The Sisters Brothers: la recensione del film con Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal

The Sisters Brothers - Festival di Venezia 2018

Presentato alla Mostra di Venezia 2018, The Sisters Brothers è il primo film hollywoodiano del regista francese Jacques Audiard.

The Sisters Brothers: Phoenix, Gyllenhaal e Reilly in un buon western diretto da Jacques Audiard

Un altro europeo sbarca ad Hollywood e lo fa dirigendo un film, The Sisters Brothers, che appartiene ad uno dei generi americani per eccellenza: il western. Jacques Audiard, nato a Parigi nel 1952 è uno sceneggiatore e regista tra i più interessanti dell’ultimo decennio: ha vinto i maggiori premi assegnati al Festival di Cannes ovvero la Palma d’oro per Dheepan (2015) e il Gran Premio Speciale della Giuria per Il profeta (2009); molti lo conosceranno per l’intenso Un sapore di ruggine e ossa (2012), nominato come miglior film straniero al Golden Globe.

Nonostante siano passati 50 anni dall’uscita di alcune pellicole che segnarono come pietre tombali la fine di una nuova epopea cinematografica del Western dopo le sue stagioni d’oro (parliamo di C’era una volta il West e Il mucchio selvaggio) il genere è riuscito a dire ancora qualcosa nelle atipiche opere anni 70 fino a Gli spietati, definitivo e crepuscolare caposaldo del 1992. Negli ultimi 25 anni, da Open Range a Rango passando per L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford non si sono viste molte pellicole significative; sicuramente da ricordare quelle di Tarantino e dei Coen che portano proprio alla Mostra di quest’anno, in concorso come The Sisters Brothers, The Ballad of Buster Scruggs, antologia scritta proprio nell’ultimo quarto di secolo.

I personaggi e le storie difatti seguono spesso canovacci abbastanza simili e non è esente da ciò il film di cui stiamo parlando: Charlie, un uomo alcolista e violento (J. Phoenix) parte alla ricerca di un giovane (Riz Ahmed) insieme al fratello maggiore Eli (J. C. Reilly), più controllato e tenero. All’uomo da trovare, un cercatore d’oro, si unisce il detective John Morris (J. Gyllenhaal) che condivide con Charlie odio e disprezzo per un pessimo padre. Non solo non c’è nulla di nuovo in questa sinossi ma è proprio uno schema visto e rivisto, zeppo di luoghi comuni. Nonostante ciò i personaggi e i loro interpreti, dopo un incipit non troppo coinvolgente, entrano in empatia col pubblico. Questo perché il film, se pur con momenti crudi e un ultimo atto impietoso, ha un tono leggero e divertente. Merito soprattutto dei protagonisti, i fratelli Sisters, il cui rapporto colmo di contrasti fa spesso sorridere e i due, anche singolarmente, strappano più di una risata (in particolare durante la loro permanenza a Mayfield, nel cuore della trama).

The Sisters Brothers - Festival di Venezia 2018

Sparatorie e cadaveri, violenza e immagini forti non mancano in The Sisters Brothers ma il racconto è concentrato in modo introspettivo sui personaggi, i quali si troveranno a riflettere sul senso delle loro azioni, tra etica e morale, ma senza alcun tipo di pesantezza intellettuale. Essi attraversano una civiltà che sta cambiando, e tra un piccolo centro abitato che si costruisce con fatica e una San Francisco già avviata ad essere un’enorme città, i due fratelli hanno diverse occasioni per chiedersi a cosa porterà la loro sete di avventura, in cosa consiste la propria felicità e come trovarla. La visione del film, in questo crescendo di rivelazione dei loro caratteri e della loro indissolubile fratellanza, è molto piacevole e meno superficiale di quanto sembri il plot citato. Di certo è una sorpresa nella carriera di Audiard che ci ha abituato a drammi intensi con scene dure, difficili da digerire.

Egli non si concentra più di tanto sui vasti panorami quanto sui campi stretti dei suoi personaggi. Ed è sempre un gran piacere vedere e ascoltare Joaquin Phoenix sul grande schermo e seguirne sguardo e movimenti. Il ruolo di Gyllenhaal  invece è più ridotto e di minore spessore mentre l’interpretazione di Reilly è forse tra le più convincenti della sua carriera (è stato lui ad acquisire i diritti del romanzo da cui è tratto). Il film è dunque consigliato principalmente per le prove degli attori anche se il regista ci regala nell’insieme un buon western, con alcuni momenti comici (ad esempio la scoperta dello spazzolino da denti) e drammatici (come la ricerca dell’oro al setaccio nel fiume).

Vi lasciamo con il trailer di The Sisters Brothers, prossimamente nelle sale italiane:

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