Ti presento Sofia: recensione del film con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti

Ti Presento Sofia film 2018

Il 20 ottobre è uscito nelle sale Ti Presento Sofia, il nuovo film diretto da Guido Chiesa con protagonisti Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti.

Guido Chiesa non riesce a rendere “rock” il suo nuovo film, Ti Presento Sofia

Partiamo subito col dire che Ti Presento Sofia è ispirato vagamente a Sin Hijos, titolo argentino che ha riscosso buoni consensi in sud America. Questo basterebbe per descrivere il film, il resto si perde in chiacchiere futili. Non perché sia pessimo, ma perché essenzialmente non ha direzione.

Nei panni di Gabriele, ex rockstar senza successo e ora titolare di un negozio di strumenti musicali, Fabio De Luigi deve far fronte al ritorno di una sua vecchia fiamma che mal sopporta i bambini, cosa che lui da padre single dovrà nascondere per poter conquistare quella che lui considera la donna della sua vita.
De Luigi regge innegabilmente il peso di questo lungometraggio sulle sue spalle: tutti i circa novanta minuti di girato ruotano attorno alla sua figura, non lasciando molto spazio agli altri interpreti di poter influire sullo scorrere degli eventi e del film. De Luigi non è nuovo a parti comiche, ma stavolta le tematiche che il film pretende di affrontare inducono un approccio diverso, limitando verosimilmente il suo carisma sul set.

Al tempo stesso il suo personaggio non è strutturato in modo chiaro: all’inizio è impacciato e negato con le donne, spesso annoia gli altri iniziando a parlare di sua figlia Sofia tutto il tempo. Salvo poi trasformarsi in un tombeur de femmes da un momento all’altro quando rincontra Mara (Micaela Ramazzotti), sua ex fiamma. Una svista di trama che accompagna altri “buchi” nella sceneggiatura pesanti, soprattutto il fatto che non venga mai spiegata la repulsione di Mara per i bambini.

Manca principalmente l’attenzione per i dettagli, l’impressione è che sia stato fatto quanto possibile ma non tutto il possibile per rendere questo film interessante. Tralasciando sviste tecniche (come il riflesso della cinepresa su cornici di foto, all’inizio), il film di Guido Chiesa si perde nelle stesse battaglie che vorrebbe combattere. Come l’”anima rock” che il regista voleva imporre (a partire dallo stile grafico usato sulla locandina) e che in realtà non c’è, se non uno scialbo concerto (finto) degli Afterhours.

L’unico aspetto nobile di questo film è il fatto che venga comunque dato spazio ad una donna che ha preferito anteporre la propria carriera alla famiglia e ai bambini soprattutto.
Il resto è tutto da rivedere, sia in contenuti sia nella parte tecnica e sia nello scopo: perché è chiaro che Chiesa non intendesse puntare al capolavoro, così come al film educativo, ma il vero problema è che questo film non fa nemmeno granché ridere. Sì, ci sono scene simpatiche e divertenti, ma il tutto si ferma lì. Anzi, la cosa più grave invece è che in altre parti del film la scena è rappresentata palesemente per indurre lo spettatore alla risata e che puntualmente non avviene.

Di seguito, il trailer di Ti Presento Sofia:

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