The Walking Dead, il punto della situazione: Carl e un conflitto senza esclusione di colpi

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Il quadro generale di The Walking Dead alla luce degli ultimi sviluppi visti nella passata stagione. 

The Walking Dead, la storia fino ad ora: macerie e decessi sconvolgenti

Alexandria è quasi completamente distrutta. I suoi abitanti quasi tutti salvi. Carl è morto. Ed è solo l’inizio. Bastino queste poche asserzioni per farsi un quadro generale della situazione, perché per i dettagli c’è tempo, e sono proprio questi a fare la differenza, come vedremo. L’ottava stagione di The Walking Dead sta per ricominciare (25 febbraio prossimo negli Usa), dopo la consueta pausa invernale che ha lasciato i telespettatori della serie in balia di eventi in parte imprevisti, ma per il resto ampiamente prevedibili.

Si parlava della morte di Carl (Chandler Riggs) già da un po’, ma naturalmente la notizia della morte di un personaggio non basta di per sé a rivelare dettagli particolari sullo sviluppo della storia, soprattutto in serie come The Walking Dead, nelle quali spesse volte i fan devono dire addio ai propri personaggi preferiti sacrificati sull’altare del passo in avanti a livello di sceneggiatura.

It’s war time!

I dettagli, dicevamo. La guerra tra Rick, Carl, Michonne, Daryl &Co. da una parte e i Salvatori dall’altra è stata al centro di molte delle ultime puntate (potremmo dire anche stagioni), e urgeva una svolta che togliesse dall’impasse i nostri poveri protagonisti, intenti francamente un po’ troppo a rincorrere in queste ultime stagioni eventi ciclici e dai quali a fatica riuscivano a svincolarsi. Certo, parliamo di un tipo serialità che della guerra, del conflitto, dell’elemento ostativo non può fare a meno, perché ne rappresenta in sostanza la sua quintessenza, ma sappiamo anche che il confine tra una narrazione appassionante che ti tiene sempre sulle spine e un semplice e alla lunga noioso susseguirsi di eventi bellici è molto, molto labile.

E allora alle vicende di Alexandria e dei Salvatori, e al loro eterno scontro, andava aggiunto un po’ di pepe. Negan è Negan, e non ha bisogno di particolari spinte a livello di scrittura (tutt’altro: l’impressione è che gli autori stiano lavorando decisamente per sottrazione per quanto concerne il suo personaggio), ma una serie così lunga e- lasciatecelo dire- così bella, non può certo affidarsi alle gesta di un solo personaggio. E pare che proprio questo stesse accadendo ultimamente. Tanto che i famigerati zombie, ossatura indiscussa della serie, sembrano essere diventati quasi marginali, in un contesto di sempre maggiore centralità del conflitto umano.

È una svolta che a dire il vero non è cominciata esattamente con l’ottava stagione, ma affonda le sue radici molo prima, quando si è cominciato a porre maggiore attenzione sulle sfumature etiche e morali dei nostri protagonisti, sempre schiacciati dalla ingombrante presenza degli zombie, certo, ma in qualche modo impegnati prevalentemente nel gestire le conseguenze (anche e soprattutto psicologiche) di quella battaglia.

Carl: un punto di non ritorno…o quasi

Ma ritorniamo a noi. Eravamo rimasti alla morte di Carl. Il modo in cui questa è avvenuta ha lasciato a bocca aperta molti telespettatori, facendo gridare all’ingiustizia alcuni di loro. Perché? Perché Carl muore, ma non muore. L’ultima puntata prima della pausa invernale si chiude con gli occhi di Carl ancora aperti, con l’espressione di rabbia mista a disperazione e incredulità di suo padre, Rick, e della rassegnazione di Michonne. L’eccessiva intraprendenza di quelli che vengono chiamati gli “alessandrini” ha portato a un’escalation di tentativi falliti, piani andati male e imprevisti. Il risultato, per ora, è  la morte di Carl (dopo quella di un altro personaggio molto amato: Sasha). Ma l’impressione è che non sia per niente finita qui.

Vale la pena concentrarsi ancora un attimo sulle modalità della morte del giovane protagonista. Dopo anni passati sotto l’egida (e il controllo attento) del padre Rick, nelle ultime puntate era arrivata con fatica la svolta. E in particolare nell’ultimo episodio andato in onda, nel quale Carl ha preso in mano la situazione e ha salvato i suoi “concittadini” di Alexandria, sacrificandosi in un modo che tuttavia non ci è stato mostrato. Noi abbiamo visto il risultato finale, e cioè il morso sul fianco destro di uno dei vaganti che lo porterà alla trasformazione prima e alla morte poi. Alla domanda “Carl si salverà?” di alcuni fan, la risposta non può che essere negativa. No, Carl non si salverà, perché il morso di un vagante non dà scampo, come abbiamo imparato nel corso delle stagioni, e non si vede perché questa volta le cose dovrebbero andare diversamente.

Si è trattato, più semplicemente, di una morte diversa, di un addio particolare, di una resa dei conti sentimentale tra Carl e Rick. Il guardarsi negli occhi e scoprire che nonostante la morte alla fine Carl ce l’ha fatta. E Rick e Michonne sono fieri di lui.

The Walking Dead ITA, la community di riferimento per lo show di Robert Kirkman

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