congeniale perché possa esprimersi al meglio. Non a caso troviamo nel ruolo di protagonista Taissa Farmiga, già vista nella fortunata saga American Horror Story, indiscutibile la sua bravura, ma la sua presenza in questo film ha una rilevanza più sottile. Notato niente nel cognome? Ebbene sì, è la sorella minore di Vera Farmiga. Scelta azzeccata e apprezzata.

Gli amanti dei film di James Wan, abituati alla tensione di dover cercare una bambina per casa seguendo un inquietante battimani, potrebbero rimanere un po’ delusi dal film, per tutti gli altri consigliamo la visione lasciandovi un consiglio: non avvicinatevi agli angoli bui dove le ombre si nascondono meglio ai nostri occhi.

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