Thor – Ragnarok, recensione film: il Dio del Tuono risponde presente

Thor:Ragnarok film 2017

Nelle sale dal 25 ottobre 2017, Thor:Ragnarok si presenta come un perfetto connubio tra dramma famigliare e commedia. Ecco la nostra recensione del film!

Thor: Ragnarok: è sempre bello tornare ad Asgard

Esattamente un anno fa, arrivava nei negozi di dischi l’ultimo lavoro dei Litfiba. Voi vi starete giustamente chiedendo “Ho forse sbagliato articolo? Cosa c’entrano Piero Pelù e compagni con Thor?“. Domande legittime, ma se tra di voi ci fosse almeno un singolo fan del gruppo rock italiano, costui capirebbe tale collegamento. Ad aprire la tracklist dell’album in questione, vi è infatti la canzone Dio del Tuono, e adesso sì che qualcosa comincia a sembrare familiare, a voi seguaci del biondo figlio di Odino.

Tutto inizia e finisce col Caos, con l’urlo del Dio del Tuono” dice la canzone. Prosegue poi con “Tu grida, avvisa, genera pensieri che avrai giorni perfetti e giorni neri, neri”. Parole che cascano a pennello e adesso capirete il perché. Thor:Ragnarok, pronto ad invadere i cinema italiani da mercoledì 25 ottobre, si presenta proprio in perfetto equilibrio tra caos ed ordine, contrapponendo nella vita di Thor giorni perfetti a giorni neri, neri.

Quando il film inizia, il secondo capitolo della saga sembra quasi un ricordo lontano. Non aspettatevi quindi qualcosa di già visto, seppur in diversi momenti vi torneranno in mente film come Star Wars o una versione spaziale di The Walking Dead, con tanto di morti riportati in vita.

E mentre, per anni, tutti immaginavano un “lui” capace di contrastare lo sconfinato potere di Thor, ecco che a mettere in difficoltà il dio del tuono giunge una “lei”. Considerati i tanti trailer circolati sul web negli scorsi mesi, non è certo un mistero che il villain di Thor:Ragnarok risponda al nome di Cate Blanchett.

Thor Ragnarok 2017

Il “problema” è che, per quanto uno si prepari in anticipo, difficilmente si troverà pronto ad accogliere una così celestiale visione.

Ebbene sì: Hela, dea della morte, rappresenta probabilmente uno dei migliori villain di sempre, come non se ne vedevano dai tempi di Majin Bu in Dragonball (perdonerete il nostalgico riferimento al passato).

Sarà difficile “odiarla”, nonostante la sua spietata brama di potere (metteteci di fronte ad una strega con tanto di brufolo peloso sul naso, sarà più semplice sperare nella sua disfatta).

Convince Valchiria, interpretata da Tessa Thompson

E per rimaner fedeli al contrasto tra ignoto e conosciuto, faremo sì la conoscenza di Hela, ma ritroveremo anche Loki, meno subdolo e impomatato. Anche qui il conflitto interiore non mancherà. Gli spettatori si ritroveranno combattuti tra il “In fondo è un buono, lo amo” ed il “Resta il solito infame, spero che lo facciano fuori”.

Thor Ragnarok 2017

Sul fronte dell’ignoto ci sarà poi Valchiria. Lei è una sorta di Jessica Jones spaziale, combattuta tra il senso di giustizia e la voglia di mandare giù alcool come se non ci fosse un domani. Insieme a lei, per quanto riguarda il “conosciuto”, ritroveremo un nostro vecchio amico, Hulk.

E se, nel corso degli anni, abbiamo visto cosa accade quando si uniscono gli Avengers, adesso è assai curioso vedere cosa succede quando una forza inarrestabile (Thor) incontra un “oggetto” inamovibile (Hulk).

Con Immigrant Song dei Led Zeppelin a scandirne le scene di azione, Thor:Ragnarok lascia largo spazio alle risate, spesso scatenate da sequenze a dir poco geniali.

Facendo tappa al 177A di Bleecker Street, ma soprattutto sul pianeta Sakaar, il film ci rende partecipi di un viaggio a dir poco entusiasmante e quasi dispiace arrivare al capolinea dopo “solo” due ore e dieci di film.

In generale il film è promosso a pieni voti. A tratti sembrerà di ritrovarsi al cospetto dei Fantastici 4, con tanto di “cosa” e di “torcia umana” a seguire. Da quando Marvel e Disney hanno unito le loro forze, anche il tempo di Asgard ha assunto le sembianze del castello di Walt.

Idris Elba, poi, assomiglia sempre più ad un Mosè pronto a guidare il suo popolo lungo il ponte che divide in due il mare.

“La tua forza non si trova nel martello, ma dentro di te”

Nel corso del film vedremo come non sempre la distruzione sia una cosa negativa. Si presenta piuttosto come un’opportunità per ricominciare da capo, su basi più solide.

Thor:Ragnarok costruisce un dramma famigliare con i classici ritmi della commedia. La regia di Taika Waititi dona poi quel pizzico di movimento necessario a far sentire lo spettatore su una divertente e colorata montagna russa emotiva.

Sul fronte del bene e del male, il “potere” è donna ed ha i volti di Hela e Valchiria. Quando però “Asgard” chiama, Thor risponde e allora sì, che non ce n’è per nessuno.

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