The Walking Dead, recensione episodio 8×09: onore

The Walking Dead

È partita ieri su Fox, con l’episodio 9, la seconda parte dell’ottava stagione di The Walking Dead, di cui vi proponiamo la nostra recensione!

The Walking Dead: “Arriva la svolta fondamentale nella trama: è un punto di non ritorno?”

Gli occhi spalancati, persi nel vuoto, a fissare l’inevitabile fine di una storia. Rick, in fondo, ha perso la sua battaglia. Lo sappiamo tutti, anche se non ce lo diciamo mai veramente, forse per pudore, forse per incredulità, o forse per senso di smarrimento. Rick ha perso la sua battaglia, e non serve nemmeno dire più di tanto. Le immagini parlano da sole, e da sole ci raccontano la storia di un addio fin troppo rapido. Un addio che si consuma in un attimo, eppure un addio dignitoso, forte, carico di orgoglio e di maturità.

The Walking Dead ha ripreso la sua corsa, dopo la solita pausa invernale, e ciò che la prima puntata ci ha raccontato era, se non del tutto scontato, ampiamente prevedibile. Dopo i primi, lunghissimi minuti nei quali la vicenda che teneva tutti sulle spine viene sviscerata a regola d’arte, si ha la sensazione che in fondo sia finito tutto un po’ lì, che quello che ci dovevamo dire ce lo siamo detti, e arrivederci, che il resto è contorno, se non addirittura (per essere particolarmente buoni) dettaglio ornamentale, sfumatura d’autore, una pennellata qua e là di eventi e poi “Tac” il cerchio che si chiude, noi che piangiamo, la puntata che finisce.

È veramente andata così? Sì e no, o forse più no che sì. Sappiamo bene quanto gli sceneggiatori di TWD siano abili a creare un gran disordine per poi risolvere tutto con un colpo di genio (quando va bene) o con colpo di spugna (a livello di sceneggiatura, va da sé) che infatti spesso non piace ai fan più accaniti. Bene, qui siamo esattamente nel mezzo. Tra la trovata geniale e (che ci perdonino) la paraculata.

“La guerra con i Salvatori e la guerra con sé stessi.”

Nella puntata in questione scopriamo, tra le (poche) altre cose, come i Salvatori siano riusciti a fuggire dal proprio rifugio, oramai trasformatosi in una vera e propria trappola. E su questo non vale nemmeno la pena di insistere, perché la scena con la quale si risolve la situazione è roba vista e rivista. Un piccolo stratagemma, qualche raffica di mitra qua e là, e tutto si risolve. O, quantomeno, tutto procede.

La nona puntata della ottava stagione, dunque, non ci fornisce spunti particolari dal punto di vista dello sviluppo delle vicende. Certo, si intuisce velatamente che la sete di vendetta di Rick influirà in qualche modo sulle decisioni che sarà chiamato a prendere. Ma il resto delle vicende resta in un limbo in cui può ancora succedere tutto e il suo contrario. La disperazione nella quale sono immersi molti personaggi, Rick e Michonne su tutti, la fa per ora da padrona. Le idee dei personaggi sembrano confuse, contradditorie, talvolta sembra che non ci siano proprio delle idee. E allora non ci resta che attendere le prossime puntate per capirci qualcosa in più.

“Sono stato morso”, dice semplicemente Carl, guardando negli occhi chi lo ha accompagnato fino a quel momento. “È solo l’inizio” potremmo dire noi, anche se in realtà andiamo già spediti verso la fine.

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